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WikiVenetoPa Un sistema on line di raccolta di linee guida e di FAQ sempre a supporto degli operatori della PA e si rifa ai "Cinque pilastri" di Wikipedia:
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GDA Amministrazione Trasparente - Documento Master

 

WIKIVENETOPA - Amministrazione Trasparente

La Legge 6 novembre 2012, n. 190 (c.d. Legge Anticorruzione) ha delegato il Governo ad adottare un decreto per il riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni: la trasparenza è infatti la prima misura per la prevenzione dei fenomeni corruttivi rappresentando lo strumento più efficace con il quale ogni cittadino può esercitare il c.d. "controllo diffuso" sull'andamento e sulla gestione dell'attività amministrativa. Le amministrazioni, per essere “trasparenti”, devono dunque rendere totalmente accessibili le informazioni riguardanti la propria organizzazione e attività. Il 20 aprile 2013 è così entrato in vigore il D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 (c.d. "Decreto trasparenza") con il quale è stato disposto che tutte le informazioni oggetto di pubblicazione ai sensi del decreto stesso siano "collocate e debitamente segnalate nell'ambito della sezione Amministrazione Trasparente" accessibile direttamente dalla home page dei siti istituzionali delle Pubbliche Amministrazioni. Il decreto disciplina inoltre le modalità  e la tempistica di pubblicazione delle informazioni nonché le condizioni per il loro utilizzo.

 

Acronimi

ANAC:  Autorità Nazionale Anti Corruzione
AVCP:  Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici
CIVIT:  Commissione Indipendente per a valutazione delle Traparenza e Integrità dell'attività della PA
OIV:  Organismo Indipendente di Valutazione
PNA:  Piano Nazionale Anticorruzione
PTPC:  Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione
PTTI:  Programma Triennale per la Trasparenza e l'Integrità

 

 

Definizioni

ACCESSO CIVICO: vedi l'argomento “L'ACCESSO CIVICO”.

ATTIVITA' DI PUBBLICO INTERESSE: sono attività di pubblico interesse quelle riferibili all'esercizio di funzioni amministrative, attività di produzione di beni e servizi a favore delle pubbliche amministrazioni, di gestione di servizi pubblici o di concessioni di beni pubblici.

ATTIVITÀ PROFESSIONALE: qualsiasi professione, sia essa regolamentata (attraverso l'iscrizione ad un albo) o meno, come libero professionista o come dipendente; l'attività professionale deve avere carattere continuativo, abituale (sempre la stessa) e remunerativo.

BENEFICI ECONOMICI: elargizione di vantaggi economici senza che a questi corrisponda una controprestazione da parte del beneficiario. Il beneficio economico può essere diretto quando vi è un materiale uscita dalle casse della PA; è indiretto quando questo costituisce per la PA una mancata entrata (ad esempio nel caso di concessione in uso gratuito di un immobile comunale il cui utilizzo è tariffato). Nel caso di beneficio indiretto, quest'ultimo, ai fini della pubblicazione sul sito, deve essere quantificato.

CARTA DEI SERVIZI: la Carta dei Servizi è il documento con il quale ogni Ente erogatore di servizi assume una serie di impegni nei confronti della propria utenza riguardo i propri servizi, le modalità di erogazione, gli standard di qualità e informa l’utente sulle modalità di tutela previste. L’introduzione della Carta dei servizi come strumento di tutela per i cittadini si ha con la Direttiva del presidente del Consiglio dei ministri del 27 gennaio 1994 "Principi sull’erogazione dei servizi pubblici".
Nella Carta dei Servizi l’Ente dichiara quali servizi intende erogare, le modalità e gli standard di qualità che intende garantire e si impegna a rispettare determinati standard qualitativi e quantitativi, con l’intento di monitorare e migliorare la qualità del servizio offerto.

CLASS ACTION: la “class action” o “azione di classe” è il processo che può essere attivato da ciascun soggetto danneggiato, anche mediante associazioni cui dà mandato o comitati cui partecipa.
Si tratta di uno strumento di tutela collettiva risarcitoria idoneo ad ottenere il risarcimento del danno subito da un gruppo di cittadini a causa dell’illecito seriale prodotto da un soggetto. La soluzione della questione comune avviene con effetti ultra partes per tutti i componenti presenti e futuri della categoria.

