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GDA Sistemi Informativi Territoriali - Documento Master

 

WIKIVENETOPA - Sistemi Informativi Territoriali

 

Acronimi

GN:      Geoportale Nazionale

OGC:   Open Geospatial Consortium

SCC:    Sistema Cartografico Cooperante

SIT:     Sistema Informativo Territoriale

WCS:   Web Coverage Service

WMS:   Web Map Service

WFS:    Web Feature Service

WCTS:  Web Coordinate Transformation Service

WPS:    Web Processing Service

 

 

Formati

ship [1]: Shapefile: formato vettoriale diventato standard de-facto. Proprietà di ESRI che rende pubbliche le sue specifiche, consentendo la gestione dei dati con strumenti software non vincolati. E' composto da una terna di file:

?   .shp (forme geometriche),

?   .dbf (attributi),

?   .shx (join tra geometrie e attributi);

A vole la terna di file è integrata da eventuale .prj (sistema di riferimento delle coordinate geografiche).

klm [2]: Keyhole Markup Language: formato fornito da Google per rappresentare dati geografici, è composto da  una serie di entità XML che archiviano le coordinate geografiche che rappresentano punti, linee e poligoni espressi in coordinate WGS84; la gestione di eventuali attributi è possibile utilizzando estensioni e personalizzazioni. KMZ è il formato compresso.

gml [3]: Geography Markup Language: fornisce la codifica XML (schemi XSD) delle classi concettuali definite in diversi standard ISO19100 e di classi aggiuntive appositamente definite: geometrie, oggetti topologici, unità di misura, tipi di base, riferimenti temporali, feature, sistemi di riferimento, stili tematici.

csv [4]:   Comma Separated Values: formato di file testuale usato per rappresentare informazioni con struttura tabellare. Le righe del file corrispondono alle righe della tabella, ed i valori separati da un indicatore (es. virgola) corrispondono alle celle/colonne. A livello geografico viene usato per rappresentare i dati raster: le singole celle x,y sono agganciate al sistema di coordinate definito e contengono il valore del tema riferito a quel punto geografica.


 

Normative di riferimento

 

INSPIRE

INfrastructure for SPatial InfoRmation in Europe

Infrastruttura per l’Informazione Territoriale in Europa

 

Il 15 Maggio del 2007 entra in vigore la Direttiva denominata INSPIRE ( INfrastructure for SPatial InfoRmation in Europe – Infrastruttura per l’Informazione Territoriale in Europa) emanata dall’Unione Europea il 14 Marzo 2007 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 25 Aprile 2007 che istituisce un'infrastruttura per l'informazione territoriale in Europa a sostegno delle politiche ambientali comunitarie e attività che possono avere un impatto sull'ambiente.

INSPIRE si basa sulle infrastrutture per l'informazione territoriale create e gestite dai 27 Stati membri dell'Unione europea e riguarda 34 categorie di dati territoriali necessari per le applicazioni ambientali, con componenti chiave specificate attraverso norme tecniche di attuazione. Ciò rende INSPIRE un esempio unico di approccio legislativo “regionale”.

Per garantire che le infrastrutture di dati spaziali degli Stati membri siano compatibili e utilizzabili in un contesto comunitario e transfrontaliero, la direttiva impone che siano adottate comuni regole di implementazione (Implementing Rules - IR) in aree specifiche (metadati, dati tecnici, servizi di rete, condivisione di dati e di servizi e monitoraggio e reporting).

Il suo fine è la creazione di un’infrastruttura geospaziale per tutta la Comunità Europea che consenta di accedere all’informazione territoriale in maniera semplice e che permetta l’interoperabilità in numerosi settori in modo da supportare uno sviluppo sostenibile, mentre il suo scopo è quello di garantire che le infrastrutture spaziali dei dati di tutti gli Stati Membri siano compatibili e utilizzabili in un contesto Pan-Europeo, in modo da superare i problemi riguardo alla disponibilità, alla qualità, all’organizzazione e all’accessibilità dei dati.

La Direttiva mira alla costruzione di un framework per l’infrastruttura di dati territoriali (ESDI – European Spatial Data Infrastructure) dedicata alle politiche ambientali comunitarie e a tutte le attività che possono coinvolgere l’ambiente. Le Spatial Data Infrastructure (SDI) sono organizzate in un sistema federato. Le SDI di livello inferiore, RSDI (Regional Spatial Data Infrastructure) e LSDI (Local Spatial Data Infrastructure), sono rese fruibili per quelle di livello superiore: NSDI (National Spatial Data Infrastructure). Le NSDI a loro volta realizzano la ESDI. Si ottiene così un sistema di scambio di informazioni territoriali che coinvolge sistemi europei, nazionali, regionali e locali. INSPIRE opera in modo tale che tutte le SDI dei vari stati membri siano compatibili e utilizzabili in tutta la Comunità Europea. Lo strumento utilizzato per raggiungere questo obiettivo è una serie di regole implementative (Implementing Rules) per gestire metadati, interoperabilità e condivisione di dati e servizi, servizi di rete, monitoraggio e reportistica.

L’obiettivo di INSPIRE è duplice: realizzare un’infrastruttura tecnologica cooperativa e definire un quadro normativo comune per le informazioni territoriali che, utilizzando gli standard e i protocolli comuni, permetta un accesso semplice e dinamico ed omogeneo a dati geografici e servizi mediante un modello semantico comune e condiviso. In questo modo si possono superare le differenze e le difficoltà sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo nel trattamento dei dati, delle procedure e delle politiche esistenti nei vari stati membri dell’Unione Europea.

I principi alla base della Direttiva si possono quindi così riassumere:

·        i dati devono essere raccolti una sola volta

·        possibilità di utilizzo dei dati provenienti da diverse fonti

·        possibilità di condivisione delle informazioni raccolte

·        accessibilità alle informazioni

·        facilità nell’individuazione e utilizzo delle informazioni, in maniera user-friendly tramite tools di visualizzazione.

Prima dell’emanazione della Direttiva il caos regnava sovrano nel campo dei dataset geografici e la situazione era molto frammentaria e non armonizzata. INSPIRE ha l’ambizione quindi di integrare le infrastrutture dei vari stati membri e i dati territoriali in modo da avere cooperazione tra le infrastrutture, poter ricercare e avere a disposizione, in tempo reale, i dati di tutta Europa strutturati e interpretabili univocamente.  L’infrastruttura dettata da INSPIRE non prevede un unico spazio fisico per la memorizzazione dei dati a disposizione degli Stati Membri, ma bensì una struttura per l’aggregazione dei dati già esistenti e residenti presso i vari archivi degli Enti: un geo-portale, cioè un sito web che funga da interfaccia unica verso tutti i servizi che comunque continuano ad essere gestiti dai vari Enti e dalle Organizzazioni interessate.

La direttiva INSPIRE nasce, pertanto, dall'esigenza di rendere condivisibili le grandi quantità di dati territoriali che normalmente vengono prodotti e aggiornati dalle Autorità pubbliche nell'ambito delle loro attività istituzionali, variegati per forma e provenienza. La direttiva, infatti, non impone una raccolta di nuovi dati territoriali ma ha come fine esclusivamente la condivisione dei dati territoriali disponibili presso le Autorità pubbliche in formato elettronico.

INSPIRE definisce 34 tematiche di dati territoriali relative alle applicazioni ambientali e richiede la standardizzazione di ognuna di esse.

Gli stati Membri dell’Unione Europea dovranno preparare dei “catalog” di dati territoriali e di servizi che intendono mettere a disposizione degli altri Enti: “Discovery”. Attraverso il geo-portale si potrà accedere a queste liste dei servizi e sarà possibile anche visualizzare graficamente i dati d’interesse anche se provenienti da fonti diverse e si potranno consultare anche i metadati relativi.

Nel progetto di INSPIRE, le Infrastrutture nazionali rappresentano i “nodi” dell'infrastruttura europea che hanno il compito di mettere a disposizione:

-         i dati: vengono indicati e descritti, per categorie, negli allegati della direttiva; sono i sistemi di coordinate, i sistemi di griglie geografiche, i nomi geografici (toponimi), le parcelle catastali, le unità amministrative, gli indirizzi, le reti di trasporto, l’idrografia e i siti protetti;

        i metadati:  riguardanti sia i dati che i servizi;

-         i servizi: ricerca di dati (attraverso i relativi metadati), consultazione degli stessi, download, conversione, servizi per richiamare altri servizi (chain).

