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WikiVenetoPa Un sistema on line di raccolta di linee guida e di FAQ sempre a supporto degli operatori della PA e si rifa ai "Cinque pilastri" di Wikipedia:
WikiVenetoPa è un'enciclopedia
WikiVenetoPa ha un punto di vista neutrale
WikiVenetoPa è libera
WikiVenetoPa ha un codice di condotta
WikiVenetoPa non ha regole fisse

E' uno strumento di collaborazione e divulgazione da e per la Pubblica Amministrazione; le voci non devono contenere l'opinione di una sola parte, ma piuttosto riportare le diverse teorie inerenti all'argomento. Il suo contenuto è modificabile da chiunque si logghi sulla MyExtranet seguendo alcuni codici di condotta.
WikiVenetoPa WikiVenetoPa

GDA Open Source - Documento Master

WIKIVENETOPA - Open Source

Per molti questa espressione e' semplicemente sinonimo di software gratuito.

In realtà Open Source significa "sorgente aperta", in informatica indica un tipo di software dove gli autori (più precisamente, i detentori dei diritti) rendono il codice sorgente pubblico cioè favorendone il libero studio e permettendone il riutilizzo, di apportarvi modifiche per le specifiche esigenze e di sviluppare estensioni da nuove idee di altri utenti, a condizione di rispettare e citare le paternità intellettuali dell'opera (licenze o contratti d'uso libere).

Esempi di licenze sono: la GNU GPL e la GNU LGPL, per altri ambiti le licenze Creative Commons (più propriamente con la clausola share alike) oppure la stessa licenza GNU FDL usata per Wikipedia fino al 2009 (data del passaggio alla licenza Creative Commons), le licenze BSD sono una famiglia di licenze permissive, senza copyleft, alcune sono considerate libere ed open source, la MPL che è usata per Firefox e Thunderbird.

Le organizzazioni che valutano le tipologie di licenze FLOSS sono la OSI e la FSF.

Si ispira alla filosofia del movimento open source, il movimento open content (contenuti aperti): in questo caso, ad essere liberamente disponibile non è il codice sorgente di un software, ma contenuti editoriali quali testi, immagini, video e musica. Molto recente è il concetto di Openness, è più una filosofia, che sta alla base di vari gruppi ed organizzazioni.

In senso più esteso, il pensiero Open è finalizzata alla condivisione della conoscenza e a tal fine contrappone alla gestione dei diritti di proprietà intellettuale del copyright tradizionale, un alternativo modello di gestione dei diritti detto copyleft molto diffuso nell'attuale mondo multimediale e interconnesso.

Il pensiero Open è molto ben descritto nel seguente video che due associazioni americane, BitBluePrint e MovingMonday, hanno realizzato usando gli omini del LEGO. Il video parte dal celebre racconto della nascita del movimento per il software libero con Richard Stallman, e poi prosegue esemplificando la filosofia open source con esempi totalmente diversi. Si conclude sfatando 3 miti sull'open source: che l'autore ne perda il controllo, che sia insicuro, e che sia sempre e solo gratuito.

Potete vedere il video a questo indirizzo.
Il video è in inglese, ma cliccando sull’apposita iconcina a destra potete attivare i sottotitoli in italiano, realizzati da Stefano S.

Il presente "bigino" si pone l'obbiettivo di fornire alcune indicazioni/delucidazioni/suggerimenti/esperienze per chi nelle PA utilizza soluzioni informatiche con diversi livelli di conoscenza ed autonomia per poter affrontare con senso critico le scelte inerenti il rispetto delle nuove normative, orientate sempre di più alla completa digitalizzazione dei procedimenti tipici della PA ed al rispetto di quanto previsto all'articolo 68 del Codice dell'Amministrazione Digitale

L'elenco seguente individua a partire dalle attività che intendiamo svolgere, il programma o programmi disponibili in abito opensource, il sito di riferimento per il download, il link per manualistica e tutorial ed infine l'amministrazione di rifermento che può fornire indicazioni sull'esperienza dell'uso del programma.

Nella sezione "Regole da seguire" sono invece riportate alcune esperienze significative.