CONCESSIONI: provvedimento amministrativo con cui la pubblica amministrazione conferisce ex novo attive al beneficiario, ampliandone la sfera giuridica.
Si suddividono in due macro-categorie:
1. concessioni traslative, con cui viene trasferito al destinatario del provvedimento un diritto soggettivo o un potere di cui la P.A. è titolare, ma che la stessa non intende esercitare direttamente, pur rimanendo la titolarità del diritto in testa alla P.A. (concessione su beni demaniali o patrimoniali indisponibili, concessioni di servizi pubblici, concessioni di pubbliche potestà, ad es. esattoria e , concessioni di attività edilizia);
2. concessioni costitutive, con cui vengono conferiti al privato diritti o facoltà che non trovano corrispondenza in precedenti diritti o facoltà dell'amministrazione.

CONDIZIONE DI EFFICACIA DELL'ATTO: l'atto ancorchè perfezionato, non è efficace fintanto che non sia stato publbicato nella pertinente sezione di “Amministrazione trasparente”; la mancata pubblicazione comporta l'impossibilità di dare esecuzione ai contenuti dell'atto oggetto di pubblicazione e di erogare le somme che in esso, a qualsiasi titolo, sia stabilito di erogare. L'erogazione di somme in forza di un atto non efficace comporta l'applicazione, nei confronti del responsabile del procedimento, sia pecuniarie che disciplinari (cfr l'argomento “Le sanzioni”).

CONTRIBUTI: ai fini dell'art. 14, si intende l'erogazione effettuata a sostegno parziale dell'attività politica del percettore, senza una precisa destinazione. In via generale,vedi “BENEFICI ECONOMICI”.

CUSTOMER SATISFACTION: Con il termine Customer satisfacion, che tradotto significa soddisfazione del cliente, si indica generalmente un articolato processo volto a rilevare il grado di soddisfazione di un cliente/utente nell’ottica del miglioramento del prodotto/servizio offerto. Il concetto di soddisfazione è strettamente collegato alle aspettative esplicite e latenti del cliente/utente e alla percezione della qualità del prodotto/servizio.
Rilevare la customer satisfaction per un’azienda privata o un ente pubblico, significa quindi attivare un orientamento verso il cliente/utente e un orientamento verso il miglioramento della qualità dei servizi/prodotti.

ENTI DI DIRITTO PRIVATO IN CONTROLLO PUBBLICO: enti di diritto privato sottoposti a controllo da parte di amministrazioni pubbliche, oppure gli enti costituiti o vigilati da pubbliche amministrazioni nei quali siano a queste riconosciuti, anche in assenza di una partecipazione azionaria, poteri di nomina dei vertici o dei componenti degli organi. Si ricorda che l'articolo 2359 c.c. definisce “società controllate”:
1) le società in cui un'altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell'assemblea ordinaria;
2) le società in cui un'altra società dispone di voti sufficienti per esercitare un'influenza dominante nell'assemblea ordinaria;
3) le società che sono sotto influenza dominante di un'altra società in virtù di particolari vincoli contrattuali con essa.

ENTI DI DIRITTO PRIVATO REGOLATI O FINANZIATI DALLA PA: le società e gli altri enti di diritto privato, anche privi di personalità giuridica, nei confronti dei quali l'amministrazioen che conferisce l'incarico o la carica:
1.svolga funzioni di regolazione dell'attività principale che comportino, anche attraverso il rilascio di autorizzazioni o concessioni, l'esercizio continuativo di poteri di vigilanza, di controllo o di certificazione
2.abbia una partecipazione minoritaria nel capitale
3.finanzi le attività attraverso rapporti convenzionali, quali contratti pubblici, contratti di servizio pubblico e di concessione di beni pubblici.
In via preordinata, la questione è quella di stabilire se i requisiti sopra enumerati debbano sussistere contemporaneamente o alternativamente.
L'Autorità, con parere UPAG/AG/09/15/AC si è espressa in questo senso:
- esclude che, per ricadere nella definizione in esame, sia sufficiente uno qualsiasi dei tre requisiti, stante che la locuzione da definire parla di “enti REGOLATI O FINANZIATI”; non potrebbe, quindi, perché possa applicarsi la normativa di divieto in esame, essere sufficiente la presenza del solo requisito della partecipazione minoritaria da parte di un'amministrazione;
- poichè la locuzione da definire utilizza la congiunzione “o” (regolati o finanziati), è necessaria e sufficiente la presenza, anche disgiunta, di uno dei due requisiti tra la regolazione e il finanziamento (in questo senso anche l'orientamento ANAC 107/2014).

