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WikiVenetoPa Un sistema on line di raccolta di linee guida e di FAQ sempre a supporto degli operatori della PA e si rifa ai "Cinque pilastri" di Wikipedia:
WikiVenetoPa è un'enciclopedia
WikiVenetoPa ha un punto di vista neutrale
WikiVenetoPa è libera
WikiVenetoPa ha un codice di condotta
WikiVenetoPa non ha regole fisse

E' uno strumento di collaborazione e divulgazione da e per la Pubblica Amministrazione; le voci non devono contenere l'opinione di una sola parte, ma piuttosto riportare le diverse teorie inerenti all'argomento. Il suo contenuto è modificabile da chiunque si logghi sulla MyExtranet seguendo alcuni codici di condotta.
WikiVenetoPa WikiVenetoPa

GDA Pagamenti - Documento Master

 

WIKIVENETOPA - Pagamenti Telematici
Tutte le Pubbliche Amministrazioni, secondo quanto previsto dal proprio piano di attivazione, mettono a disposizione di cittadini e imprese, un sistema di pagamenti elettronico PagoPa e mediante l'intermediazione dei prestatori di servizi di pagamento vengono movimentati i flussi di denaro verso gli enti creditori.
 
Acronimi
ATM: Automated Teller Machine
EPC: European Payments Council ovvero Consiglio Europeo per i pagamenti
IUV: Identificativo Unico di Versamento
SPID: Sistema Pubblico per la gestione dell'Identità Digitale
SPC: Sistema Pubblico di Connettività
PTP: Piattaforma Territoriale dei Pagamenti
SEPA: Single Euro Payments Area, ovvero Area Unica dei Pagamenti in Euro
PSD: Payment Services Directive ovvero Direttiva sui Servizi di Pagamento
PSP: Prestatori di Servizi di Pagamento
 
Definizioni
NODO PAGAMENTI SPC: Il Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD) definisce il Sistema Pubblico di Connettività come: “l’insieme di infrastrutture tecnologiche e di regole tecniche, per lo sviluppo, la condivisione, l’integrazione e la diffusione del patrimonio informativo e dei dati della pubblica amministrazione, necessarie per assicurare l’interoperabilità di base ed evoluta e la cooperazione applicativa dei sistemi informatici e dei flussi informativi, garantendo la sicurezza, la riservatezza delle informazioni, nonché la salvaguardia e l’autonomia del patrimonio informativo di ciascuna pubblica amministrazione."1.    Agisce come terzo “super partes” entro i confini del DL 138/2011 (Manovra bis) che ne regola i compiti
2.    Garantisce la sicurezza e la riservatezza delle comunicazioni end-to-end
3.    Permette di implementare i modelli del processo di incasso
4.    Fornisce strumenti tecnologici a fattor comune per la connessione da tutti-a-tutti
5.    Garantisce a tutti i livelli di servizio necessari
6.    Supporta l’univocità del pagamento
7.    Definisce uno standard per i pagamenti della PA
 
PRESTATORI DI SERVIZI DI PAGAMENTO (PSP): operatori del sistema bancario (banche, istituti di pagamento/di moneta elettronica, poste) autorizzati a transare danaro per conto terzi dalla Banca d'Italia e aderenti al circuito PagoPA. Tramite i propri servizi acquisiscono gli ordini di pagamento movimentando i relativi flussi attraverso il Nodo dei Pagamenti SPC.
 
ENTI CREDITORI: Pubbliche Amministrazioni e gestori di pubblici servizi che aderiscono, in qualità di beneficiari, al sistema dei pagamenti elettronici PagoPA.
 
PAGOPA: sistema dei pagamenti elettronici che utilizza il Nodo dei Pagamenti-SPC in favore degli enti creditori.
 
INTERMEDIARIO TECNOLOGICO: Amministrazione che oltre ad essere lei stessa ente creditore, offre a supporto di altre PA (es. Regione nei confronti di Provincie, Comuni e ASL), un servizio tecnologico per la gestione dei flussi e delle funzionalità di interconnessione con il Nodo dei pagamenti-SPC, gestendo per conto degli stessi i servizi di front-office per l'utente privato mediante la Piattaforma Territoriale dei Pagamenti.
 
PIATTAFORMA TERRITORIALE DEI PAGAMENTI (PTP): sistema di pagamento elettronico gestito dall'Intermediario tecnologico rivolto agli utenti privati che vogliono effettuare un pagamento a favore di un ente creditore.
 
UTENTE PRIVATO: cittadino o azienda che intende utilizzare il sistema di pagamento elettronico PagoPA per effettuare un pagamento a favore di un ente creditore.
 