PROGRAMMI PER LA PRODUZIONE INDIVIDUALE AMMINISTRATIVA

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Si chiama

Lo trovo qui

Imparo con

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Scrivere testi in formato aperto, esportabili in pdf/a

LibreOffice Writer

https://www.libreoffice.org/

https://it.libreoffice.org/supporto/documentazione/

https://wiki.documentfoundation.org/IT/Guide_e_Manuali_non_TDF

http://www.techeconomy.it/dieci-personaggi-in-cerca-libreoffice/

https://www.youtube.com/playlist?list=PL1BBCF497B8CC0306

SIC LEGNAGO

Apache OpenOffice Writer

http://www.openoffice.org/it/

http://www.openoffice.org/it/doc/utenti/guide.html

 

Effettuare calcoli, elaborare dati e tracciare efficaci grafici in formato aperto, esportabili in pdf/a

LibreOffice CaLc

https://www.libreoffice.org/

https://it.libreoffice.org/supporto/documentazione/

 

Apache OpenOffice Calc

http://www.openoffice.org/it/

http://www.openoffice.org/it/doc/utenti/guide.html

 

Creare diapositive per presentazioni al pubblico

LibreOffice Impress

   

Apache OpenOffice Impress

   

Comporre poster, volantini informativi e piccole pubblicazioni

LibreOffice Draw

   

Apache OpenOffice Draw

   

Scribus

https://www.scribus.net/

https://wiki.scribus.net

 

Strutturare un database con tabelle e relazioni in un singolo file con una propria interfaccia utente

LibreOffice Base

   

Apache OpenOffice Base

   

Comprimere file in archivi di ridotte dimensioni

7zip

http://www.7-zip.org/

https://www.univr.it/documenti/Documento/allegati/allegati493501.pdf

 

Navigare su internet

Mozilla Firefox

https://www.mozilla.org/it/

https://support.mozilla.org/it/products/thunderbird/install-migrate-and-update

ULSS 13 MIRANO

Chromium

   

Posta elettronica per uso personale

Thunderbird

https://www.mozilla.org/it/thunderbird/

  

Gestire, unire, separare, estrarre pagine di PDF

PDFsam Basic

http://www.pdfsam.org

http://www.pdfsam.org/documentation/

ULSS 13 MIRANO

 

PROGRAMMI PER ATTIVITÀ INDIVIDUALI TECNICO-SPECIALISTICHE

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Fotoritocco e per la realizzazione, rielaborazione di immagini

Gimp

https://www.gimp.org/

https://docs.gimp.org/2.8/it/

 

Loghi e disegno vettoriale basato sul formato Scalable Vector Graphics (SVG)

Inkscape

https://inkscape.org/it/download/

https://www.istitutomajorana.it/scarica2/inkscape_guida_italiana.pdf

 

Visualizzazione ed elaborazione di dati geografici, PAT, PRG e immagini satellitari

Qgis

http://www.qgis.org/it/site/

http://docs.qgis.org/2.14/it/docs/user_manual/

 

Visualizzare e realizzare disegni tecnici, CAD

Qcad

http://www.ribbonsoft.com/en/qcad-downloads-trial

http://www.qcad.org/doc/qcad/2.2/reference/it/capitolo01.html

 

LibreCad

http://librecad.org/cms/home.html

http://wiki.librecad.org/index.php/LibreCAD_users_Manual

 

Elaborare immagini e modelli tridimensionali

Blender

https://www.blender.org/download/

https://www.blender.it/manuali/

 

Elaborare, tagliare, modificare filmati e video

Openshot

http://www.openshot.org/download/

http://www.openshotusers.com/help/1.3/it/ar01s03.html

 

Avidemux

   

VirtualDub

http://virtualdub.sourceforge.net/

http://virtualdub.org/virtualdub_docs.html

 

 

PROGRAMMI PER LA COLLABORAZIONE

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Un sistema di videoconferenza, chat, desktop sharing, lavagna e audioconferenza.

Apache Openmeetings

http://openmeetings.apache.org

https://cwiki.apache.org/confluence/display/OPENMEETINGS/Index

 

Jitsi Meet

https://jitsi.org/

https://github.com/jitsi/jitsi-meet

https://meet.jit.si/

https://github.com/jitsi/jitsi-meet/blob/master/doc/quick-install.md

 

Realizzare un cloud privato e servizio di file hosting

OwnCloud

https://owncloud.org/

  

Foglio di calcolo collaborativo in tempo reale per interagire con diversi autori

Ethercalc

https://ethercalc.net/

  

Editare un testo collaborativo in tempo reale per interagire con diversi autori

Etherpad

http://etherpad.org/

  

Condividere mail, documenti, calendari, contatti e rubriche

Zimbra Collaboration Suite

https://zimbra.org/

https://zimbra.org/documentation/zimbra-collaboration

 

RoundCube

https://roundcube.net/

  