ENTI FINANZIATI: gli enti nei quali l'amministrazione competente finanzi le attività attraverso rapporti
convenzionali, quali contratti pubblici, contratti di servizio pubblico e di concessione di beni pubblici

ENTI VIGILATI: gli enti nei quali l'amministrazione competente svolga funzioni di regolazione dell'attività principale che comportino, anche attraverso il rilascio di autorizzazioni o concessioni, l'esercizio continuativo di poteri di vigilanza, di controllo o di certificazione;

FINANZIAMENTO: ai fini dell'art. 14, si intende l'erogazione finalizzata al sostenimento completo di una precisa spesa del percettore. In via generale, vedi “BENEFICI ECONOMICI” (cfr anche "CONTRIBUTI").

FORMATO APERTO: vedi l'argomento “IL FORMATO”.

INCARICHI AMMINISTRATIVI DI VERTICE: incarichi di segretario generale, di direttore generale e di posizioni assimilate (cfr allegato A det. 50/2013 CIVIT).

INCARICHI DI COLLABORAZIONE: tutti gli incarichi individuali, conferiti con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa, disciplinati dagli artt. 2222 ss. Cod. Civ. (contratti d'opera) e caratterizzati dall'assenza di un rapporto di subordinazione con il committente (art. 7 co. 6 D.Lgs. 165/2001).

INCARICHI DI CONSULENZA: tutti gli incarichi il cui contenuto coincida con il contratto di prestazione d'opera intellettuale ex artt. 2229-2238 cc (Linee guida Corte dei conti n. 6/2005) e caratterizzato dalla resa di un parere o comunque di una relazione e dall'assenza di un rapporto di subordinazione con il committente.
Non sono da annoverarsi in questa categoria gli incarichi disciplinati dal D.Lgs. 163/2006 che si configurano come prestazioni di servizi attinenti l'architettura e l'ingegneria (All. IIB): in quanto prestazione di servizi, sarà necessario tracciare il flusso finanziario attraverso l'acquisizione del CIG ; il servizio sarà dunque oggetto di pubblicazione ai sensi dell'art. 1 comma 32 della L. 190/2012 (cfr l'argomento “I PROVVEDIMENTI”).

INCARICHI DIRIGENZIALI: incarichi in forma dei quali il soggetto incaricato ricopre il ruolo di dirigente. Secondo l'orientamento di ANAC, è necessario valtare anche le posizioni organizzative qualora le specifiche deleghe possano equiparare, anche solo parzialmente, la posizione del funzionario a quella del dirigente per quanto riguarda i poteri decisionali.

INCARICHI E TITOLARITÀ DI CARICHE: presidente con deleghe gestionali dirette, amministratore delegato, posizioni di dirigente, svolgimento stabile di attività di consulenza a favore della PA (cfr art. 1 co. 1 lett. d) D.Lgs. 39/2013.

PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI: il procedimento amministrativo, nell'ordinamento giuridico italiano, è una sequenza preordinata di atti e di operazioni materiali finalizzata all'emanazione di un provvedimento amministrativo. Esso definisce l'azione dell'amministrazione pubblica nel perseguimento del pubblico interesse e la vincola al rispetto di regole preordinate, caratteristica generale dei moderni ordinamenti.

SEMESTRALMENTE:  L'allegato 2 “Documento tecnico” alla delibera CIVIT 50/2013, al paragrafo 2 “Aggiornamento” correla l'aggiornamento semestrale alla pubblicazione di tutti quei “dati che sono suscettibili di modifiche frequenti ma per i quali la norma non richiede espressamente modalità di aggiornamento eccessivamente onerose in quanto la pubblicazione implica per l’amministrazione un notevole impegno, a livello organizzativo e di risorse dedicate, tanto più per gli enti con uffici periferici. Come per l'aggiornamento tempestivo, è possibile, nel PTTI, precisare ulteriormente il significato di “aggiornamento semestrale”: in via esemplificativa,  prevedendo che l'aggiornamento delle informazioni relative al I semestre dell'anno avvenga entro il mese di luglio dell'anno stesso e quello  delle informazioni relative al II semestre entro il mese di gennaio dell'anno seccessivo.