IDENTIFICATIVO UNICO DI VERSAMENTO (IUV): codice che identifica ogni singola operazione di pagamento verso un ente creditore. Viene indicato nella causale di versamento e rimane univoco nel tempo.
 
PIANO DI ATTIVAZIONE: atto che individua in dettaglio tutte le attività che gli enti creditori dovranno compiere ed i tempi di realizzazione concernenti l'adesione a PagoPA.
 
SEPA: è l'area comune europea per i pagamenti, a cui aderiscono 28 paesi europei, in cui il cittadino, l'impresa, la Pubblica Amministrazione possono effettuare e ricevere pagamenti in euro secondo regole e procedure comuni con strumenti diversi dal contante come bonifici, addebiti diretti, carte di pagamento.
 
PSD: Direttiva europea del 2007 sui servizi di pagamento che ha modificato la struttura dei pagamenti in Europa favorendo insieme alla SEPA l'innovazione dei pagamenti elettronici introducendo inoltre una nuova figura di intermediazione finanziaria chiamata istituto di pagamento, in diretta competizione con le banche nei servizi di pagamento.
 
ATM: apparecchiatura automatica per l’effettuazione da parte della clientela di operazioni quali prelievo di contante, versamento di contante o assegni, richiesta di informazioni sul conto, bonifici, pagamento di utenze, ricariche telefoniche, ecc. Il cliente attiva il terminale introducendo una carta e digitando il codice personale di identificazione. Esempi in Italia sono i circuiti Postamat e Bancomat.
 
Link di riferimento
http://www.agid.gov.it/agenda-digitale/pubblica-amministrazione/pagamenti-elettronici
S
ito Agenzia per l'Italia Digitale sui pagamenti elettronici
Circolare ADIG
 
Regole da seguire

 

ARGOMENTO N. 1 

Novità dal nuovo CAD

Entrato in vigore il 14 settembre 2016

Art. 5  

- comma 1

Ampliato il perimetro dei soggetti obbligati ad accettare pagamenti elettronici e ad utilizzare la piattaforma di pagamento pagoPA, estendendo l'applicazione anche alle società a controllo pubblico. Pertanto, il combinato disposto dell'art. 5 del CAD e del D.L. 179/2012 obbliga tutte le amministrazioni italiane, gli enti inseriti nell'elenco ISTAT e le società a controllo pubblico ad attivarsi sul sistema pagoPA per proporre ai cittadini una modalità uniforme di pagamento elettronico.
Ampliati i sistemi di pagamento per effettuare i pagamenti compresi, solo per i micropagamenti (fino a 50 euro via sms) quelli basati sull’uso del credito telefonico.

- comma 2

Per attuare il comma precedente è previsto che Agid metta a disposizione, attraverso il Sistema Pubblico di Connettività, una piattaforma tecnologica per l’interconnessione e l’interoperabilità tra le pubbliche amministrazioni e i prestatori di servizi di pagamento abilitati attraverso strumenti di riconoscimento unificati (SPID) dei soggetti interessati all’operazione di pagamento.

- comma 2 bis

Le modalità di attuazione del comma 1 sono rimandate all’art. 71 che prevede regole tecniche da predisporre a cura dell’AgID.

commi 3, 3 bis e 3 ter abrogati 

- comma 4

L’AGID, sentita la Banca d’Italia, procederà alla determinazione delle modalità di attuazione dei pagamenti elettronici, inclusi gli obblighi di pubblicazione di dati e informazioni strumentali all’utilizzo degli strumenti di pagamento. 

 

ARGOMENTO N. 2

La marca da bollo virtuale


La procedura di assolvimento @e.bollo
@e.bollo
è la denominazione ufficiale della procedura di assolvimento dell’imposta di bollo su documenti informatici di cui al presente decreto e del relativo

servizi [1]

 

Fonti/regole:

 

Linee guida agenzia entrate e agid per pubbliche amministrazioni e prestatori di servizi di pagamento (aggiornate a febbraio 2015)

 

Provvedimento del direttore dell’agenzia delle entrate del 19 settembre 2014 “modalità di pagamento in via telematica dell'imposta di bollo dovuta per le istanze e per i relativi atti e provvedimenti trasmessi in via telematica ai sensi dell’art. 1, comma 596, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 – servizio @e.bollo” (art. 6, co. 2)


 

Scopo e caratteristiche:

La “Marca da Bollo Digitale”:

a)     è un oggetto software da utilizzare in associazione a documenti informatici;

b)     è uno strumento per il pagamento dell’imposta di bollo dovuta sui documenti, atti o registri previsti dalla normativa vigente nell’ottica di facilitare l’automazione del rapporto tra cittadini e Pubbliche Amministrazioni; contiene le informazioni per l’associazione dell’impronta del documento informatico con l’Identificativo Univoco di Bollo Digitale (IUBD).