 

PROGRAMMI PER LA PUBBLICAZIONE INTERNET

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Gestione di contenuti web

Wordpress

   

Joomla

http://www.joomla.it/download.html

http://www.joomla.it/guide-joomla-3.html

 

Drupal

http://www.drupal.it/download

http://www.drupal.it/home-documentazione

 


PROGRAMMI PER IL SISTEMA INFORMATIVO DELL'ENTE

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Un Database

PostgreSQL

https://www.postgresql.org/ftp/source/v9.4.1/

http://www.psql.it/

 

SQLite

http://www.sqlite.org/download.html

http://sqlite.org/docs.html

 

MySQL Community Edition

http://dev.mysql.com/downloads

  

MariaDB

   

Un Database con estensioni geografiche

PostGIS

http://postgis.net/install/

http://live.osgeo.org/it/quickstart/postgis_quickstart.html#guida-rapida-a-postgis

 

SpatiaLite

   

Distribuire e installare, aggiornare o rimuovere programmi in modalità remota su reti Microsoft Windows

WPKG

https://wpkg.org/

  

Raccogliere dei dati relativi al tracciamento degli accessi degli amministratori di sistema come richiesto dalla normativa

rsyslog

http://www.rsyslog.com/

  

NXLOG

http://nxlog-ce.sourceforge.net/

  

Proteggere la rete locale con una barriera contro attacchi e minacce provenienti dalle reti pubbliche mediante un firewall

PfSense

https://www.pfsense.org/

  CED CAORLE

ZEROSHELL

http://www.zeroshell.net/

http://www.zeroshell.net/documentation/

 

Virtualizzare mediante un hypervisor il datacenter

Proxmox

http://www.proxmox.com/

  

La gestione della virtualizzazione multi-node, il management degli host di virtualizzazione, dello storage e delle risorse di rete. Il deplyoment e il monitoring delle macchine virtuali del datacenter

oVirt

https://www.ovirt.org/

  

La gestione degli asset dell'Ente, catalogando gli apparati del patrimonio IT. In grado di: recuperare numero e tipo di macchine installate e relativi sistemi operativi; rilevare e catalogare il software installato, completo di numero di versione; inventariare numero e tipo di componenti hardware (stampanti, dischi, monitor e altre periferiche).

OCS inventory NG

http://www.ocsinventory-ng.org/

  

Fusion Inventory

http://fusioninventory.org/

  

La gestione delle infrastrutture IT con funzionalità di monitoraggio delle licenze e di gestione servizio help desk integrabile con OCS inventory NG

GLPI

http://glpi-project.org/

  

Monitorare e controllare la disponibilità e le performance di una infrastruttura IT. Raccogliere dati da qualsiasi tipo di dispositivo (server, apparato di rete, virtual machine). Alimentare uno storico di informazioni, con funzioni di visualizzazione (mappe, overview, grafici e dashboard) e metodi altamente flessibili di analisi dei dati per generare alert o azioni automatiche.

Zabbix

http://www.zabbix.com/

  

 

Acronimi

BSD: Berkley Software Distribution

FLOSS: Free/Libre e Open Source Software

FSF: Free Software Foundation

GNU: GNU is Not Unix La parola GNU si pronuncia /gnu:/ (gh-nù)

GNU GPL: GNU General Public License

GNU LGPL: GNU Lesser General Public License

GNU FDL: GNU Free Documentation License

MPL: Mozilla Public License

OSI: Open Source Iniziative

Definizioni

Licenza d'uso: è uno strumento giuridico con il quale il detentore dei diritti sull'opera regolamenta l'utilizzo e la distribuzione della stessa.

Software libero (free software): ogni tipo di software la cui licenza d'uso consenta la libera copia, modifica e redistribuzione del programma. Il termine è stato definito da Richard Stallmann e dalla FSF nel 1985, e pone l'accento sulla libertà di utilizzo.

Software Open Source: dal punto di vista pratico è la stessa cosa di software libero. Dal punto di vista del concetto intende essere più accettabile al mondo degli affari, ponendo l'accento sui vantaggi pratici ed eliminando riferimenti etici.

Software di dominio pubblico: è software senza copyright. In Italia questo concetto a rigore non esiste, perché l'autore non può rinunciare alla paternità dell'opera; effetti simili si possono ottenere con l'uso di una licenza permissiva, come la licenza di X del MIT. Ciò permette a chiunque di condividere il programma e i suoi miglioramenti. Tuttavia permette anche a chi non vuol cooperare di convertire il programma in software proprietario. Costoro possono infatti apportare modifiche, che siano significative o meno, e distribuire il risultato come prodotto proprietario. Chi riceve il programma nella forma modificata non ha la libertà data dall'autore originario; l'intermediario l'avrà rimossa.