 

SERVIZI PUBBLICI: servizi definiti dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 gennaio 1994, anche se svolti in regime di concessione o mediante convenzione, come quelli svolti a garantire il godimento dei diritti della persona, costituzionalmente tutelati, alla salute, all’assistenza e previdenza sociale, all’istruzione e alla libertà di comunicazione, alla libertà e alla sicurezza della persona, alla libertà di circolazione, ai sensi dell’art. 1 della legge 12 giugno 1990, n. 146, e quelli di erogazione di energia elettrica, acqua e gas. Per gli enti locali normalmente consistono nella gestione delle risorse idriche, del trasporto pubblico, del ciclo dei rifiuti, e sono erogati tramite specifiche aziende di servizio.

SOVVENZIONI: concessioni aventi ad oggetto somme di denaro.

STANDARD DI QUALITA’: la definizione degli standard di qualità di un servizio presuppone molteplici e differenti operazioni sia sul versante interno che esterno dell’organizzazione.
Da una parte, infatti, è necessario, dopo che il vertice ha stabilito la mission del servizio, che essa venga diffusa, in primo luogo, a coloro che lavorano all’interno della stessa organizzazione e a coloro che si occuperanno dello stesso servizio, stabilendo anche nello specifico gli obiettivi e i risultati da conseguire.
Dal punto di vista esterno, invece è necessario informare i clienti/utenti in maniera precisa rispetto al livello e alle caratteristiche del servizio che possono aspettarsi di ricevere, e consolidarne l’immagine attraverso la promozione.
Infine, è importante offrire la possibilità di controllare il servizio e di reclamare/intervenire se questo non rispetta gli standard annunciati.
Per definire gli standard è necessario definire le dimensioni significative del servizio, le quali devono tenere conto di ciò che è effettivamente importante per gli utenti del servizio e di ciò che contribuisce all’efficacia del risultato finale (ad esempio, in un servizio di trasporto pubblico, le dimensioni possono riguardare: puntualità; pulizia; sicurezza; cortesia del personale; livello di copertura del territorio, etc.).

TEMPESTIVAMENTE:  L' allegato 2 “Documento tecnico” alla delibera CIVIT 50/2013, al paragrafo 2 “Aggiornamento” definisce “Tempestiva” la pubblicazione che va fatta nell'immediatezza della creazione dell'informazione oggetto della pubblicazione stessa. Il D.Lgs. 33/203 disciplina la cadenza degli aggiornamenti sia puntualmente, cioè prevedendone la cadenza in relazione allo specifico adempimento, sia in via generale all'art. 8  ai sensi del quale si prevede che “i documenti contenenti atti oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente sono pubblicati tempestivamente sul sito istituzionale dell’amministrazione  e quindi, laddove la norma non menziona in maniera esplicita l’aggiornamento, si deve intendere che l’amministrazione sia tenuta alla pubblicazione e, di conseguenza, a un aggiornamento tempestivo. Nel PTTI può essere ulteriormente precisato il concetto di “tempestività”: in via esemplificativa, prevedendo che l'aggiornamento tempestiva debba avvenire al più tardi entro i cinque giorni lavorativi successivi allla generazione dell'informazione.

TITOLARI DI INCARICO POLITICO: vedi APPROFONDIMENTO

 

Link di riferimento

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2012-11-06;190!vig=
Legge 6 novembre 2012, n. 190 (c.d. Legge anticorruzione”) per la consultazione art. 1 co. 32

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33
Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 per consultazione artt. 15, 23, 26 e 27

http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3134436
Linee Guida del Garante della Privacy del 14 maggio 2014 per la consultazione del capoverso relativo alla anonimizzazione degli atti

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?id=0a2a82c50a7780421b118447817eb89b
Delibera CIVIT 59/2013 per la consulatzione delle precisazioni sulla publbicazione ex artt. 26 e 27

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2013/50/All.-1-obblighi-di-pubblicazione1.pdf
Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione” alla Delibera CIVIT 50/2013 per la consultazione degli adempimenti nelle diverse sezionni di “Amministrazione trasparente”

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2013/50/Allegato-2-documento-tecnico1.pdf
Allegato 2 “Documento tecnico” alla Delibera CIVIT 50/2013 per la consultazione della  tempistica di pubblicazione