La Direttiva INSPIRE è stata ufficialmente recepita con il Decreto Legislativo del 27 gennaio 2010, n. 32 che stabilisce le regole per l’istituzione di un’infrastruttura per l’informazione territoriale, finalizzata a consentire lo scambio, la condivisione, l’accesso e l’utilizzo di dati geografici ed ambientali. L’amministrazione competente è il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM).

DM 10 NOVEMBRE 2011

Decreto del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione di concerto con il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 10 novembre 2011 - "Regole tecniche per la definizione delle specifiche di contenuto dei database geotopografici":

La Regione del Veneto ha partecipato attivamente alla definizione di un nuovo modello di banca dati geotopografica presso il “Comitato delle regole tecniche per i dati territoriali delle P.A.” cosi come era previsto da Codice Amministrazione Digitale (D.LGS 82/2005) che ha portato alla realizzazione delle "Regole tecniche per la definizione delle specifiche di contenuto dei database geotopografici",  approvato con il  Decreto del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione di concerto con il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 10 novembre.

I contenuti del DB Topografico

La struttura del DB Geotopografico della Regione del Veneto prevede una gerarchia dell’informazione organizzata secondo livelli, in coerenza con le indicazioni contenute nel D.M.

Gli oggetto sono organizzati in: strati, temi, classi con le relazioni e i vincoli topologici tra i dati stessi.

Gli 11 strati si articolano in 37 temi organizzati in 162 classi di cui 105 sono quelle che devono obbligatoriamente essere popolate e che costituiscono il NATIONAL CORE ovvero il contenuto minimo informativo che tutte le Amministrazioni che producono dati devono garantire al fine di consentire la realizzazione di un DB omogeneo a copertura nazionale.

Ogni classe è caratterizzata dalla propria descrizione, dall’insieme degli Attributi tematici e dei loro domini, dalle componenti spaziali e dagli eventuali Attributi.

La percentuale del territorio Veneto per cui esiste il DB Geotopografico pari a circa l’80%, il restante 20% è coperto dalla CTRN tradizionale.

Parte del DB Geotopografico della Regione del Veneto è stato realizzato secondo le specifiche del DM 10 Novembre 2011


RNDT

Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali

 

Il Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali (RNDT) è stato istituito con l'articolo 59 del Codice dell'Amministrazione Digitale (D. Lgs. 82/2005 e s.m.i.) ed è stato individuato, dal successivo articolo 60, come base di dati di interesse nazionale.

 

Come previsto dal citato articolo 59 del CAD, le specifiche tecniche con le quali viene individuato il contenuto del RNDT e le relative modalità di costituzione e aggiornamento sono state definite dal Comitato per le regole tecniche sui dati territoriali delle pubbliche amministrazioni e adottate con il DM 10 novembre 2011[5] (G.U. n. 48 del 27 febbraio 2012 – S.O. n. 37) del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

 

Sulla base di tale contesto normativo, il RNDT costituisce il catalogo nazionale dei metadati riguardanti i dati territoriali e i servizi ad essi relativi disponibili presso le Pubbliche Amministrazione si configura, altresì, come registro pubblico di tali dati certificandone l'esistenza attraverso la pubblicazione dei relativi metadati.

 

(Vedere anche la sezione geoportali di questo documento)

 

 

NORMATIVA REGIONALE

·         L.R. 28/76 "Formazione della Carta Tecnica Regionale" 

·         L.R. 11/04 "Norme per il governo del territorio"

La Regione del Veneto, nel quadro delle proprie competenze istituzionali, promuove e coordina programmi per lo sviluppo e il consolidamento del proprio Sistema Informativo Territoriale secondo i disposti della L.R. n. 28/76 e L.R. n. 11/2011, anche attraverso l'implementazione della base informativa geografica costituita da cartografie tecniche di dettaglio (Carta Tecnica Regionale Numerica), archivi cartografici (foto aeree, orto immagini), database topografici, e archivi geodetici (punti geodetici, reti di stazioni permanenti, linee di livellazione).

“Il Sistema Informativo Territoriale della Regione Veneto, provvede alla raccolta, elaborazione e diffusione delle informazioni relative agli aspetti fisici, morfologici dei dati territoriali e di quelli cartografici, nonché alla raccolta delle esigenze informative per la pianificazione territoriale di scala regionale (PTRC) e per la definizione dei quadri conoscitivi per la formazione degli strumenti di pianificazione comunale (PAT, PATI) e provinciale (PTCP), come disposto dalla legge urbanistica regionale 23 aprile 2004, n. 11 “Norme per il governo del territorio”.

La LR 11/2004 stabilisce all’art. 2, che le finalità sancite al 1° c. sono perseguite mediante “… b) l’adozione e utilizzo di un sistema informativo territoriale unificato e accessibile, al fine di disporre di elementi conoscitivi raffrontabili”, mentre all’art. 10 “Quadro conoscitivo e basi informative” incarica la Giunta Regionale ad individuare “ condizioni e modalità per lo scambio e l’integrazione di dati ed informazioni, nonché per il collegamento dei rispettivi sistemi informativi al fine di creare una rete unificata”.

Queste iniziative, coerentemente con quanto definito dall’art. 2 della LR 11/2004, al fine di disporre di elementi conoscitivi raffrontabili e garantire uno standard condiviso tra i vari attori, impongono da un lato, la necessità di condividere dati ed informazioni territoriali, dall’altro, l’esigenza di creare servizi per l’accesso e lo scambio di risorse informative, delineando in questo modo, il quadro di riferimento su cui basare gli sviluppi di un progetto per la realizzazione di una “rete di servizi” che definisca un’Infrastruttura di Dati Territoriali della Regione del Veneto.

Per Infrastruttura di Dati Territoriali della Regione del Veneto (IDT-RV) si intende un sistema organizzato, basato su una rete di soggetti cooperanti e responsabili della produzione e gestione dell’informazione territoriale, finalizzato ad agevolare il rapido accesso alle informazioni ritenute di sostanziale importanza ai fini dei processi decisionali in materia territoriale, con modalità interattive che garantiscano l’unicità dei dati e la massima interoperabilità.

Il processo per la creazione di questa “Infrastruttura”, necessaria per agevolare l’utilizzo e la diffusione dell’informazione geografica sia all’interno delle strutture regionali, sia da parte degli enti locali e dei cittadini, prende avvio dall’esigenza di risolvere, innanzitutto, alcune disomogeneità informatiche che si riscontano nel panorama attuale, come ad esempio, l’aumento di applicazioni geografiche attraverso sistemi eterogenei e la diffusione non sempre validata di dati territoriali, che hanno comportato, a volte, la duplicazione delle informazioni per le difficoltà di accesso agli archivi esistenti.

L’IDT-RV, di fatto, ha il compito di fornire quel valore aggiunto che consente di trasformare il dato in “informazione territoriale” e renderlo in un contesto aperto che permetta di alimentare la “conoscenza del territorio”.

SISTEMI DI RIFERIMENTO

Per quanto riguarda questo tema si ritiene opportuno citare integralmente quanto pubblicato nel 2014 dal Servizio Geodetico dell’Istituto Geografico Militare, organo competente per il territorio nazionale in materia di geodesia e sistemi di riferimento cartografici.

NOTA PER IL CORRETTO UTILIZZO DEI SISTEMI GEODETICI DI RIFERIMENTO ALL’INTERNO DEI SOFTWARE GIS

La sempre maggior diffusione dei software GIS per la gestione e il trattamento dei dati geografici obbliga a considerare con attenzione le modalità con cui tali software affrontano le questioni connesse ai Sistemi Geodetici di Riferimento a cui gli stessi dati appartengono. La gran parte dei software GIS in commercio, compresi quelli appartenenti alla categoria open source, fa riferimento alla banca dati EPSG (European Petroleum Survey Group) Geodetic Parameter Dataset [6], che contiene gran parte dei Sistemi di Riferimento utilizzati nel mondo, a copertura dell’intero globo, oltre ai relativi sistemi proiettati ed alle modalità di trasformazione fra Sistemi. Il database EPSG, divenuto di fatto uno standard a livello mondiale, è gestito ed aggiornato dalla sottocommissione geodetica dell’associazione internazionale OGP (International Oil and Gas Producers Association).