 

I soggetti coinvolti:

 

Contribuente (Soggetto obbligato al versamento dell’imposta di bollo in relazione ad istanze ed atti/certificati ottenuti dalle Pubbliche Amministrazioni)

 

Amministrazione (la Pubblica Amministrazione o qualsiasi Ente o Autorità competente che riceve un documento informatico per il quale è dovuto il bollo)

 

Prestatori di Servizi di Pagamento – PSP (Soggetti convenzionati con l’Agenzia delle Entrate per l’acquisto telematico degli Identificativi Univoci di Bollo Digitale (IUBD) ed emittori delle marche da bollo digitali contenenti l’impronta digitale del documento informatico in associazione ad uno specifico IUBD)

 

Agid (Agenzia per l’Italia Digitale) quale fornitore verso le Amministrazioni della Porta Applicativa dei Pagamenti (PAP) raggiungibile tramite SPC da implementare per la gestione del colloquio con i PSP

 

Agenzia delle Entrate quale gestore degli IUBD acquistati dai PSP tramite nuove funzionalità dedicata all’Agenzia delle Entrate stessa ed agli Intermediari.


 

Alcune definizioni:

 

IUBD

“Identificativo Univoco bollo digitale” corrispondente ad una combinazione di lettere, numeri e simboli che identificano univocamente ciascuna marca da bollo digitale.

 

Impronta

Sequenza di simboli binari (bit) di cui all’art. 1, comma 1, lettera h) del DPCM del 22 febbraio 2013.

 

Marca da bollo digitale

Il documento informatico che costituisce la ricevuta di versamento dell’imposta di bollo ed attesta l’avvenuta erogazione del servizio che associa l’IUBD con l’impronta del documento ad esso correlato

 

L’ITER PER L’IMPRONTA SUL DOCUMENTO INFORMATICO 

Il cittadino in possesso di un documento informatico per il quale deve assolvere il pagamento dell’imposta di bollo, deve inoltrare al PSP direttamente od indirettamente la sola “impronta” dello stesso documento. 

In caso di richiesta diretta del cittadino al PSP per l’acquisto delle marche da bollo digitali, è necessario che l’intermediario renda disponibile un plug-in da installare sulla postazione di lavoro del cittadino stesso che consenta di generare automaticamente l’impronta del documento informatico sulla base di un algoritmo pubblico.

 

LA GESTIONE DELLA FIRMA ELETTRONICA AVANZATA

I PSP che emettono le marche da bollo digitali appongono firme elettroniche alle marche secondo quanto previsto dalla vigente normativa ed utilizzano un dispositivo sicuro per la generazione della firma, nonchè un certificato emesso da una Certification Authority dedicata gestita da Sogei. 

I certificati saranno intestati ai PSP in quanto persone giuridiche. 

Sogei produrrà una certificate policy conforme ai requisiti esposti nella Bozza di Regolamento Europeo per i certificatori qualificati.  

Le modalità operative per la registrazione dei PSP e l’emissione dei certificati saranno concordate da Sogei con l’Agenzia delle Entrate. Tali regole saranno conformi ai requisiti definiti nella Bozza di Regolamento e nella certificate policy. 

In questo caso il documento è costituito dalla marca da bollo digitale ed il firmatario è il Prestatore dei Servizi di Pagamento (PSP).
 

La firma elettronica avanzata sulla marca da bollo digitale sarà una firma XML apposta dai PSP con le chiavi certificate da un’apposita Certification Authority gestita da Sogei. Le modalità operative di registrazione dei PSP e di gestione dei certificati verranno concordate da Sogei con l’Agenzia delle Entrate e pubblicate sui siti web di Sogei e dell’Agenzia delle Entrate.

 


LA MARCA DA BOLLO DIGITALE
 

I PSP rilasciano ai soggetti richiedenti il pagamento del “bollo virtuale” una ricevuta del versamento che costituisce la “marca da bollo digitale” composta da un documento informatico firmato digitalmente comprendente l’IUBD e l’impronta del documento. 

La marca da bollo digitale è un documento XML che segue il seguente schema:

 

 

UN SOFTWARE PER IL CONTROLLO MARCA DA BOLLO DIGITALE

Le Pubbliche Amministrazioni che ricevono dal cittadino, direttamente o indirettamente, la marca da bollo digitale ed il certificato cui è associata effettuano il controllo di validità utilizzando un software di controllo locale reso disponibile da Agenzia delle Entrate ed AgID presso i propri siti istituzionali.