 

Regole da seguire

 

ARGOMENTO N. 1 

Lo scadenziario degli adempimenti

 

SCADENZIARIO CONTROLLI, TRASPARENZA E PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE

SCADENZA

ADEMPIMENTO

RIFERIMENTI NORMATIVI

AGGIORNAMENTO

31/01 DI OGNI ANNO

ADOZIONE/AGGIORNAMENTO PROGRAMMA TRIENNALE DELLA TRASPARENZA

Art. 10 D.Lgs. 33/2013 + DELIBERA EX CIVIT N.50 DEL 4/7/2013 punto 2.1

Il PTTI è unificato al PTPC (art. 10 D.lgs. 33/13 +pagg. 6 e 18 PNA 2016)

31/01 DI OGNI ANNO

ADOZIONE PIANO TRIENNALE DELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE

Art. 1 c. 8 della legge n. 190/2012

 

31/01 DI OGNI ANNO

 

art. 1 comma 32 Legge 190/2012  + integrazione contenuti (CIG e procedura prescelta) ex Deliberazione n. 26 del 22 maggio 2013, secondo le specifiche tecniche  di cui all'allegato al Comunicato del Presidente dell’Autorità del 27 maggio 2013

 

31/03 DI OGNI ANNO

Obiettivi di accessibilità nel proprio sito web

L’articolo 9, comma 7, del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179

 

30/04 DI OGNI ANNO

PER I COMUNI SOPRA I 15.000 ABITANTI E PER PRESIDENTE DEI PROVINCIA:
Referto annuale sul
funzionamento dei controlli interni

TERMINE INDICATIVO, FISSATO ANNUALMENTE CON DELIBERA DELLA COMPETENTE CORTE DEI CONTI – SEZIONE DI CONTROLLO

 

15/12 DI OGNI ANNO

RELAZIONE ANNUALE ANTICORRUZIONE: PUBBLICAZIONE  ED INVIO A DIRIGENTI E CONSIGLIO COMUNALE DELLA RELAZIONE ANNUALE SUI CONTROLLI (include relazione sui controlli interni e sulla formazione del personale).

art. 1, comma 14, della legge n. 190/2012 + dal Piano Nazionale Anticorruzione (paragrafo 3.1.1., p.30) + delibera annuale CIVIT che approva lo schema di relazione

 

31/1 DI OGNI ANNO

PUBBLICAZIONE DELL'ATTESTAZIONE DA PARTE DELL'OIV DEGLI OBBLIGHI DI PUBBLICAZIONE AL 31 DICEMBRE DELL'ANNO PRECEDENTE.

 DELIBERA ANNUALE DI ANAC

 

TEMPESTIVAMENTE

INVIO AD ANAC DEL MODULO SCARICABILE DA SITO CONTENENTE LA NOMINA DEL RESPONSABILE ANTICORRUZIONE – AGGIORNAMENTO IN CASO DI VARIAZIONE DEL SOGGETTO RESPONSABILE

INFORMAZIONI DAL SITO ISTITUZIONALE: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Servizi/ServiziOnline/NomineRespPrevCorruzioneRPC

 

TEMPESTIVAMENTE

INVIO AD ANAC DELL'URL DI PUBBLICAZIONE DEL CODICE DI COMPORTAMENTO INTEGRATIVO (redatto ai sensi della delibera CIVIT 75/2013)

COMUNICATO ANAC DEL 26 FEBBRAIO 2014: comunicazione url mediante semplice mail all'indirizzo codicicomportamento@anticorruzione.it  

 

 

 

NOTA: Con comunicazione del 18 febbraio 2015 il presidente di ANAC ha chiarito che le PA sono tenute esclusivamente alla pubblicazione sul sito istituzionale del PTPC e del PTTI. Pertanto nessun documento deve essere inviato, per posta elettronica o tradizionale, all'Autorità.
http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/ComunicatiPresidente/2015/ComPres.18.02.2015.pdf

ARGOMENTO N. 2

Il programma triennale per la trasparenza e l'integrità - Il responsabile per la trasparenza


RIFERIMENTI NORMATIVI

1.                  Art. 10 D.Lgs. 33/2013 (Coordinamento con il Piano triennale per la prevenzione della corruzione), come modificato dal D.Lgs 97/2016