I dati geotopocartografici relativi al territorio nazionale sono riferiti di norma ad uno dei seguenti Sistemi Geodetici di Riferimento:

  • ETRF2000 epoca 2008.0, realizzazione del sistema globale ETRS89 adottato dall'Europa, materializzato dalla rete RDN e divenuto obbligatorio a livello nazionale in seguito del DM 10 novembre 2011;
  • ETRF89, realizzazione del sistema globale ETRS89 adottato dall'Europa, utilizzato in Italia dal 1996 al 2008, ed inizialmente indicato anche nei documenti IGM, in maniera non del tutto corretta, come WGS84;
  • ED50 (European Datum 1950), sistema europeo utilizzato in Italia a scopi cartografici dagli anni ’60 del '900 fino al 1996; a questo sistema si riferisce ancora il taglio di gran parte della CTR;
  • ROMA40, storico sistema nazionale utilizzato fino agli anni ’60 del ‘900; in questo sistema è ancora espressa una parte della CTR;

Al momento dell’introduzione dei dati in un software GIS che contiene il database EPSG, è necessario specificare il corretto codice identificativo del Sistema di Riferimento al quale i dati appartengono. Considerato che nel data set sono presenti numerosi sistemi con descrizioni non sempre del tutto rigorose o complete, si ritiene opportuno elencare, dettagliandoli, gli identificatori più opportuni da utilizzare per i Sistemi di interesse nazionale sopraelencati. L'esatta identificazione del sistema è indispensabile anche per consentire al software l'esecuzione di corrette trasformazioni fra i sistemi, con funzionalità del tipo "riproiezioni al volo". In merito a tali trasformazioni, si sottolinea l'opportunità di trasferire nel sistema ufficiale nazionale (ETRF2000 all'epoca 2008.0) i dati acquisiti nel passato nei riferimenti locali e non viceversa. L'impiego del sistema ETRF2000 all'epoca 2008.0 è infatti un obbligo per la Pubblica Amministrazione, sancito dal decreto ministeriale 10 novembre 2011, oltre ad essere indicato nella direttiva europea INSPIRE (Technical Guidelines Annex I – D2.8.I.1). 
 

1.    Per dati appartenenti al Sistema di Riferimento Geodetico ETRF2000 all’epoca 2008.0 è opportuno utilizzare: 

Name

Identifier

CRS kind

CS Axes

RDN2008

6704

geocentric

X,Y, Z

RDN2008

6705

3D geographic

Φ, λ, h

RDN2008

6706

2D geographic

Φ, λ

RDN2008/TM32

6707

Projected

Nord, Est

RDN2008/TM33

6708

Projected

Nord, Est

RDN2008/TM34

6709

Projected

Nord, Est

RDN2008/Italy zone

6875

Projected

Nord, Est

RDN2008/Zone 12

6876

Projected

Nord, Est

 

Questo Sistema è stato recentemente implementato dall’EPSG, a seguito di una specifica richiesta dell’IGM, ed è stato inserito nel data set nel gennaio 2014.

La proiezione "Italy zone" si riferisce ad un sistema cartografico, denominato "Fuso Italia", introdotto nel 2003 per superare le problematiche derivanti dalla discontinuità che caratterizza i fusi tradizionali quando si trattano dati relativi all'intero territorio nazionale.

Il sistema "Zone 12" si riferisce ad un sistema cartografico, denominato "Fuso 12" [7], introdotto nel 2013 per superare i problemi di discontinuità che si incontrano nel trattamento di dati relativi ad aree poste a cavallo del meridiano 12° Est da Greenwich, e quindi ricadenti in ambedue i fusi tradizionali: 32 e 33.

 

 2.    Per dati appartenenti al Sistema di Riferimento Geodetico ETRF89 è opportuno utilizzare: 

 

Name

Identifier

CRS kind

CS Axes

ETRS89

4936

geocentric

X,Y, Z

ETRS89

4937

3D geographic

Φ, λ, h

ETRS89

4258

2D geographic

Φ, λ

ETRS89/UTM zone 32N

25832

Projected

Nord, Est

ETRS89/UTM zone 33N

25833

Projected

Nord, Est

ETRS89/UTM zone 34N

25834

Projected

Nord, Est

ETRS89 / LAEA Europe (*)

3035

Projected

Nord, Est

ETRS89 / LCC Europe (*)

3034

Projected

Nord, Est

 

(*): Questi due sistemi cartografici, attualmente non utilizzati in Italia, sono previsti dalla direttiva INSPIRE: il primo per la cartografia equivalente ed il secondo per le rappresentazioni a piccola scala (inferiori a 1:500000), e possono pertanto essere di qualche interesse nella condivisione di dati in ambito Europeo.

 

Si evidenzia inoltre che nel data set EPSG è esplicitamente dichiarato che i termini ETRS89 ed ETRF89 vengono sovente utilizzati come sinonimi, non vengono espresse con sufficiente chiarezza le fondamentali differenze che caratterizzano i due acronimi.

Si sottolinea infine l'inopportunità di utilizzare per il Riferimento ETRF89 il Sistema indicato nel data set EPSG come IGM95, che utilizza l’ellissoide WGS84 al posto del GRS80, ed è caratterizzato dai seguenti indicatori:

 

Name

Identifier

CRS kind

CS Axes

IGM95

4982

geocentric

X,Y, Z

IGM95

4983

3D geographic

Φ, λ, h

IGM95

4670

2D geographic

Φ, λ

IGM95/UTM zone 32N

3064

Projected

Nord, Est

IGM95/UTM zone 33N

3065

Projected

Nord, Est

 

3.    Per dati appartenenti al Sistema di Riferimento Geodetico ED50 è opportuno utilizzare:

Name

Identifier

CRS kind

CS Axes

ED50

4230

2D geographic

Φ, λ

ED50/UTM zone 32N

23032

Projected

Nord, Est?

ED50/UTM zone 33N

23033

Projected

Nord, Est

ED50/UTM zone 34N

23034

Projected

Nord, Est


4.    Per dati appartenenti al Sistema di Riferimento Geodetico ROMA40, con le longitudini correttamente espresse rispetto al meridiano di Roma Monte Mario, è opportuno utilizzare: 

Name

Identifier

CRS kind

CS Axes

Monte Mario (Rome)

4806

2D geographic

Φ, λ

Monte Mario (Rome) / Italy zone 1

26591

Projected

Nord, Est

Monte Mario (Rome) / Italy zone 2

26592

Projected

Nord, Est


Si sconsiglia l'utilizzo dei Sistemi proiettati riportati in colore grigio nella sovrastante tabella, riferiti rispettivamente al fuso Ovest (zona 1) ed al Fuso Est (zona 2), poiché deprecati dalla commissione geodetica OGP e sostituiti da quelli indicati nel seguito.

 

Nell'impiego del Sistema di Riferimento Geodetico ROMA40 è divenuto comune, anche se non rigoroso, riferire le longitudini al meridiano di Greenwich, per le facilitazioni che in certi casi questo comporta. Lo spostamento dell'origine si ottiene semplicemente sommando alle longitudini, espresse rispetto al meridiano di Roma Monte Mario, la costante 12° 27’ 08.400”. In tal caso i codici del data set EPSG sono i seguenti:

 

Name

Identifier

CRS kind

CS Axes

Monte Mario

4265

2D geographic

????

Monte Mario / Italy zone 1

3003

Projected

Nord, Est

Monte Mario / Italy zone 2

3004

Projected

Nord, Est

 

Le proiezioni Italy zone 1 e Italy zone 2 corrispondono rispettivamente ai fusi Ovest e Est. Si noti che la suddetta modifica ai valori di longitudine non influenza la proiezione in coordinate piane (fusi Ovest ed Est), i cui codici possono quindi essere utilizzati al posto di quelli deprecati di cui sopra.


Oltre ai quattro Sistemi Geodetici di Riferimento sopra citati, il DM 10 novembre 2011 riporta, nel documento relativo alle regole tecniche per la definizione del contenuto del Repertorio Nazionale dei dati territoriali, una ulteriore famiglia di codici EPSG (vedasi il paragrafo 3.4.8.3 MD_ReferenceSystemCode – Codici EPSG): 

 

Name

Identifier

CRS kind

CS Axes

WGS 84

4978

geocentric

X,Y, Z

WGS 84

4979

3D geographic

????, h

WGS 84

4326

2D geographic

????