 

Contestualmente sono rese disponibili le specifiche delle regole tecniche del suddetto software di controllo e delle messaggistica che le PA forniranno al cittadino come esito del controllo della marca da bollo digitale.

 

Il software di controllo permetterà di verificare:

  • la contestuale presenza del documento e della marca da bollo digitale;
  • la sottoscrizione della marca da bollo digitale da parte del PSP con firma elettronica avanzata;
  • il contenuto della marca da bollo digitale costituita dall’impronta del documento informatico, dell’ IUBD, dell’importo e della data di emissione del bollo;
  • la congruenza dell’impronta digitale presente nella marca da bollo digitale e nel documento informatico ad essa correlato.

Il software predispone anche un archivio locale contenenti le informazioni delle marche da bollo digitali trattate dalle PA per successivo invio all’Agenzia delle Entrate.

 

IL FLUSSO DI RENDICONTAZIONE IUBD ACQUISTATI DA PSP AD AGENZIA DELLE ENTRATE

 

I PSP sono tenuti all’invio periodico all’Agenzia delle Entrate dei dati degli Identificativi Univoci dei Bolli Digitali (IUBD) venduti direttamente o indirettamente ai cittadini.

 

Tale invio verrà effettuato tramite i Servizi Telematici dell’Agenzia delle Entrate cui i PSP potranno abilitarsi come utenti CAST (esterni all’amministrazione).

 

In alternativa, verrà data la possibilità di ricevere i flussi di rendicontazione da parte dei PSP tramite apposita funzionalità web nell’ambito di un’area a loro dedicata.

 

La rendicontazione consentirà all’Agenzia delle Entrate di correlare ai singoli IUBD acquistati dai PSP i dati relativi alla vendita al cittadino.

 

 

Il FLUSSO DI RENDICONTAZIONE MARCA DA BOLLO DIGITALI TRATTATE DA PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI AD AGENZIA DELLE ENTRATE

 

Le Pubbliche Amministrazioni sono tenute all’invio periodico all’Agenzia delle Entrate dei dati delle marche da bollo digitali trattate per consentire una verifica centralizzata dell’utilizzo univoco degli IUBD.

 

 

Tale invio verrà effettuato tramite i Servizi Telematici dell’Agenzia delle Entrate cui le Pubbliche Amministrazioni potranno abilitarsi come utenti CAST (esterni all’amministrazione).

 

In particolare, le PA invieranno le seguenti informazioni in formato crittografato e firmato:

  • propri dati anagrafici
  • dati di dettaglio della marca da bollo digitale, cioè l’impronta del documento informatico e l’IUBD ad essa associato
  • codice fiscale e denominazione del PSP collegato all’IUBD (sono già disponibili le regole tecniche allegate alle linee guida)

Le suddette informazioni consentiranno all’Agenzia delle Entrate di correlare i singoli IUBD venduti ai cittadini dai PSP e le marche da bollo digitali verificate dalle PA.

 

Per quanto riguarda la rendicontazione delle marche da bollo digitali acquistate nell’ambito dei servizi on-line messi a disposizione delle amministrazioni attraverso il Nodo dei Pagamenti-SPC, AgID implementerà uno specifico servizio per la costituzione del flusso telematico di rendicontazione.

 

Pertanto, le PA utilizzeranno i servizi resi disponibili da AgID, che assumerà una specifica tipologia di utenza nei Servizi Telematici dell’Agenzia delle Entrate quale soggetto abilitato esclusivamente alla trasmissione.

 

 

LA MARCA DA BOLLO DIGITALE PER PRESENTAZIONE DOCUMENTI IN BOLLO ALLA PA

 

PREMESSA

L’introduzione della marca da bollo digitale soddisfa la necessità di individuare appositi strumenti per il pagamento dell’imposta di bollo dovuta sui documenti, atti o registri indicati nella Tariffa annessa al D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 642, utilizzando strumenti ICT tenuto conto che la mancanza di tale strumento costituisce un serio ostacolo all’automazione del rapporto fra cittadini e PA, che occorre rimuovere al più presto.

 

Sono fatte salve le specifiche previsioni della tariffa stessa che stabiliscono modalità di pagamento particolari connesse ad atti soggetti a registrazione (ad. esempio, Artt. 1, 3, 4 della tariffa) ovvero mediante il “bollo virtuale” di cui all’art. 15 del d.P.R. n. 642/1972 e

comunque, per ulteriori atti o denunce trasmesse progressivamente per via telematica direttamente all’amministrazione fiscale (cfr. d.m. 8 novembre 2011).