2.                  Art. 43 D.lgs. 33/2013 (Responsabile per la trasparenza) come modificato dal D.Lgs 97/2016

3.                  Delibera ANAC 831/2016 (Piano Nazionale Anticorruzione - PNA 2016)

4.                  Determinazione ANAC 8/2015 (Linee guida per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici economici)

5.                  Delibera CIVIT 50/2013 – Allegato 1 (Obblighi di pubblicazione) Tenuto conto novità normative intercorse

6.                  Delibera CIVIT 50/2013 paragrafo 2 (Aggiornamento del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità) Tenuto conto novità normative intercorse

7.                  Delibera CIVIT 6/2013 (Linee guida relative al ciclo di gestione della performance per l'annualità 2013)

8.                  Delibera CIVIT 2/2012 (Linee guida per il miglioramento della predisposizione del programma triennale per la trasparenza e l'integrità) Tenuto conto novità normative intercorse

9.         Delibera CIVIT 105/2010 (Linee guida per la predisposizione del programma triennale per la trasparenza e l'integrità) Tenuto conto novità normative intercorse

 

IN BREVE

cosa pubblicare:

1.                  Il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità (PTTI) e i suoi eventuali allegati (adottato per il 2016 sino alla scadenza della durata degli obblighi di pubblicazione) ed il nuovo Piano di prevenzione della corruzione

2.                  Il nominativo del Responsabile per la trasparenza (ai sensi del novellato art. 43, comma 1, il nominativo del responsabile è altresì indicato nel Piano Triennale per la prevenzione della corruzione. La FAQ ANAC 21.3 prevede la pubblicazione dei dati del Responsabile nella sezione “Altri contenuti – Corruzione”, con conseguente pubblicazione in tale sezione preferibilmente del decreto di nomina

3.                  Il nome del titolare del potere sostitutivo, oltre ai recapiti telefonici e l'indirizzo di posta elettronica istituzionali, normalmente indicati nel decreto di nomina del Responsabile

dove pubblicare:

1.       Disposizioni generali/Programma per la trasparenza e l’integrità: i Programmi adottati sino al 2016 per il periodo di durata della pubblicazione previsto

2.       Altri contenuti/Corruzione: 1. Il Piano triennale per la prevenzione della corruzione; 2. il decreto di nomina del Responsabile della trasparenza

quando pubblicare:

1. TEMPESTIVAMENTE , successivamente all’elaborazione o al successivo aggiornamento del Piano da farsi entro il 31 gennaio di ciascun anno

2. TEMPESTIVAMENTE, successivamente alla nomina o all'eventuale nuova nomina del Responsabile

come pubblicare:

1.                  In FORMATO APERTO


Il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità: Coordinamento con il Piano triennale per la prevenzione della corruzione

La nuova intitolazione dell’articolo 10 è di per sé sufficiente a far comprendere come sia venuto meno il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità (PTTI) come autonomo strumento attraverso cui si dava concreta attuazione al principio di trasparenza, introdotto inizialmente dalla Legge n. 241/1990 e successivamente sviluppato organicamente dal D.Lgs. n. 33/2013 “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte della pubblica amministrazione”.

Tale Decreto, che riunisce e coordina in un unico testo normativo le disposizioni già esistenti in materia di pubblicazione di dati e documenti, va ora letto in una nuova prospettiva: se da una parte esistono adempimenti volti a garantire al cittadino “l’accessibilità totale dei dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, promuovere la partecipazione degli interessati all’attività amministrativa e favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche” (art. 1), dall’altra è stato delineato un vero e proprio diritto alla conoscenza da parte del cittadino. CFR argomento “L'ACCESSO CIVICO

Lo stesso Decreto prevede ora all’art. 10 che ogni amministrazione indichi, in una apposita sezione del Piano triennale per la prevenzione della corruzione di cui all’art. 1, comma 5 della legge n. 190 del 2012, i responsabili della trasmissione e della pubblicazione dei documenti, della informazioni e dei dati ai sensi del decreto medesimo.

L’intenzione del legislatore, che ha fatto venire meno l’obbligo dell’adozione del PTTI, è quella di razionalizzare i molti strumenti di programmazione che rischiavano di sovrapporsi (PTTI, PTPC, Piano performance, etc.). Il raccordo dei contenuti dei due precedenti Piani pertanto non è più solo formale (il primo pur avendo autonoma rilevanza formalmente doveva costituire – di norma - una sezione del secondo), ma anche sostanziale e procedurale.