WGS 84 / UTM zone 32N

32632

Projected

Nord, Est

WGS 84 / UTM zone 33N

32633

Projected

Nord, Est

WGS 84 / UTM zone 34N

32634

Projected

Nord, Est


 

 

Questi codici si riferiscono al sistema globale WGS84, spesso erroneamente confuso con il sistema ETRF89 in uso in Italia fino a 2008. Si sottolinea che i codici relativi al sistema WGS84, sebbene abbiano avuto negli scorsi anni una notevole diffusione anche all’interno della Pubblica Amministrazione, non devono essere in nessun caso utilizzati per i dati relativi al territorio nazionale, neanche quando i dati stessi riportano, all’interno dei loro metadati, una generica indicazione al datum “WGS84”. Le uniche versioni del Sistema Globale adottate in Italia sono infatti costituite dai Riferimenti ETRF89 e ETRF2000.

 

Utilizzo dei file *.PRJ

Un insieme di dati geografici deve comunque essere accompagnato dall'indicazione del Sistema Geodetico a cui i dati stessi appartengono. Se i dati, come avviene molto frequentemente, sono espressi nel formato shapefile, le informazioni relative al Sistema di Riferimento sono contenute in un file ausiliario con estensione prj. Normalmente i software GIS producono tali file al momento del salvataggio degli shapefile. Per sopperire alla loro eventuale mancanza, ad esempio nel caso di trasformazione del Sistema di Riferimento, si possono scaricare dal sito dell’IGM http://37.207.194.154/index.php i file correttamente compilati per i Sistemi più utilizzati in Italia, denominati con il codice EPSG del Sistema a cui si riferiscono. Per l'utilizzo è ovviamente necessario assegnare ai file lo stesso nome degli shapefile a cui si intende associarli.



CONVERSIONE TRA SISTEMI DI RIFERIMENTO GEOGRAFICI

 

Per eseguire la conversione tra sistemi di riferimento diversi sono disponibili alcuni software:

 

 

Verto2mila dell’IGM 

http://www.igmi.org/

 

ConVE2014 della Regione del Veneto

https://www.regione.veneto.it/web/ambiente-e-territorio/programma-conversione-conve

 

e alcuni convertitori online:

 

Vertoonline dell’IGM

http://www.igmi.org/vol/index_file.php

 

Portale Cartografico Nazionale

http://www.pcn.minambiente.it/GN/spalla-destra/spalla-destra-ita/1701-conversione-coordinate

 

 

 

 

PORTALI NAZIONALI E REGIONALI DI DATI TERRITORIALI

Una delle risorse fondamentali di un Sistema Informativo Territoriale sono i dati. Non sempre sono informazioni prodotte dall’ente, ma sempre più spesso sono fornite da terzi: enti territoriali di ordine superiore, istituti di ricerca o agenzie.

Tali dati possono essere disponibili sia mediante download che attraverso condivisione di servizi che permettono interoperabilità: WMS, WFS, API o altro.

Si è ritenuto opportuno definire un primo catalogo di portali con la descrizione dei servizi a disposizione per favorirne la conoscenza, la diffusione e il loro riutilizzo.

Alcuni di essi mettono a disposizione delle amministrazioni, la possibilità di caricare sul portale dei metadati che descrivono le banche dati che le stesse amministrazioni producono, in modo da ottenere un circolo virtuoso di condivisione.

 

Livello Nazionale

DatiGov.it

http://www.dati.gov.it/

È portale dei dati aperti della pubblica amministrazione, possiamo definirlo un portale generalista.

Ospita il catalogo degli open data pubblicati da Ministeri, Regioni ed Enti Locali

Il catalogo è suddiviso in raggruppamenti tematici che permettono di consultare i dati attraverso percorsi predefiniti e di accedere ai contenuti mediante filtri, per favorire un maggiore riutilizzo dei dati e sollecitare il confronto fra i non addetti ai lavori e le varie istanze dell’utenza professionale.

I raggruppamenti tematici sono:

  • Data for All: Offre in un unico spazio virtuale l'accesso ai principali progetti avviati dal Governo italiano: Open Data Expo 2015, Soldi Pubblici e Italia Sicura.
  • Occupazione e Lavoro: Un spazio di approfondimento sulle dinamiche e le evoluzione del mercato professionale nazionale, sulla retribuzione dei lavoratori, sulla collocazione geografica degli occupati e sulla formazione professionale.
  • Dati Geografic: Un punto di acceso unificato per la raccolta e la diffusione dei i dati geografici, indicati da più parti come punto di partenza delle strategie open data.

Geoportale Nazionale:

http://www.pcn.minambiente.it/GN/

È gestito dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, opera all’interno del quadro normativo stabilito dal D.Lgs. 32/2010 e s.m.i., recepimento italiano della direttiva europea 2007/2/CE che istituisce un'Infrastruttura per l'informazione territoriale nella Comunità europea (INSPIRE).

L’art. 8 comma 2 del D.Lgs. 32/2010 stabilisce che il Geoportale Nazionale sia il punto di accesso nazionale per gli scopi della direttiva INSPIRE consentendo quindi alle autorità competenti, parti terze e privati cittadini di ricercare le informazioni territoriali disponibili.

La maggior parte dei dati disponibili, tutti a livello nazionale, possono essere visualizzati ed utilizzati attraverso servizi web standard OGC come Servizi WMS (Web Map Services), Servizi WFS (Web Feature Services) e Servizi WCS (Web Coverage Services).

Al fine di migliorare la condivisione di informazioni territoriali e ambientali tra autorità pubbliche centrali e locali è stato implementato un servizio WCTS di trasformazione di coordinate (Web Coordinate Transformation Service) utilizzando i grid ad alta precisione resi disponibili dall’Istituto Geografico Militare Italiano (IGMI). Il servizio è gratuito e disponibile a tutti.

Visualizzatore: http://www.pcn.minambiente.it/viewer/ 

 

Repertorio Nazionale dei dati territoriali:

http://www.rndt.gov.it/RNDT/

È stato istituito con l'articolo 59 del Codice dell'Amministrazione Digitale (D. Lgs. 82/2005 e s.m.i.) ed è stato individuato, dal successivo articolo 60, come base di dati di interesse nazionale.

Costituisce il catalogo nazionale dei metadati riguardanti i dati territoriali e i servizi ad essi relativi disponibili presso le Pubbliche Amministrazioni e si configura come registro pubblico di tali dati certificandone l'esistenza attraverso la pubblicazione dei relativi metadati.

Il RNDT è basato sugli Standard ISO 19115, 19119 e TS 19139, prodotti dal Technical Committe ISO/TC211 che si occupa di standard per l'informazione geografica. Il rispetto delle regole tecniche del RNDT in aderenza agli standard ISO di riferimento assicura la contestuale conformità al Regolamento (CE) n. 1205/2008 recante attuazione della direttiva INSPIRE per quanto riguarda i metadati.

Come previsto dall’art. 59 del CAD, l'Agenzia per l'Italia Digitale è direttamente investita nella gestione organizzativa e tecnologica del RNDT, in coerenza con le disposizioni che disciplinano il Sistema pubblico di connettività e cooperazione.

L'Agenzia per l'Italia Digitale è direttamente investita nella gestione organizzativa e tecnologica del RNDT.

Il RNDT è stato istituito con l'obiettivo di facilitare l'individuazione e l'utilizzo dei dati territoriali prodotti e gestiti dalle pubbliche amministrazioni italiane, sia per favorirne la condivisione tra le stesse pubbliche amministrazioni, che per agevolarne la fruizione da parte dei cittadini e delle imprese.

Realizzato interamente con tecnologia open source, sono fornite le due funzionalità tipiche di un servizio di catalogo:

Visualizzatore: http://www.rndt.gov.it/RNDT/ka-map/index.php

Visualizzatore accessibile: http://www.rndt.gov.it/RNDT/RNDT_v2/GuiAccess/ShowFormRicercaAccessibile.action

 

Istat:

http://www.istat.it/it/

È il portale dell’Istituto Nazionale di Statistica, oltre alle informazioni tipiche dell’istuto è disponibile una sezione specifica per le informazioni territoriali e cartografiche che sono riassunte nel seguente schema:

 

A supporto della diffusione delle basi territoriali e dei dati censuari, l’Istat ha rilasciato BT.Carto, BT.Viewer e BT.Flussi.

BT.Carto è uno strumento per la definizione e la consultazione di mappe tematiche interattive; BT.Viewer è un applicativo WebGIS dedicato alla visualizzazione e consultazione dei dati geografici delle basi territoriali ed alle variabili censuarie per i censimenti 2011, 2001 e 1991. Gli applicativi sono legati a GISTAT, il sistema informativo geografico dell'Istat, attraverso il quale viene condiviso e reso disponibile all'utenza il patrimonio informativo a base geografica dell'Istituto.