 

 

ASPETTI OPERATIVI

La soluzione individuata distingue due principali casi d’uso per il pagamento della marca da bollo digitale, a seconda che i documenti siano inoltrati attraverso:

a) i canali telematici (PEC, upload, etc.) o

b) i servizi interattivi messi a disposizione sul portale dell’amministrazione destinataria.

 

La soluzione prevede, inoltre, un ulteriore scenario relativo al caso in cui sia dovuto il pagamento del bollo su un atto o provvedimento prodotto dalla Pubblica Amministrazione a seguito di una istanza del cittadino.

 

Per lo svolgimento del servizio l’Agenzia delle entrate si avvarrà di intermediari con particolari caratteristiche, tra cui la natura di prestatori di servizi di pagamento, tramite accordi convenzionali aperti all’adesione.

 
 

FASE DI ACQUISTO DA PARTE DEL CITTADINO DELLA MARCA DA BOLLO DIGITALE DALL’INTERMEDIARIO

a)     Il cittadino acquista la marca da bollo digitale direttamente dall'intermediario utilizzando gli strumenti di pagamento messi a disposizione da quest'ultimo (sui
      propri sportelli fisici o virtuali o attraverso quelli delle PA a cui si è preventivamente collegato). A tal fine l’intermediario mette a disposizione un servizio che
      permette di fornire al cittadino, che deve inviare un documento provvisto di bollo alla PA, una impronta dello stesso documento che viene associata ad un
      identificativo univoco del bollo digitale.

b)     Il servizio restituisce al cittadino una ricevuta del pagamento del bollo che costituisce "la marca da bollo digitale" (composta da un documento informatico firmato digitalmente comprendente l’identificativo univoco bollo digitale e l’impronta del documento), da associare allo specifico documento;
 

c)     L’intermediario invia periodicamente all’Agenzia delle Entrate la rendicontazione di quali identificativi univoci di bollo digitale, fra quelli preventivamente acquisiti, sono stati venduti.

d)     Ogni amministrazione deve inserire nelle procedure di protocollo informatico un modulo software di controllo del bollo. Tale software, ricevuti in input la marca da bollo digitale ed il documento informatico in chiaro ad esso associato, provvede ad eseguire una serie di controlli

e)   Ogni amministrazione periodicamente invia un rendiconto all’Agenzia delle entrate.

f)       L’Agenzia delle entrate utilizza gli invii delle amministrazioni e degli intermediari per la verifica del corretto operato degli intermediari e per contrastare l’eventuale insorgere di disservizi o frodi.

 

SCENARIO A
pagamento del bollo
nell’ambito di servizi on line delle amministrazioni che generano “documenti informatici”

 

Nel caso di pagamento di marca da bollo digitale correlata ad un servizio on line dell’amministrazione, il flusso procedurale risulta come segue:

 

a)     Il cittadino accede al portale dell’amministrazione autenticandosi (se richiesto);

 

b)     L’amministrazione, ove previsto, evidenzia all’interno del servizio esposto la necessità di pagare il bollo per il completamento del servizio attraverso un messaggio in cui il cittadino viene informato della possibile presenza di sovrapprezzi ove non si avvalga, in esito alla scelta dei diversi sistemi di pagamento messi a disposizione dall’intermediario, del “servizio base” concordato con l’Agenzia delle Entrate;

 

c)    Il cittadino viene reindirizzato automaticamente dall’applicazione della PA, attraverso gli standard e la piattaforma del nodo dei pagamenti, al sito dell’intermediario dove sono già a disposizione dello stesso l’impronta del documento contenente la segnatura di protocollo ed il valore del relativo bollo da acquistare;

 

d)     L’intermediario evidenzia al cittadino quanto dovuto come eventuale costo aggiuntivo dell’operazione per le modalità di pagamento offerte diverse dal “servizio base” concordato con l’Agenzia delle Entrate; chiede al cittadino di dichiarare la provincia di residenza, consente il pagamento del bollo e rinvia il cittadino sul sito dell'amministrazione per completare le operazioni relative alla presentazione dell’istanza;

 

e)     L'amministrazione provvede a verificare, sempre utilizzando il software dedicato, la validità della marca da bollo digitale e, in caso di esito positivo del controllo, fa concludere l’operazione.

 


SCENARIO B
pagamento del bollo su un documento in possesso del cittadino e trasmesso alla pa con canale telematico (pec, upload, etc.)

 

Il servizio viene richiesto direttamente dall’utente all’intermediario, per acquistare la marca da bollo digitale da inviare alla PA unitamente al documento informatico ad esso associato, tramite canale telematico (PEC, upload, ecc,).