Software protetto da copyleft: vuole rappresentare il copyright di colui che difende il proprio diritto di autore e vuole difendere la libertà della sua opera, imponendo che questa e le sue derivazioni restino libere. Una licenza di tal tipo impedisce che chi ridistribuisce il software (originale o modificato che sia), possa aggiungere delle ulteriori restrizioni. Il classico esempio di licenza di questo tipo è la licenza pubblica GNU-GPL.

Software semilibero: è software non libero, ma esso è distribuito, sempre con permesso, solo per i privati che hanno la possibilità di usarlo, copiarlo, distribuirlo e modificarlo senza scopo di lucro.

Software freeware: viene inteso generalmente come software gratuito, del quale non viene reso disponibile il codice sorgente. Può essere ridistribuito, ma non modificato.

Software shareware: con il termine shareware si fa riferimento a software proprietario che può essere ridistribuito, ma all'utente viene richiesto espressamente di pagare la licenza d'uso se dovesse continuare ad usarne una copia dopo il periodo di prova.

Open Content: contenuto aperto (coniato in analogia con Open Source) descrive un qualsiasi tipo di lavoro creativo, o contenuto, pubblicato sotto una licenza libera che permette esplicitamente la copia e la modifica da parte di qualcun altro.

Openness: apertura non è un concetto strettamente legato all'Open Source, ma è una filosofia che sta alla base di come operano vari gruppi ed organizzazioni . Si tratta di un concetto relativamente nuovo, può ad esempio caratterizzare la gestione di una comunità, liberando l'accesso alle informazioni o alle risorse necessarie per I progetti; apertura ai contributi provenienti da una vasta gamma di utenti / produttori / contribuenti, senza gerarchie e con una organizzazione fluida

Link di riferimento

Filosofia FLOSS

https://www.gnu.org/philosophy/philosophy.html

https://www.gnu.org/philosophy/open-source-misses-the-point.it.html

https://www.gnu.org/philosophy/when_free_software_isnt_practically_better.html

https://www.gnu.org/philosophy/government-free-software.html

https://www.gnu.org/licenses/copyleft.it.html

https://www.gnu.org/licenses/license-list.html

https://opensource.org/licenses/alphabetical

altre fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Open_source

http://www.archeologiadigitale.it/archeofoss/opensource/opensource.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Copyleft

http://www.agid.gov.it/agenda-digitale/open-data/dati-pubblici-condivisione

https://sira.arpat.toscana.it/sira/documenti/openness.pdf

https://en.wikipedia.org/wiki/Openness

http://tallinux.altervista.org/blog/lopen-source-spiegato-lego/?doing_wp_cron=1477337451.7584249973297119140625

Regole da seguire

La sezione è stata divisa in argomenti.

Nel primo è illustrato un esperimento/proposta di utilizzo di uno strumento di condivisione della conoscenza, naturalmente opensource. Poichè i GdA dovrebbero favorire le relazioni e le collaborazioni tra gli Enti, abbiamo ritenuto di proporre Openmeetings, per allargare i momenti di incontro e discussione, attualmenti limitati al palazzo Lybra, attraverso un sistema di videoconferenze.

Negli argomenti successivi sono illustrati alcuni processi di installazione e/o migrazione da software proprietari verso software opensource sulla base di esperienze dei partecipandi al Gruppo di Approfondimento. Per motivi di spazio sono indicati i passi ritenuti fondamentali reinviando le indicazioni di dettaglio in schede di approfondimento redatte appositamente o a guide già esistenti nel Web.

ARGOMENTO N. 1 - Openmeetings: collaborare in videoconferenza

Durante gli incontri del GdA, si è discusso del limite di dover recarsi presso Regione Veneto per partecipare agli incontri e di cercare una soluzione per agevolare i colleghi lontani. È stato proposto di valutare uno strumento per le videconferenze.

La scelta e caduta su Openmeetings, software libero rilasciato con licenza Apache Software License pensato per realizzare videoconferenza, condividere documenti e desktop tra i partecipanti.

Il software è stato sviluppato da un ragazzo tedesco, Sebastian Wagner ed ora è divenuto uno dei progetti ospitati dalla fondazione Apache http://openmeetings.apache.org/. L'intero software si basa su Red5, un server video per flash rilasciato con licenza LGPL.