 

Livello Regionale

Geoportale della Regione Veneto:

http://idt.regione.veneto.it/

 Il GeoPortale Regionale, attraverso il Catalogo dei Dati Territoriali, è lo strumento che consente di ricercare, consultare, scaricare i dati e i servizi territoriali messi a disposizione dalla Regione del Veneto.

I servizi che il GeoPortale mette a disposizione sono:

  • servizi di Ricerca:  permettono la ricerca di set di dati territoriali e di servizi relativi ai dati territoriali, sfruttando e visualizzando il contenuto dei metadati corrispondenti. I metadati sono realizzati secondo lo standard del DM 10 novembre 2011.
  • servizi di Consultazione: garantiscono la navigazione tramite il Viewer (visualizzatore) del GeoPortale(visualizzatore dei servizi), o altro software GIS, senza che venga effettuato il download dei dati. Il servizio di consultazione rispetta lo standard ISO19128 che è la versione 1.3.0 di WMS.
  • servizi per l’Acquisizione (download): permettono di scaricare una copia completa di set di dati territoriali o di una parte di essi.

Per la pianificazione urbanistica e territoriale è messo a disposizione  il download delle risorse informative elaborate dalla Regione per la predisposizione del Quadro Conoscitivo degli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale di ciascun comune o provincia, è necessario inoltrare apposita richiesta di username e password in modo che ogni accesso venga registrato al fine di consentire il download completo dei dati territoriali d’interesse.

Visualizzatore: http://idt.regione.veneto.it/app/metacatalog/

Dati ad accesso riservato: https://www.regione.veneto.it/web/ambiente-e-territorio/download-quadro-conoscitivo

 

Opendata Veneto:

http://dati.veneto.it/

Il portale, in versione beta, è frutto del Gruppo di Lavoro – Open Data (GdL-OD), costituito con DGR n. 2301/2011, e coordinato dalla Direzione Sistemi Informativi di Regione del Veneto e ad esso partecipano funzionari di varie direzioni e strutture di Regione del Veneto e di Enti ed Agenzie regionali e funzionari di Enti locali veneti, interessati all'argomento "Open Data" ed aderenti al progetto "dati.veneto.it".

Sviluppato con CKAN  sistema open source e basato sul web per l'immagazzinamento, la catalogazione e la distribuzione di dati, si configura come il portale regionale per la diffusione dei dati aperti.

É possibile sia l’utilizzo in riuso alle amministrazioni per creare un proprio portale OpenData sia usarlo direttamente per la pubblicazione richiedendo le credenziali.

I dati georiferiti sono visualizzabili icon un’anteprima su base cartografica.

Dataset: http://dati.veneto.it/dataset

 

ARPAV:

http://www.arpa.veneto.it/

L’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto mette a disposizione attraverso il portale principale e un geoportale dedicato tutti i dati geografici aperti prodotti da ARPAV. Si tratta di dati territoriali, sia ambientali sia di carattere generale, dotati di dimensione geografica e gestibili per mezzo di software GIS (Sistemi Informativi Geografici) in formato shape file.

Inoltre il Dipartimento Tecnologia dell'informazione ha realizzato e messo a disposizione degli utenti intranet dell'Agenzia, uno strumento WEB per la visualizzazione, l'inserimento e la modifica dei tematismi ambientali. Tali tematismi sono stati memorizzati con i riferimenti territoriali e quindi sovrapponibili alla ortofotocarta digitale a colori alla scala nominale di 1:10.000 ed ad alcuni livelli della C.T.R.N. Regionale alla scala 1:10.000 e 1:5.000.

L'attivazione di questo strumento permette l'accesso alle informazioni ambientali contenute nel SIRAV (Sistema Informativo Regionale Ambientale del Veneto), attraverso l'approccio territoriale.

Le informazioni sono rese disponibili in servizi a loro volta organizzati in gruppi omogenei (es. Territorio, Ambiente, ...). L'utente selezionando uno di questi gruppi accede direttamente a questo tipo di consultazione interattiva oppure alle informazioni relative ai dati cartografici e ambientali pubblicati (Servizi Accessori).

Il geobrowser viene messo a disposizione dei Dipartimenti Provinciali, degli Osservatori e dei Centri Specializzati. Possono accedere a tale risorsa anche i tecnici della Regione, delle Province e dei Comuni.

Dati territoriali: http://www.arpa.veneto.it/dati-ambientali/open-data/dati-arpav-in-formato-shp

GeoPortale: http://geomap.arpa.veneto.it/

Portale ad accesso riservato: http://map.arpa.veneto.it/contents/geobrowser.jsp

 

STRUMENTI OPEN SOURCE E PROPRIETARI

Client Gis

E’ un’applicazione software (programma) che gestisce i dati cartografici: crearne di nuovi o aprire dati esistenti da varie fonti, modificarli, analizzarli tra strati diversi, assegnare loro uno stile o tema, visualizzarli e stamparli come mappe.

  • Qgis: software open-source composto dal programma principale e plugin esterni che offrono servizi e funzioni specifiche
  • Grass: storico software open-source
  • Gvsig: software open-source
  • Saga: software open-source, verticalizzato per analisi geoscientifiche del territorio
  • ArcGIS: software proprietario
  • GeoMedia: software proprietario
  • AutoCAD Map: software proprietario

Geodatabase

Il modello DBMS (DataBase Management System) è un insieme di dati organizzati in tabelle composte da colonne (campi) e righe (record); ogni campo è caratterizzato da nome e tipo di dato, dimensione, chiave primaria, indice. La struttura DBMS è importante per la validità dei dati visto che mantiene l'integrità referenziale (il db non deve avere dati incongruenti) e si basa sul modello concettuale E-R dove le Entità sono classi di oggetti, di cui l'istanza è un singolo oggetto, e le Relazioni sono i legami logici tra le Entità.

L'evoluzione del concetto di "dati" verso "dati geografici" ha portato allo sviluppo dei GeoRDBMS: sistemi di gestione di database relazionali con estensione spaziale composta da geometria di punti con relative coordinate.

  • Postgres: con estensione spaziale di Postgis,  open-source e OGC compliant, utilizza PGAdmin come interfaccia per la gestione della struttura del server; può contenere più database, ogni db contiene più "schema" (tra cui si possono fare relazioni), tabelle, view e function;
  • Sqlite: con estensione spaziale di Spatialite, open-source, permette di costruire un database spaziale completo in un unico file di piccole dimensioni
  • Mysql: database proposto sia versione open che commerciale (Oracle-Mysql)
  • Oracle: con estensione spatial, è il db commerciale più potente e diffuso al mondo
  • SQLServer: con estensione spatialdata, db commerciale Microsoft

Webmapping

Webmapping è definito come condivisione e diffusione in rete dell’informazione geografica, che si basa su una architettura composta da server cartografico per l’elaborazione delle mappe, e server web per la loro pubblicazione in internet

  • Qgis-server + Lizmap: motore open-source che elabora i dati geometrici e applica loro lo stile definito da QgisDesktop
  • Mapserver: storico motore grafico open-source, elabora dati geometrici e stili 
  • Geoserver + Style Editor: motore open-source che elabora i dati geometrici e consente di editare il loro stile tematico
  • ArcgGIS Server: infrastruttura completa, proprietaria; il formato dati originale SHP è diventato di fatto open
  • Geomedia Webmap: infrastruttura completa, proprietaria
  • Autodesk Mapserver: infrastruttura completa, proprietaria; utilizzo completo del formato dati DWG
  • Apache: storico motore web open-source, trasferisce le informazioni in pagine web in modo molto affidabile e con varie caratteristiche di sicurezza, aggiungendo moduli ed estensioni scritte in vari linguaggi di programmazione.
  • Microsoft IIS: (Internet Information Services) infrastruttura web proprietaria

 

STRUMENTI GIS E MAPPATURA WEB ON LINE

Negli ultimi anni si sono diffuse numerose piattaforme cloud per la costruzione di mappe on line, si discostano dalle soluzioni classiche per il fatto che non necessitano di installazione di software, e per il loro utilizzo è necessario procedere esclusivamente ad una registrazione via web.

Per la semplicità delle interfacce, la facilità di condivisione dei risultati, sia nei propri siti che via social, e l'integrazione con i dati disponibili sul web, sono degli strumenti che stanno avendo una notevole diffusione in ambito giornalistico e tra i sostenitori degli opendata.