 

Tale processo necessita della disponibilità di un plug-in da installare sulla postazione di lavoro del cittadino che deve acquistare il bollo (la distribuzione di tale plug-in, resta in carico all’intermediario).

 

Ecco le operazione da compiere:

 

a)  il cittadino dispone di un documento che deve presentare bollato ad una amministrazione tramite canale telematico;

 

b)  il cittadino si collega al sito di uno degli intermediari convenzionati e preliminarmente scarica il plug-in sulla propria postazione di lavoro;

 

c)  tramite il plug-in il cittadino può, presso la propria postazione di lavoro, ricavare un’impronta del documento sulla base di un algoritmo pubblico definito dall’Agenzia delle Entrate e Agid;

 

d)  attraverso il plug-in il cittadino invoca l’apertura, sul browser predefinito, del sito internet dell’intermediario;

 

e)  tramite i servizi presenti nel plug-in il cittadino invia all’intermediario l’impronta del documento – e mai il documento originale - unitamente al valore del bollo da acquistare sulla base delle norme vigenti;

 

f)   l’intermediario evidenzia preliminarmente al cittadino quanto dovuto come eventuale costo aggiuntivo dell’operazione per le diverse modalità di pagamento diverse dal “servizio base” previsto in convenzione con l’Agenzia delle Entrate. Se il cittadino conferma, l’intermediario chiede al cittadino di dichiarare la provincia di residenza, esegue il pagamento e predispone la ricevuta liberatoria comprensiva dei riferimenti al documento;

 

g)  dopo il pagamento l’intermediario crea la marca da bollo digitale (associando uno IUBD preventivamente “acquistato” dall’Agenzia delle entrate all’impronta del documento da bollare) e la rende disponibile per il downloading al richiedente.

 

h)  il cittadino effettua il download della marca da bollo digitale, e la invia per via telematica (PEC, upload, etc..) all’amministrazione unitamente al documento utilizzato per ricavare l’impronta.

 

NB La marca da bollo digitale è utilizzabile solo se unita al documento originale cui si riferisce.

 

Tale processo viene incontro al cittadino che potrà inviare le proprie istanze in bollo a ogni amministrazione utilizzando la PEC (o altro canale telematico messo a disposizione dall’amministrazione).

 

Le amministrazioni, attraverso l’utilizzo del software di controllo potranno verificare in ingresso la validità del bollo.

 

Tale modalità sarà attivata in un secondo momento.

 


SCENARIO C
pagamento del bollo su un atto o provvedimento prodotto dalla pubblica amministrazione a seguito di una istanza del cittadino

Nei casi previsti dall’art. 4 della tariffa annessa al D.P.R. 642/72, il pagamento del bollo è dovuto a seguito di una richiesta di un atto o di un provvedimento da emettere a cura della Pubblica Amministrazione.

 

In questo contesto si distinguono due casi:

C1 - fornitura immediata del documento

C2 - fornitura differita del documento

 

C1: FORNITURA IMMEDIATA ED AUTOMATICA DEL DOCUMENTO DA PARTE DELLA PA

Il pagamento dell’imposta di bollo dovuta sia sull’istanza che sul documento prodotto dall’amministrazione, avviene nell’ambito della stessa transazione tra cittadino ed amministrazione ed è quindi possibile verificare immediatamente se il documento richiesto possa o meno essere prodotto evitando problematiche di rimborso.

 

Le modalità di assolvimento del bollo sono riconducibili allo Scenario A. Nel momento in cui l’amministrazione riceve l’attestazione di pagamento del bollo, rende disponibile per il download al cittadino il documento prodotto dall’amministrazione a seguito della precedente istanza.

 

C2: FORNITURA DIFFERITA DEL DOCUMENTO

Una volta predisposto dalla Pubblica Amministrazione l’atto o il provvedimento, secondo lo specifico iter amministrativo, il primo passo del processo è la notifica al cittadino della disponibilità dello stesso e della necessità del pagamento del bollo per il suo ritiro avendo disponibilità dell’indirizzo telematico con cui colloquiare sia in quanto coincidente con il canale di acquisizione dell’istanza che in quanto memorizzato nell’ambito della transazione on line di richiesta ovvero già noto.

 

La notifica avviene attraverso un messaggio nel quale l’amministrazione dà evidenza della disponibilità del documento richiesto fornendo:

  • il documento informatico contenente la segnatura di protocollo che il cittadino potrà utilizzare per pagare il bollo secondo le modalità di cui allo scenario B; ovvero
  • l’URL che consente al cittadino di accedere al servizio di prelievo del documento richiesto tramite la precedente istanza, presso il sito dell’amministrazione, ove è anche possibile pagare il relativo bollo secondo le modalità di cui allo scenario A (non necessaria laddove il cittadino abbia a disposizione un area riservata nell’ambito del sito dell’amministrazione).