Le caratteristiche principali del prodotto sono:

  • Conferenze audio e video

  • Registrazione dell'evento e condivisione dello schermo

  • Funzione di moderatore

  • Lavagna e Chat

  • Gestione di utenti e gruppi

  • Messaggistica privata

  • Pianificazione degli eventi integrati con calendario

  • Sondaggi e votazioni

  • Plugin per l'integrazione con Asterisk e Zimbra

Per testare il prodotto abbiamo messo in esercizio un server di prova. Il software lato server non richiede grandi risorse, 1GHz CPU 1 GB RAM è il minimo richiesto; è stato installato su una macchina virtuale con sistema operativo Debian GNU Linux versione 8.6 seguendo il tutorial "Installation OpenMeetings 3.1.x on Debian 8" disponibile sul sito del progetto openmeeting https://cwiki.apache.org/confluence/display/OPENMEETINGS/Tutorials+for+installing+OpenMeetings+and+Tools

Il tutorial è molto dettagliato ed in poco tempo si riesce ad avere il prodotto funzionante.

Lato client, essendo completamente web based basta un browser aggiornato con installati i plugin Flash e Java, quest'ultimo necessario solamente per la condivisione del desktop; la parte audio/video viene gestita con Flash.

La grafica asciutta rende l'esperienza di utilizzo non paragonabile ai più blasonati prodotti commerciali, ma comunque il progetto è valido ed il risultato finale è più che soddisfacente.

ARGOMENTO N. 2 - Protocollo di migrazione a LIBREOFFICE

La procedura di migrazione si suddivide in due Macrofasi all'interno delle quali si sviluppano sotto-attività specifiche.


Pre-Migrazione

Rappresenta la fase di analisi della fattibilità del progetto e si suddivide in:

  1. Definizione del progetto di migrazione;

  2. Attività di comunicazione indirizzata a tutto l'ente e non solo ai futuri utilizzatori di Libre Office, che spieghi le strategie aziendali e le motivazioni che stanno dietro alla scelta di migrazione.

Migrazione

Rappresenta la fase di migrazione effettiva e si suddivide in:

  1. Analisi della situazione esistente con particolare riferimento all'integrazioni con applicazioni di terze parti, lo sviluppo di modelli di documenti e lo studio delle eventuali macro da migrare;

  2. Implementazione del "test di impatto" per determinare eventuali problemi che potrebbero sorgere durante la migrazione massiva dando la possibilità di procedere con lo sviluppo di bug fixes e risolvere problemi di compatibilità;

  3. Formazione su libre office differenziata per tipologia di utenza;

  4. Definizione delle modalità di supporto agli utenti come ad es. creare delle FAQ, gestire un supporto di primo e secondo livello,ect;

  5. Distribuzione di Libre Office su tutti i PC, compresi su quelli degli utenti che sono stati autorizzati a mantenere anche Microsoft Office;

  6. Procedere con le evoluzioni (ad .es. utilizzo di funzionalità avanzate).

Le guide di riferimento relative alla migrazione e alla formazione sono scaricabili dal sito della Document Foundation all'indirizzo:

http://www.documentfoundation.org/certification/reference/

ARGOMENTO N. 3 Migrazione verso Mozilla THUNDERBIRD

Perché passare a Mozilla Thunderbird

Mozilla Thunderbird è un client di posta elettronica: anche se da alcuni mesi non è più finanziato da Mozilla Foundation, continua ad essere sviluppato e aggiornato da una comunità indipendente, grazie alla sua natura open source.

È possibile personalizzarlo secondo le proprie esigenze installando estensioni con varie funzionalità.

Lo stesso non si può dire per altri programmi ampiamente utilizzati nella PA, come Outlook Express (non più sviluppato da oltre 10 anni) e Windows Live Mail (sarà decommissionato da Microsoft nel mese di gennaio 2017).

Di seguito si riassumono le principali problematiche relative alla migrazione.