Alcuni di essi sono completamente opensource come UMAP, altri hanno soluzioni di base per la pubblicazione di dati aperti sempre gratuite, che diventano a pagamento per fasce progressive basate sulla quantità dei dati trattabili, sulla pubblicazione riservata verso gruppi di utenti o interoperabilità con altri sistemi.


UMAP https://umap.openstreetmap.fr/it/

uMap è un software per la creazione di mappe online, da inserire nel proprio sito, che fanno uso di OpenStreetMap come sfondo. Il software è creato dall’italo-francese Yohan Boniface, rilasciato in open source con la licenza WFPL2, GNU GPL compatibile, scritto in django e leaflet, e reso disponibile sugli spazi di OpenStreetMap France – http://umap.openstreetmap.fr.

L’interfaccia per creare mappe è molto intuitiva e, i risultati si ottengono con immediatezza.

Alcuni esempi di utilizzo di uMap con integrazione di dati pubblicati su OpenData Veneto sono visibili sul sito del Comune di Legnago:

http://www.comune.legnago.vr.it/ente/amministrazione-trasparente/altri-contenuti/open-data/2487.html

Un utile tutorial per iniziare a familiarizzare con la piattaforma è il seguente: http://de.straba.us/2015/05/22/tutorial-creare-una-mappa-online-con-fotografie-in-umap-aggiornabile-con-ethercalc/

Per conoscere come è stato realizzato l’esempio del Comune di Legnago è possibile consultare una miniguida

CartoDB: https://carto.com/

È una piattaforma di cloud computing Software as a Service (SaaS) che fornisce strumenti GIS e mappatura web in un browser web.

Gli utenti di CartoDB possono usare la piattaforma gratuita di CartoDB o installare da sé la propria istanza sotto licenza BSD con 3 clausole, GPL compatibile.

CartoDB è offerto come un servizio freemium, dove il profilo è gratuito fino a 250 Mb di spazio di archivio dati.

Fu resa disponibile in beta al FOSS4G a Denver nel settembre 2011, e debuttò ufficialmente con la versione finale al Where2.0 nell'aprile 2012.

Alcune mappe costruite con CartoDB sono visibili sul sito del Consorzio di Bonifica Veronese http://portale.bonificaveronese.it/webgis/

 

MapBox: https://www.mapbox.com/

Mapbox è un grande fornitore di mappe online personalizzate per siti come Foursquare, Pinterest, Evernote, il Financial Times, The Weather Channel e Uber Technologies. Dal 2010, si è rapidamente estesa la nicchia di mappe personalizzate, come risposta alla scelta limitata offerti da fornitori di mappe come Google Maps. Mapbox è il creatore di un contributo significativo ad alcune librerie di mappatura open source e applicazioni, tra cui la specifica MBTiles, la cartografia IDE TileMill, la libreria Volantino JavaScript, e la CartoCSS mappa lingua styling e parser.

Mapbox è una società open source. In questo momento ha più di 350 archivi pubblici su GitHub, la maggior parte sotto licenza BSD.

È offerto come un servizio freemium, dove il profilo è gratuito fino a 250 Mb di spazio di archivio dati.

Può essere utilizzato per la creazione di mappe di sfondo che possono essere integrate in progetti di Qgis, per capire come fare è possibile utilizzare il seguente videotutorial: https://www.youtube.com/watch?v=VChSVZbZSR0

Un esempio virtuoso di collaborazione tra P.A e “privati /cittadini” che utilizza MapBox è il seguente http://www.datainterfaces.org/projects/infrazioni/#

 

Google My Maps: https://www.google.com/maps/about/mymaps/

Con Google My Maps, si possono creare mappe personalizzate da condividere e pubblicare online, che mostrano tipi diversi di informazioni.

Con My Maps si può: creare una mappa, disegnare linee, forme o segnaposto, importare dati geografici specifici, compresi indirizzi, nomi di luoghi o coordinate di latitudine e longitudine, organizzare la mappa con livelli per nascondere o mostrare tipi diversi di contenuti, applicare stili, spessori di linee e colori diversi.

È compatibile con GoogleDrive.

I formati di dati e le limitazioni.

Livelli della mappa

10 per mappa

Elementi (punti, linee, aree)

10.000 per mappa, 2000 per livello

Attributi (valori nelle finestre informative)

50 per elemento

Tipi di file che è possibile importare

File CSV, TSV, KML, GPX, KMZ o XLSX oppure fogli di lavoro di Google Drive

Limitazioni dei file che è possibile importare

5 MB per contenuti non compressi KML/KMZ, 2.000 righe/punti, fino a 40 MB per altri tipi di file

I termini di utilizzo si riferiscono a quelli generali di tutti i servizi Google.

La galleria ufficiale delle mappe è visibile su https://www.google.com/maps/d/?page=explore

 

ArcGIS Online:  https://www.arcgis.com/home/index.html

È una piattaforma online di collaborazione GIS basata sul Web che consente agli utenti di utilizzare, creare e condividere mappe, scene, app, layer, analisi e dati.

È possibile accedere a mappe pronte all'uso, app e al cloud protetto di Esri, che consente di aggiungere elementi e pubblicare Web layer.

Poiché ArcGIS Online è parte integrante del sistema ArcGIS, è possibile utilizzarlo per estendere le funzionalità di ArcGIS for Desktop, di ArcGIS for Server, delle API Web ArcGIS e degli ArcGIS Runtime SDK.

È possibile creare un un account pubblico ArcGIS che è un account personale con funzionalità e utilizzo limitati destinato al solo uso non commerciale oppure utilizzare un account Esri.

I termini di utilizzo si riferiscono a quelli generali di tutti i servizi ESRI.

Il limite di feature caricabili è di default 1000.

 

Mapzen: http://www.mapzen.com

Un breve accenno a MapZen che, a differenza delle altre piattaforme, non è finalizzato alla produzione di mappe proprie ma a fornire dei servizi che secondo i fondatori (veterani del settore di geomapping in combinazione con architetti, urbanisti, cineasti, sviluppatori di videogiochi, artisti e altro ancora) sono le componenti fondamentali di piattaforme geografiche: la ricerca, il rendering, la navigazione e i dati.

È quindi un approccio radicale su questi componenti, dove vengono proposti strumenti che gli sviluppatori di qualsiasi livello possono facilmente configurare e usare interamente in ambito opensource su licenze compatibili GPL.

I prodotti sono pertanto:

  • mappe con rendering di particolare effetto grafico, come per esempio la versione Tron che si ispira all’omonimo film, con visibile il traffico veicolare in tempo reale oppure Tangram, motore di mappatura flessibile, progettata per il rendering in tempo reale di mappe 2D e 3D;
  • servizi di routing (         Mapzen Turn-by-Turn) e ricerca (Mapzen Search) su copertura OpenStreetMap e GTSF, utilizzabili tramite API;
  • dati aperti curati, pubblicati e creati dalle piattaforme opensource come OpenStreetMap per le coperture del territorio,  OpenAddresses, per gli indirizzi e Transitland per la mobilità pubblica e relativi orari.

 

WEB SERVICE

Cosa sono

I “Web Service” sono servizi disponibili in 'rete'  indipendentemente dai sistemi operativi e dai linguaggi di programmazione. Per scambiare le informazioni attraverso la rete pubblica (internet) i Web Service utilizzano una struttura dati solitamente in formato XML, ma non solo. Ciò è possibile grazie  all'adozione dei principi della “interoperabilità”, all'utilizzo di “standard aperti” e all’utilizzo di una interfaccia basata sul protocollo HTTP (comunemente visualizza le pagine web).

Nel settore dei sistemi informativi territoriali i servizi che vengono resi disponibili sono principalmente la fornitura di mappe e la fornitura di servizi di geoprocessing intesi come manipolazione di dati spaziali (sovrapposizioni, intersezioni, ecc...). Le mappe vengono fornite tramite i servizi WMS, WFS e WCS.

I servizi WMS (Web Map Service) mettono a disposizione mappe in formato immagine quindi principalmente in formato JPEG o PNG oppure SVG.

I servizi WFS (Web Feature Service) mettono a disposizione mappe in fomato vettoriale utilizzando principalmente una specializzazione del formato XML chiamato GML oppure il formato Shape.

I servizi WCS (Web Coverage Service) mettono a disposizione  “coperture” (coverages) geografiche e si riferisce a contenuti quali immagini satellitari, foto aeree digitali, dati digitali di elevazione, ed altri fenomeni rappresentati attraverso valori in ciascun punto di misura.

I servizi WPS (Web Processing Service) consentono di eseguire elaborazioni spaziali (sovrapposizioni, intersezioni, ecc...) mediante l'invio di mappe come input e la ricezione o pubblicazione  del risultato ottenuto come output. 