E’ prevista la redazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, d’intesa con l’Agenzia per l’Italia Digitale di apposite linee guida per le amministrazioni.

NB: Le Pubbliche Amministrazioni che ricevono dai cittadini le “marche da bollo digitali” sono tenute ad inviare periodicamente all’Agenzia delle Entrate per via telematica le relative informazioni per consentire all’Amministrazione di verificare l’utilizzo degli Identificativi Univoci del bollo digitale (IUBD).

 

Il contenuto e le caratteristiche della fornitura dei dati da trasmettere sono riportati nelle linee guida.

 

IL PAGAMENTO ELETTRONICO DELLA MARCA DA BOLLO DIGITALE

 

Fonti:

Istruzioni AGID del febbraio 2015

 

le modifiche introdotte alle Specifiche attuative del Nodo dei Pagamenti-SPC (versione 1.6) per gestire l’acquisto del Bollo Digitale secondo il processo individuato dall’Agenzia dell’Entrate

 

Pagamento del bollo nell’ambito di servizi on line delle amministrazioni che generano “documenti informatici” e  

 

Scenario A: Pagamento del bollo nell’ambito di servizi on line delle amministrazioni che generano “documenti informatici”

 

Scenario C: Pagamento del bollo su un atto o provvedimento prodotto dalla Pubblica Amministrazione a seguito di una istanza del cittadino”

 

 

ARGOMENTO N. 3

Avvisatura analogica nel sistema pagoPA

Il pagamento di una somma dovuta alla pubblica amministrazione può essere effettuata in modalità spontanea dal cittadino o a fronte di una iniziativa della pubblica amministrazione.

Nel secondo caso, dopo aver generato lo IUV, la pubblica amministrazione stampa un avviso di pagamento con il quale informa il cittadino dell’esistenza di una posizione debitoria. Il cittadino può procedere al pagamento sia in modalità on-line, sia recandosi presso uno dei PSP dietro presentazione dell’avviso di pagamento ricevuto dalla pubblica amministrazione.

 

L’avviso di pagamento è regolato dalle norme guida emanate dall’AgiD, raggiungibili dal sito

 http://www.agid.gov.it/sites/default/files/regole_tecniche/guidatecnica_avvisoanalogico_1_2_0.pdf

 che si possono così sintetizzare:

 

Avviso tipo

L’avviso viene stampato su foglio di formato A4 suddiviso in quattro aree: 

a)      area con il logo dell’ente e di PagoPA

b)      informazioni sul dovuto, in particolare dovrà essere descritto in modo esaustivo il motivo per il quale è richiesto il pagamento, e di seguito le informazioni necessarie alla sua esecuzione:

1.      Codice fiscale dell’Ente Creditore;

2.      Codice dell'Avviso di pagamento;

3.      Importo del versamento;

4.      Data di scadenza del pagamento (se presente).

c)      informazioni sulla disponibilità del servizio, le modalità con le quali può essere effettuato il pagamento ed una breve definizione del sistema PagoPA

d)     zona tecnica con stampigliatura del codice a barre e del QRcode

(questi elementi, facilmente leggibili e decodificabili da apposite apparecchiature, contengono al loro interno le informazioni necessarie ad effettuare il pagamento da dispositivi mobili o da postazioni opportunamente attrezzate quali ATM, ricevitorie Lottomatica, SISAL ed altre)

Si raccomanda di evidenziare in modo chiaro il codice IUV assegnato al dovuto (presente all'interno del Codice dell'Avviso elencato al punto 2.b, dando così la possibilità all'utilizzatore finale di usarlo per eventuali ricerche successive.

Le informazioni di cui al punto 3 possono continuare oppure iniziare sulla seconda pagina dell'avviso di pagamento qualora lo spazio occupato per la stampa delle zone precedenti lo richieda.

Rateizzazione del dovuto
Nel caso in cui l’Ente Creditore voglia concedere al debitore la possibilità di rateizzare il dovuto in più pagamenti, l’area b) sarà composta da più sezioni ognuna delle quali riporterà le informazioni sul dovuto rateizzato seguite dal relativo codice a barre e QRCode. Nell’area d) verranno  riportati, come sempre, il codice a barre ed il QRCode corrispondenti al pagamento complessivo in un’unica soluzione. 