Bisogna però ricordare come anche il Consiglio di Stato abbia evidenziato che la trasparenza rimanga un “valore-chiave” del nostro ordinamento, che va ben oltre ad essere presupposto nella prevenzione dei fenomeni corruttivi, costituendo uno “strumento ordinario e primario di riavvicinamento del cittadino alla pubblica amministrazione” e premessa indispensabile della partecipazione del cittadino.

Rimane, infatti, salva la precedente disposizione del comma 3, anche se riformulata, che definisce la trasparenza quale “obiettivo strategico di ogni amministrazione, che deve tradursi nella definizione di obiettivi organizzativi ed individuali”.

Il contenuto dell’apposita sezione del Piano triennale per la prevenzione della corruzione:

In base a quanto previsto dal novellato art. 10 del D.Lgs n. 33/2013 e dal nuovo PNA 2016, il contenuto necessario del PTPC riguarda “la definizione delle misure organizzative per l’attuazione effettiva degli obblighi di trasparenza”, ovverosia delle “soluzioni organizzative idonee ad assicurare l’adempimento degli obblighi di pubblicazione di dati e informazioni previsti dalla normativa vigente”. In tale sezione del PTPC devono essere anche chiaramente identificati i responsabili della trasmissione e della pubblicazione dei dati, dei documenti e delle informazioni.

Il PNA 2016 prevede anche di rafforzare le misure atte a promuovere la trasparenza nei PTPC, anche oltre al rispetto di specifici obblighi di pubblicazione già contenuti in disposizioni vigenti. 

Si ricordano i vecchi contenuti del Programma definiti dalla Delibera CIVIT 50/2013, in attesa dell’emanazione delle nuove linee guida di ANAC, che dovrebbero revisionare tali contenuti:

1) Iniziative per garantire un adeguato livello di trasparenza, in ottemperanza agli obblighi del D.lgs. n. 33/2013;

2) Iniziative per garantire la legalità e lo sviluppo della cultura dell’integrità (è prevista la presentazione del Piano e della Relazione sulla performance, ai sensi dell'art. 10, comma 6, alle associazioni consumatori o utenti, etc. nell'ambito di apposite giornate della trasparenza, occasioni di promozione in cui poter spiegare ai cittadini anche come poter accedere alle informazioni all'interno della sezione del sito istituzionale “Amministrazione trasparente”);

3) Misure, modalità e iniziative volte all’attuazione degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa, in stretta correlazione con il Piano di prevenzione della corruzione, del quale di norma costituisce una sezione;

4) Misure organizzative volte ad assicurare la regolarità e la tempestività dei flussi informativi, che devono essere assicurati da parte dei dirigenti responsabili compresa l'individuazione dei soggetti tenuti alla elaborazione, trasmissione, pubblicazione dei dati (Delibera CIVIT n. 50 par. 2.2.);

5) Obiettivi formulati in collegamento con la programmazione strategica ed operativa definita dal Piano della performance (La promozione di maggiori livelli di trasparenza costituisce area strategica di ogni amministrazione e gli obiettivi di trasparenza devono essere recepiti dal Piano come previsto dal par. 3.1 lett. b) Delibera CIVIT 6/2013);

6) Modalità, tempi di attuazione, risorse dedicate, tempi di verifica efficacia delle iniziative di cui ai precedenti punti 1 e 2.

la prima pubblicazione e l’aggiornamento:

Successivamente alla prima redazione e pubblicazione, il programma era soggetto ad aggiornamento annuale, entro il 31 gennaio di ogni anno.

Ora le disposizioni transitorie dettate al comma 1 dell’art. 42 del D.Lgs. n. 97/2016 prevedono l’adeguamento alla nuova disciplina entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto correttivo medesimo (23 dicembre 2016). Fino al 23 dicembre 2016 resta ferma la disciplina vigente. La nuova disciplina sarà contenuta nel prossimo aggiornamento al PTPC, entro il 31 gennaio 2017.

gli obblighi di pubblicazione

- L'ALLEGATO 1) ALLA DELIBERA CIVIT N. 50/2013 , ma ANAC si è riservata di adottare apposite Linee guida per la definizione dell’ambito soggettivo e oggettivo degli obblighi di trasparenza delle p.a., in sostituzione delle Linee guida di cui alla delibera CIVIT n. 50/2013.

il Responsabile per la Trasparenza e il titolare del potere sostitutivo:

Il Responsabile per la trasparenza è una figura obbligatoria in tutte le pubbliche amministrazioni. Le sue funzioni sono svolte, di norma, da parte del Responsabile per la prevenzione della corruzione (art. 43, comma 1).