Migrazione da Outlook Express

Thunderbird prevede al suo interno un'ottima procedura per la migrazione diretta da Outlook Express. Completata la procedura, tuttavia, è necessario verificare la correttezza di alcune impostazioni, come:

  • le preferenze di archiviazione, per il fatto che Outlook Express non prevede la gestione di cartelle di posta separate per account (se non attraverso identità distinte)

  • le opzioni di composizione, in particolare la modalità di scrittura (HTML/testo) e l'inserimento della "firma"

  • la presenza di alcune cartelle non previste, perché riconosciute erroneamente da Thunderbird come cartelle di posta

  • l'inserimento dei dati di accesso al server di posta, in particolare della password

Può essere inoltre necessario rinominare alcuni file nella cartella del profilo personale, in modo che i loro nomi corrispondano a quelli della nomenclatura utilizzata da Thunderbird

Migrazione da Windows Live Mail

In Thunderbird la migrazione da Windows Live Mail supporta solamente le impostazioni degli account di posta. Le cartelle con i messaggi devono essere importate attraverso un'estensione, ImportExportTools, selezionando la cartella di archiviazione di Windows Live Mail (dove i messaggi sono memorizzati come singoli file *.eml).

Anche in questo caso sono da verificare:

  • le opzioni di composizione, in particolare la modalità di scrittura (HTML/testo) e l'inserimento della "firma"

  • la presenza di alcuni account non previsti

I messaggi importati da ImportExportTools devono poi essere spostati a livello di file nel profilo personale nelle loro posizioni corrette.

Sono note alcune limitazioni nel processo di migrazione:

  • tutti i messaggi importati in Thunderbird risulteranno come non letti

  • i nomi delle cartelle troppo lunghi vengono troncati (si dovrà riaprire Windows Live Mail per verificare il loro nome esatto)

  • la rubrica dei contatti deve essere importata manualmente, dopo averla esportata da Windows Live Mail in formato CSV

 

ARGOMENTO N. 4 - Implementare una raccolta log centralizzata

Sfruttando le potenzialità rsyslog e NXLOG è possibile realizzare un sistema centralizzato di raccolta dei log provenienti da sistemi/apparati diversi.

La soluzione può essere utile per la raccolta dei dati relativi al tracciamento degli accessi degli amministratori di sistema come richiesto dalla normativa.

I passi necessari sono:

  1. Creare un server di raccolta log e relativo database

  2. Abilitare l'archiviazione dei log su database mediante un syslog)

  3. raccolta ed inoltro dei log da un sistema server (log collector)

  4. utilizzare un'interfaccia web per la consultazione dei log raccolti (log analyzer)

ARGOMENTO 5 -WPKG: distribuzione automatica del software

WPKG è una soluzione open source (costituita da una parte client e da una parte server) pensata per la distribuzione, aggiornamento e rimozione automatici del software in dotazione ai PC di una rete aziendale.

Permette la gestione di profili associabili a diverse macchine, in modo da consentire installazioni differenziate a seconda dell'utilizzatore e del settore di appartenenza.

Checklist installazione

  1. Predisporre una condivisione SMB su un server, nella quale vanno inseriti i file del programma di aggiornamento, e gli installer del software monitorato

  2. Prima di includere un software nel monitoraggio di WPKG, verificare che questo supporti procedure di installazione, aggiornamento e rimozione completamente "silenti" (cioè che non richiedano alcuna interazione con l'utente). Info alla pagina http://wpkg.org/Category:Silent_Installers

  3. Configurare sul server i file di tipo pacchetto, contenenti le istruzioni necessarie per l'installazione, aggiornamento e rimozione del software associato. Info alla pagina http://wpkg.org/Packages.xml

  4. Configurare sul server i file di tipo profilo, dove vanno definite le associazioni con i pacchetti creati in precedenza. Info alla pagina http://wpkg.org/Profiles.xml

  5. Configurare sul server i file di tipo host, dove si definiscono le associazioni tra computer e profili, e quindi al software da installarvi. Info alla pagina http://wpkg.org/Hosts.xml

  6. Installare e configurare il client Wpkg-GP su tutte le postazioni da monitorare

  7. Se necessario, con alcune modifiche al registro di sistema e ai criteri di gruppo del PC si possono eseguire gli script di WPKG allo spegnimento (anziché all'avvio)

  8. Per verificare il funzionamento di WPKG, è possibile esaminare il Visualizzatore Eventi di Windows: vi vengono riportati gli esiti dei controlli dichiarati nei pacchetti

 

Azioni da evitare

ARGOMENTO N. 1 Non conoscere le licenze

La prima cosa da evitare è scegliere un software per la propria organizzazione senza conoscere le limitazioni al suo utilizzo, di seguito sono evidenziati alcuni concetti fondamentali per distinguere le diverse licenze.

Software libero vs. software proprietario

Secondo la Free Software Foundation (FSF) un programma è software libero se gli utenti possono godere pienamente delle quattro libertà fondamentali:

  • Libertà 0 - Libertà di eseguire il programma come si desidera, per qualsiasi scopo.