Le prime due categorie di servizi WMS e WFS   hanno avuto la maggiore diffusione.

I Web Service sopra descritti sono strutturati  e forniti in base a delle esatte specifiche, che riguardano sia la produzione che il loro utilizzo, sia lato server che lato client, emanate dalla organizzazione OGC Open Geospatial Consortium [8]

A cosa servono

I Web Service rispondono a due fondamentali esigenze:

  • accedere a risorse informative (nel caso specifico a carattere geografico) generate da altri produttori di informazioni, quali enti pubblici (Comuni, Regioni, Istat, Agenzia del Territorio, Ministeri ), organizzazioni che operano a vario titolo (OpenStreetMap, Google, Bing, ….), ecc...
  • utilizzare le risorse informative in modo indipendente dalla piattaforma dalla quale si accede  e dalla collocazione dei server che forniscono i servizi.  Quindi qualunque sia il sistema operativo (Windows, Linux, Mac) e la natura delle piattaforme client (tipicamente un PC, ma anche pad, mobile, ecc... ), qualunque sia il linguaggio utilizzato dai software che accedono ai Web Service (Java, Python, Php, C#, ecc...).

Semplificando è possibile tramite i Web Service utilizzare  (visualizzare, modificare, aggiornare, selezionare) dati che sono prodotti da altri soggetti, e da questi manutenuti  e custoditi. In più, questi dati, informazioni, nella fattispecie di carattere geografico, sono utilizzabili qualsiasi sia il dispositivo hardware e  qualsiasi sia il software di sistema ed applicativo impiegato.

Le possibilità di accedere ad informazioni prodotte da terzi  si espande notevolmente, non siamo più costretti a chiedere dati ed informazioni ad una qualche organizzazione e scambiarli fisicamente (CD/DVD o altri supporti di memorizzazione) in formati che possono essere incompatibili. Tutto avviene attraverso la rete pubblica (internet) in modo del tutto trasparente e informando inoltre quali siano le risorse informative disponibili.

Requisiti fondamentali per garantire tali benefici sono  il rispetto degli standard dettati da OGC sia da parte di chi genera i servizi (applicazioni server)  sia da parte di chi utilizza i servizi (applicazioni client) e la disponibilità di una connessione alla rete pubblica, auspicabilmente di qualità (cd. banda larga).

 

Come utilizzarli

Per l’utilizzo dei Web Service geografici è necessario l’impiego di applicativi che adottino gli standard OGC e presentino la funzionalità relativa all’impiego dei Web Service.

Lo standard dettato da OGC si è modificato nel tempo attraverso diverse versioni, è quindi necessario prestare attenzione, in caso di errori o di  assenza di servizio, e verificare che la versione fornita sia supportata da programma utilizzato.

Il servizio WMS fornisce immagini; le possibilità di impiego sono perciò limitate. Ad esempio non è possibile intervenire nella definizione dello stile di rappresentazione dei dati forniti se non in misura molto ridotta; molte delle operazioni supportate da WFS non sono possibili. Quest'ultimo servizio, come già detto, fornisce dati in formato XML  trasformati in dati vettoriali, si può quindi intervenire sullo stile di rappresentazione degli oggetti, rappresentare attributi con etichette, modificare geometria e attributi, cancellare oggetti e crearne di nuovi, ecc...

Se sono presenti tutti e due i servizi per le stesse informazioni si utilizzerà una forma o l'altra in base alle necessità.

Gli applicativi maggiormente impiegati come client Gis supportano la funzionalità dei Web Service. 

Per utilizzare i Web Service basta una semplice stringa simile ad ad un indirizzo di una pagina Web: un URL (es. http://ows.provinciatreviso.it/geoserver/wms oppure

 

http://idt.regione.veneto.it/wms_c1101_tutele/service.svc/get); ciò che viene visualizzato quando si scrive l'indirizzo nel modulo del programma di cartografia sarà simile a questo

Si otterrà una lista di tutte le informazioni disponibili per quella organizzazione per quel servizio.

Non resterà altro da fare che selezionare i livelli informativi che interessano e questi verranno visualizzati.  

Di seguito un esempio di Qgis.


In GeoMedia l'accesso ad un servizio WMS/WFS prevede la configurazione di una nuova connessione.

 

 

 

Si possono quindi selezionare  i livelli informativi necessari.


La stessa operazione anche in ArcGis.
Si configura la connessione al servizio e si ottiene poi la lista dei  livelli informativi disponibili che possono essere successivamente impiegati.


 

Dove trovarli

Un elenco dei servizi WMS/WFS si può trovare nel sito del Geoportale Nazionale all'URL

http://www.pcn.minambiente.it/GN/accesso-ai-servizi/servizi-di-visualizzazione-wms

Esistono anche siti privati come Open Data Hub Italy

http://www.sciamlab.com/opendatahub/dataset?_organization_limit=0&q=&sort=views_recent+desc&_res_format_limit=0&res_format=WMS

oppure siti istituzionali come la Regione del Veneto che alla pagina con URL

https://www.regione.veneto.it/web/ambiente-e-territorio/infrastruttura-dati-territoriali

riporta un allegato con l'elenco dei servizi WMS disponibili

es. http://idt.regione.veneto.it/wms_c1101_tutele/service.svc/get

La catalogazione dei Web Service è comunque in evoluzione.



INFORMAZIONI NECESSARIE PER GEOREFERENZIARE UN DATO

La georeferenziazione è attribuire ad un dato le informazioni relative alla sua posizione geografica secondo un sistema di riferimento.

La georeferenziazione dell’informazione in un SIT avviene in base alla natura dell’informazione stessa che prima di tutto è topografica, quindi secondo le regole della scienza topografica e del sistema di riferimento delle mappe da riprodurre. Tutto il sistema dal volo aerofotogrammentrico fino alla produzione del GEODBT (DataBase GeoTopografico) rientra nella topografia così come le pratiche di rilevazione a terra che si usano per il suo aggiornamento.

Il GEODBT così ottenuto è la base fondamentale sulla quale riversare altre informazioni che hanno valenza territoriale, che allo stato attuale dell’utilizzo comunale e degli altri enti locali, sono di due tipi:

  • i dati catastali, che hanno come informazione il foglio e il mappale, elementi con geometrie areali che si possono localizzare nel territorio e ai quali valori sono associabili una grande quantità di informazioni legate ad attività di natura patrimoniale e tributaria che coinvolgono più enti come il catasto, la Conservatoria dei registri immobiliari, e gli enti locali;
  • la numerazione civica, che ha come informazione il codice della via, il numero civico e l’uso, elemento geometrico puntuale posto negli accessi secondo l’ordinamento ecografico dello Stato L.24/12/1954 n. 1228 – DPR 30/5/1989 n. 223. Informazione alla quale sono legate la numerazione civica interna, la popolazione e le attività di un ente locale; non esiste pratica infatti nella quale non venga richiesto un indirizzo. Da qui si comprende l’importanza primaria fondamentale della georeferenziazione numerazione civica come elemento di relazione in un GEODBT.

In una intelligente gestione di un SIT queste due informazioni territoriali apparentemente lontane tra di loro, possono invece (anzi devono) essere relazionate tra di loro sull’unità immobiliare nella relazione codicevia, civico, interno = foglio, mappale, sub offrendo in tal modo un’ampia possibilità di relazione tra i vari archivi territoriali altrimenti impensabile.

 

APPLICAZIONI PRATICHE

L'informazione geografica acquista sempre più peso nella gestione dei servizi: conoscere in maniera esatta non solo la consistenza, ma anche la posizione di un evento porta a dare risposte più tempestive e corrette.

Per questo i Sistemi Informativi Territoriali si stanno imponendo come indispensabili strumenti di gestione per gli Enti Pubblici.

E’ necessario sottolineare che i SIT si stanno orientando verso un’utenza sempre più generica e non specializzata. Infatti le applicazioni ad uso privato sono numerosissime a partire dai navigatori satellitari fino alle applicazioni che calcolano itinerari o trovano indirizzi.

 

Nel processo decisionale il Sistema Informativo svolge quindi un ruolo fondamentale.

 

Le applicazioni di un Sistema Informativo Territoriale sono molteplici.