Stampa di bollettini postali
L'avviso di pagamento potrà contenere, in pagine aggiuntive, anche bollettini di c/c postale che utilizzano i moduli standardizzati conformi alle Linee guida AgID. I bollettini si suddividono in quattro aree con caratteristiche analoghe a quelle dell’avviso, viene solo modificata la disposizione grafica. Si differenzia nettamente la sola area c) che diventa il bollettino postale vero e proprio.

Qualora l'Ente Creditore rateizzi il pagamento del dovuto in n rate, si dovrà stampare una pagina allegata relativa all'importo del dovuto ed n ulteriori pagine allegate, una per ogni rata prevista per quel dovuto, con le caratteristiche già esposte (informazioni generali, codice a barre e QRcode). In questo caso non sarà necessario procedere con la stampa delle pagine relative alla rateizzazione prevista al precedente paragrafo “Rateizzazione del dovuto” 

Qualora l'Ente Creditore intenda utilizzare detti bollettini di c/c postale dovrà in ogni caso produrre un avviso di pagamento “tipo” al fine di consentire all’utilizzatore finale di scegliere lo strumento di pagamento in piena libertà e senza alcuna indicazione di preferenza da parte dell’ente, consentendone l'esecuzione sia attraverso il circuito postale, sia attraverso il circuito bancario e senza privilegiare l'uno a discapito dell'altro.

 

Di seguito alcune delucidazioni sulla modalità Flussi con Avvisatura.

L'Ente può caricare flussi di dovuti su MyPay (sistema pagpPA) e allo stesso tempo spedire l'avviso di pagamento ai cittadini. I cittadini che hanno ricevuto l'avviso possono pagare il dovuto sul MyPay nell'apposita sezione per i pagamenti "avvisati" utilizzando lo IUV riportato nell'avviso e senza dover effettuare l’accesso con proprie credenziali ovvero pagando in modalità anonima.

Caso d'uso per la gestione della modalità flussi con avvisatura

  • L'Ente ha a disposizione un flusso di dovuti (tipicamente nel gestionale) il cui pagamento vuole esser fatto transitare sul sistema pagoPA
  • L'Ente crea il tracciato del flusso di dovuti (tramite il gestionale) da caricare sul sistema MyPay (pagoPA) secondo le LINEE GUIDA FLUSSI
  • Il gestionale genera per ogni dovuto uno IUV seguendo le LINEE GUIDA GENERAZIONE IUV
  • L'Ente crea il tracciato del flusso di dovuti (tramite il gestionale) da inviare a una terza parte (seguendo le linee guida da questa fornite) che si occupa di stampare gli avvisi da inviare ai soggetti pagatori oppure demanda la gestione della stampa al gestionale stesso. In entrambi i casi, ai fini della stampa degli avvisi, devono essere seguita le LINEE GUIDA AVVISATURA ANALOGICA AGID
  • Il cittadino riceve l'avviso e può pagare direttamente recandosi presso i Prestatori di Servizi di Pagamento abilitati all'incasso degli avvisi di pagamento (https://mypay.regione.veneto.it/pa/listaPSPmodello3.html) oppure tramite MyPay, in modo anonimo, scegliendo l'Ente beneficiario, il tipo di dovuto e quindi la sezione "Avviso".

Riferimenti linee guida:

LINEE GUIDA FLUSSI: http://myextranet.regione.veneto.it/url/mypay-flussi

LINEE GUIDA GENERAZIONE IUV: http://myextranet.regione.veneto.it/url/doc-formati-iuv
Nel documento con le regole per la generazione dello IUV quello generato dall'Ente da apporre sugli avvisi si trova al paragrafo "Formato IUV 15 Ente (avviso di pagamento)".
Per quanto riguarda il calcolo delle ultime due cifre il documento recita <CD>: resto della divisione intera fra <001><Sistema Informativo Locale><Progressivo Versamento> e 93. La regola generalmente è corretta ma potrebbe accadere che il prefisso "<001>" assegnato da AgID sia, in alcuni casi, diverso. Quindi previsto configurabile. 

LINEE GUIDA AVVISATURA ANALOGICA AGID: http://www.agid.gov.it/sites/default/files/regole_tecniche/guidatecnica_avvisoanalogico_1_2_0.pdf (la versione puà essere aggiornata, consultare il sito AgID http://www.agid.gov.it/agenda-digitale/pubblica-amministrazione/pagamenti-elettronici/linee-guida

 

 

[1] Il simbolo @ richiama le modalità di invio dei documenti mediante posta elettronica e la “e.” le altre modalità telematiche di invio dei documenti soggetti ad imposta di bollo.

 

 

 

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