  • Libertà 1 - Libertà di studiare come funziona il programma e di modificarlo in modo da adattarlo alle proprie necessità. L'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.

  • Libertà 2 - Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo.

  • Libertà 3 - Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti apportati (e le versioni modificate in genere), in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio. L'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.

In questa definizione non sono compresi:

  • i programmi distribuiti gratuitamente (freeware), qualora non prevedano l'accesso al codice sorgente e la possibilità di modificarlo

  • i programmi che impongono il pagamento di una licenza per il loro utilizzo dopo un determinato periodo (shareware)

  • il software di "pubblico dominio", per il quale cioè è stata esplicitamente disconosciuta ogni paternità autoriale: ciò non implica che il sorgente sia disponibile (Nota: la normativa italiana non prevede il disconoscimento volontario di tale paternità, distinguendo tra "diritto di autore morale" - comunque garantito ai creatori di un'opera - e "diritto di sfruttamento economico" ripudiabile o cedibile dai creatori dell'opera ad altri soggetti)

Software open source vs. software libero

Sebbene i due termini vengano spesso usati come sinonimi, ci sono alcune differenze: nel primo caso ad essere garantita è la libertà di accesso al codice sorgente dell'applicativo, nel secondo invece ha un aspetto prioritario la libertà di utilizzo del software stesso da parte degli utenti.

Nella maggior parte dei casi, un "software libero" è anche "open source" e viceversa, per questo motivo i due termini hanno finito con l'essere interscambiabili. Ma in alcune licenze, pur con il rilascio dei sorgenti, è contemplata la limitazione dell'utilizzo in determinati scopi (rendendo così il software non libero)

Le limitazioni principali delle licenze proprietarie

Sono licenze non libere tutte quelle che in qualche modo limitano l'utilizzo di un software. Tra i vari criteri che possono essere previsti si registrano:

  • il tempo di utilizzo: si può utilizzare il software nella sua integrità per un periodo di tempo prestabilito, trascorso il quale le funzionalità possono essere ridotte, bloccate o eliminate

  • il contesto di utilizzo: esempio più comune è la distinzione tra uso personale e commerciale, per quest'ultima a volte è richiesta una licenza d'uso specifica

  • l'ambiente di esecuzione: in questo caso l'utilizzo del software è vincolato ad una specifica piattaforma (per i sistemi embedded), postazione o dispositivo (per le licenze OEM, Original Equipment Manufacturer)

  • il carico di lavoro: una licenza può distinguere tra utilizzo su singole macchine e utilizzo centralizzato su un server, o ancora vincolare l'uso ad un certo numero di postazioni, dispositivi, connessioni o utenti simultanei

  • il disassemblaggio (reverse engineering) o l'analisi del codice sorgente: queste ultime attività, in assenza di una specifica autorizzazione da parte degli autori del software, sono comunque vietate dalla normativa italiana sul diritto d'autore.

Le principali licenze libere e open source

Ciò che accomuna le varie licenze libere è il concetto di "copyleft" coniato da Richard Stallman, fondatore di FSF: in breve, attraverso gli stessi strumenti previsti dalle principali leggi sul diritto d'autore (il "copyright" a cui sembra contrapporsi), è il creatore del software che stabilisce quante e quali restrizioni eliminare al suo utilizzo.

La FSF originariamente prevedeva due tipologie di licenze libere:

  • la GNU General Public License (GPL) è la licenza meno restrittiva in assoluto: non solo è consentito utilizzare, copiare, distribuire e modificare il software, ma si stabilisce che eventuali opere derivate devono essere rilasciate sotto gli stessi termini della licenza

  • la Lesser General Public License (LGPL) è simile alla GPL, ma non specifica limitazioni o restrizioni sulla distribuzione di opere derivate. Nacque successivamente alla GPL in quanto questa licenza comporta problemi nel caso si intende integrare componenti GPL in software proprietari

  • A queste licenze se ne sono aggiunte altre in seguito, con l'obiettivo di intensificare o attenuare il concetto di copyleft previsto inizialmente:

  • la Affero General Public License (AGPL) è una variante della GPL pensata per regolamentare l'uso del software di rete: l'utente ha il diritto di ottenere copia dei sorgenti anche se il software non è eseguito sulla sua postazione, il diritto di copyleft è pertanto rafforzato