 

Reti tecnologiche

  • rilievi di dettaglio delle reti tecnologiche
  • digitalizzazione della cartografia cartacea e verifica delle incongruenze
  • creazione piani urbani generali dei servizi nel sottosuolo
  • gestione e pianificazione delle attività di manutenzione, ispezione programmata della rete idrica e gas metano ( delibera A.E.E.G. 168/04)
  • gestione pronto intervento e attività di manutenzione e gestione permessi di scavo attraverso portale web cartografico interattivo

Verde urbano

  • indagine, classificazione e localizzazione del patrimonio esistente
  • definizione di procedure/schede d'intervento
  • gestione e pianificazione delle attività di manutenzione (tagli, potatura, ecc)
  • gestione delle segnalazioni e degli interventi
  • attivazione servizio di segnalazione e di richieste d'intervento attraverso portale
  • attivazione servizio di segnalazione e di richieste d'intervento attraverso portale web cartografico interattivo


Igiene ambientale

  • indagine e rilievo dei contenitori RSU e Raccolta Differenziata, dei percorsi di raccolta
  • analisi e monitoraggio della produzione del rifiuto
  • potenziamento e razionalizzazione del servizio di raccolta
  • creazione di sistemi di pianificazione controllo delle attività analisi dei fabbisogni
  • acquisizione di dati da sistemi gps, pesatura dei contenitori da mezzi operativi ed elaborazione dei dati con creazione di indici di riempimento singoli e per percorso RSU raccolta differenziata

Pianificazione Territoriale

  • digitalizzazione degli strumenti urbanistici esistenti e creazione cartografia digitale
  • gestione integrata degli strumenti urbanistici ordinari e sovra ordinari
  • integrazione fra la cartografia catastale e gli strumenti di pianificazione territoriale
  • gestione delle pratiche edilizie con programmi di work-flow dei processi
  • creazione di certificato di destinazione urbanistica via web
  • valorizzazione di aree per lo sviluppo economico del territorio

Gestione del catasto e fiscalità locale

  • digitalizzazione cartografia catastale
  • mosaicatura e creazione specifico tematismo con collegamento alla banca dati
    del catasto
  • identificazione delle aree edificabili soggette a tributo

 

Toponomastica e numerazione civica

  • creazione di viari e normalizzazione della numerazione civica
  • rilevamento dello stato di consistenza
  • analisi e pianificazione delle azioni di revisione e aggiornamento della numerazione civica
  • normalizzazione ed integrazioni delle banche dati comunali: anagrafe, tributi

 

Ambiente

  • censimento delle attività a rischio ambientale
  • censimento scarichi fognari
  • creazione di sistemi di monitoraggio ambientale con interfacciamento WEBGIS
  • creazione cartografie tematiche

 

Turismo e valorizzazione del patrimonio culturale

  • mappatura dei beni e loro localizzazione
  • creazione percorsi tematici
  • promozione turistica attraverso cartografie tematiche e applicazioni WEBGIS

Attività venatoria

  • mappatura ambiti e zone di attività
  • localizzazione appostamenti e aree di attività specifiche (addestramento cani, ripopolamento, ecc)
  • creazione di S.I.T. con i seguenti tematismi: ambiti e zonizzazione venatoria zone di ripopolamento e cattura zone addestramento cani aziende agro-turistiche- venatorie zone autogestite per la caccia oasi di protezione appostamenti fissi
  • gestione on-line di segnalazioni e comunicazione verso addetti controllo e associazioni

 

Aree demaniali

  • rilievo e creazione banca dati relativa alle aree demaniali censimento e definizione delle aree
  • recupero dati presso enti esterni, creazione banca dati alfanumerica e documentali delle concessioni

Protezione civile

Nell’ambito della protezione civile i SIT necessitano di un modello dei dati molto più robusto, funzionale e flessibile e di una quantità di dati notevole visto che gli aspetti che devono essere considerati sono molteplici.

 

Un piano di protezione civile deve infatti evidenziare gli elementi di rischio, gli elementi esposti al rischio, gli strumenti operativi, i protocolli di comportamento e la gestione degli interventi.

 

Basandosi su questi dati il SIT deve supportare nelle attività di prevenzione, di previsione e di gestione dell’emergenza e del dopo emergenza.

 

Gli usi sono molteplici e grandissima è la potenzialità dei SIT nel consentire di disporre di informazioni integrate e localizzate sul territorio a condizione di utilizzare una base cartografica unica e condivisa.

Di seguito abbiamo deciso di riportare alcuni esempi di webgis.

 

Sistema WEBGIS Provincia di Belluno

La struttura del sistema webgis, contenuto in una macchina virtuale Vmware (4gb ram, 80 gb spazio disco) è formata da server Debian, database Postgres/Postgis, web Apache/Qqis-server/Lizmap). I fattori estremamente positivi di questa scelta sono:

  • software opensource con bassissimo costo operativo (installazione e supporto/manutenzione in base alle esigenze)
  • funzionalità piramidale: i dati inseriti e aggiornati da più fonti sono immediatamente disponibili a più livelli  
  • facilità di utilizzo del sistema nel suo complesso (webgis.provincia.belluno.it)

 

Il Sistema webgis è utilizzato principalmente per la pubblicazione dei piani comunali di protezione civile.

 

Nell'unione dei piani, da singoli comuni a piano provinciale (campi, contenuti); sono state rilevate alcune difficoltà:

  • i singoli piani comunali sono stati consegnati in periodi diversi e quindi avevano una struttura diversa secondo le indicazioni modificate nel tempo dalle direttive regionali
  • verifica qualità dei dati geografici: si sono verificate in molte occasioni problemi di qualità dei dati sia a livello di attributi (valori null dove invece necessari, stesso dato descritto in modi diversi, ecc) sia a livello topologico (doppioni, incroci, sovrapposizioni, ecc) che, se non corretti, inficiano la possibilità di applicare funzioni di analisi costruttive (densità, vicinanze, aree, lunghezze, conteggi, ecc)
  • in moltissimi piani, alcuni layer avevano caricato dati riferiti giustamente al singolo territorio comunale, mentre altri a tutto il territorio provinciale
  • tabelle alfanumeriche: al posto di utilizzare ulteriori software esterni (mdb), Qgis permette anche l'utilizzo di relazioni con tabelle non geografiche (sedi, referenti e numeri telefonici) in modo da aggregare direttamente i dati sulla mappa

Sono state fatte alcune esperienze durante giornate di esercitazione della Protezione Civile, sia nella sala COP (Centro Operativo Provinciale) che COC (Centro Operativo Comunale), che consistevano nell'inserire in una mappa in tempo reale gli eventi segnalati da squadre e volontari e la loro evoluzione, in modo da fornire ulteriori strumenti di analisi ai decisori.

Alcuni comuni del bellunese stanno eseguendo l'aggiornamento dei loro piani attraverso il progetto ufficiale Qgis vuoto pre-confezionato dalla Regione (http://www.regione.veneto.it/web/protezione-civile/pianificazione ) con layer in formato shp e relativi simboli e tematismi; oltre a questo, sono stati forniti loro tutti i piani pre-esistenti contenuti in un db sqlite/spatialite, ovvero un centinaio di layer in un unico file di piccole dimensioni (50 mb) da cui si possono estrarre i dati di interesse, al fine di poter usare anche risorse presenti fuori del proprio confine amministrativo.

 

Sistema WEBGIS del Comune di Vicenza

Una modalità efficace per illustrare e pubblicizzare le normative che regolano questa materia è senz’altro la visualizzazione di siti web di Enti che abbiano già realizzato, tutto o in parte, la gestione del proprio territorio con un SIT, secondo le specifiche tecniche del Catalogo dei Dati Territoriali, allegato al DM 10/11/2011.


La spiegazione delle pagine web consente infatti di entrare nel merito delle strutture dei dati, della loro manutenzione, dell’organizzazione degli uffici che se ne devono fare carico, della necessità di un lavoro trasversale tra i vari uffici e non a compartimenti stagni. Tutto in dipendenza dei risultati in termini di servizi che le pagine web riescono ad offrire.
Sono argomenti di grande interesse per gli enti locali che vanno illustrati e approfonditi dettagliatamente relazionandoli con le strutture del GEODBT, dando modo così di illustrarle e commentarle nel dettaglio.

Il modello “Vicenza” SITVI2.0 è un buon esempio di come il suo SIT riesca ad utilizzare il GEODBT (opportunamente personalizzato) come strumento di monitoraggio del territorio ed erogatore di servizi tanto che nella rete intranet viene utilizzato come strumento per istruttorie. In poco più di un anno ha già superato i 37000 accessi.

Qui una guida per il modello di Vicenza.

 

 

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