  • la Mozilla Public License (MPL), al contrario, prevede un copyleft più debole: si deve conservare la stessa licenza dei file sorgenti originali in caso di modifica, ma nuovi file che realizzano funzionalità aggiuntive possono avere una propria licenza

  • la licenza MIT (Massachussets Institute of Technology license) consente la redistribuzione del software con o senza sorgenti, con o senza modifiche a patto di evidenziare la nota di copyright indicata nella licenza e di includere la licenza stessa nel materiale distribuito con il software

  • la licenza BSD (Berkeley Software Development license) è simile alla MIT, inoltre vieta esplicitamente l'utilizzo del nome dell'autore per promuovere le opere derivate dal software

  • la licenza Apache, che permette la modifica del software evidenziando quali file sono stati modificati, e richiede il mantenimento di tutte le attribuzioni (copyright, marchi, brevetti) previste dal software originario

Anche l'Unione Europea ha definito una propria licenza (EUPL, European Union Public License), con traduzione ufficiale in 22 lingue, utilizzabile per progetti open source.

Le licenze Creative Commons

Il rilascio di un software mediante le licenze Creative Commons (CC) pone quest'ultimo in una misura intermedia tra software libero e proprietario. L'obiettivo primario di questa serie di licenze è quello di permettere il libero utilizzo e distribuzione delle opere.

Tutte le sei licenze prevedono come clausole base:

  • il diritto di libera condivisione delle opere, rilasciate con una qualsiasi licenza

  • l'obbligo di citare l'autore originale in modo che non risultino avvalli di quest'ultimo all'utilizzo dell'opera (clausola BY - Attribution)

È possibile aggiungere un'ulteriore restrizione relativamente al riutilizzo dell'opera esclusivamente in ambito non commerciale (clausola NC - Non Commercial).

Altre condizioni, compatibili con le precedenti ma non tra loro, che si possono aggiungere riguardano limitazioni sulla distribuzione delle opere modificate:

  • può essere vietata del tutto (clausola ND - Non Derivative)

  • può essere vincolata al rilascio dell'opera modificata con la stessa licenza (clausola SA - Share Alike)

In assenza di queste ultime condizioni, la distribuzione di opere modificate è sempre possibile, salvo quanto previsto dall'eventuale clausola NC. Tuttavia le licenze CC, se utilizzate per il software, non lo rendono libero, proprio per l'obbligo di base della clausola BY.

Fonti - Riferimenti

https://www.gnu.org/philosophy/free-sw.it.html (definizione di software libero)

https://www.gnu.org/philosophy/categories.it.html (classificazione del software libero e non libero)

http://download.html.it/guide/guida-licenze-software/ (guida alle principali licenze software)

https://opensource.org/licenses/category (le licenze riconosciute dalla Open Source Initiative, suddivise per categoria)

https://joinup.ec.europa.eu/community/eupl/og_page/eupl (sito su European Union Public License)

https://creativecommons.org/licenses/ (licenze Creative Commons)

ARGOMENTO N. 2 Sottovalutare un processo di migrazione

Il Sistema Informativo Comunale è parte integrante di qualsiasi flusso di lavoro amministrativo e tecnico di una PA; ed è essenziale per la produttività degli utenti che utilizzano personal computer nell'Ente.

Il passaggio ad alcune soluzioni opensource è molto facile a livello personale, mentre la migrazione di un applicativo condiviso è spesso un passaggio complesso per le Amministrazioni a causa dei problemi di fondo rappresentati sia dalla resistenza al cambiamento insita nelle dinamiche di gruppo che per l'integrazione nell'infrastruttura complessiva.

Una prima fase essenziale è la scelta della soluzione da adottare. Le modalita' e i criteri definiti dall'AgID previsti dall'Art. 68 per l'analisi comparativa delle soluzioni indicate dalle Linee guida della Circolare 6 dicembre 2013 n.63 sono complesse.

Un esempio di applicazione ed un utile guida è il documento: OPENSOURCER. OPEN SOURCE E RIUSO PER LA PA IN EMILIA-ROMAGNA. Mappatura delle soluzioni e linee guida per l'adozione di software Open Source e delle soluzioni a Riuso.

Normativa di riferimento

D.Lgs. 82/2005: "Codice dell'Amministrazione Digitale" s.m.i.

Legge Finanziaria 2007 (L. 27 dicembre 2006 n.296): art. 491

L.R. 19/2008: Norme in materia di pluralismo informatico, diffusione del riuso e adozione di formati per documenti digitali aperti e standard nella Società dell'informazione del Veneto.

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