Il PNA 2016 (par. 5.2) precisa come la nuova disciplina sia volta a unificare in capo ad un unico soggetto l’incarico di Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, oltre a rafforzarne il ruolo. Il Responsabile pertanto viene ora identificato con riferimento ad entrambi i ruoli come Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT).

In attuazione delle nuove disposizioni normative, l’organo di indirizzo (il Sindaco per gli enti locali) deve integrare con proprio decreto i compiti in materia di trasparenza agli attuali Responsabili della prevenzione della corruzione, avendo cura di indicare la relativa decorrenza.

Forse anche per questa opportuna unificazione del ruolo, vengono maggiormente responsabilizzati tutti i dirigenti (art. 43, comma 4).

La nuova normativa ed il PNA 2016 comportano l’opportunità che sia individuato un dirigente con un buon grado di autonomia e quindi, preferibilmente, di prima fascia, non in diretta collaborazione con l’organo di indirizzo, laddove esista un vincolo fiduciario. Rimane la previsione che negli enti locali, la scelta ricada, di norma, sul segretario, in continuità con l’orientamento delineato nel previgente art. 1, comma 7, della legge n. 190/2012.

Nelle Amministrazioni con organizzazione complessa è ancora indicata la nomina di referenti per la trasparenza, nelle diverse strutture interne dell'Amministrazione (par. 2.2 Delibera CIVIT, 50/2013 - FAQ ANAC 3.4). I referenti devono essere individuati nel PTPC (determinazione ANAC n. 8/2015).

Il ruolo del Responsabile per la trasparenza consiste preliminarmente nel verificare il corretto adempimento di tutti gli obblighi di pubblicazione, assicurando la qualità dei dati (completezza, aggiornamento, apertura). Competono al Responsabile anche le segnalazioni di cui all’art. 43 cc. 1 e 5 del D.lgs. n. 33/2013, ovverosia le segnalazioni all'organo di indirizzo politico dell'Amministrazione (Sindaco), all'OIV, all'ANAC e nei casi più gravi (quindi previa valutazione) all'ufficio di disciplina per inadempimento o parziale adempimento degli obblighi da parte del dirigente e/o della figura che esercita funzioni dirigenziali (P.O. apicali negli enti di minore dimensione demografica o P.O. delegate all'esercizio di funzioni dirigenziali) ai fini dell'eventuale attivazione del procedimento disciplinare.

 Il Responsabile per la trasparenza e i dirigenti responsabili dell’Amministrazione (art. 43, comma 4) controllano ed assicurano la regolare attuazione dell’accesso civico: CFR argomento “L'ACCESSO CIVICO

ATTENZIONE!
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LA QUESTIONE PRATICA

La funzione organizzativa che deve essere assolta dal contenuto dell’apposita sezione del PTPC in materia di trasparenza, attraverso la precisa descrizione dei flussi informativi che assicurano la costante pubblicazione dei dati ed il loro monitoraggio, può essere realizzata anche con la predisposizione di un’apposita griglia, in allegato al medesimo, che sintetizzi per ciascuna sezione e sottosezione di pubblicazione i soggetti responsabili delle diverse azioni: elaborazione, trasmissione, pubblicazione, controllo, etc.
Realizzare questo schema è ora oltremodo consigliato sino alla ridefinizione dell’allegato 1 alla Delibera CIVIT 50/2013.
La materiale pubblicazione dei dati e delle informazioni può essere concentrata in capo ad un unico ufficio o diffusa, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dell’ente;
E' opportuno vengano introdotti dei software per rendere automatizzata o semiautomatizzata la pubblicazione di alcuni dati, quantomeno quelli in formato tabellare (es. art. 15. art. 23, art. 26 e 27) che devono poter colloquiare con il software per la gestione documentale a livello di ente.

Considerata l’evoluzione normativa e la confusione che potrebbe ingenerarsi dalla pubblicazione per il tempo previsto dei PTTI e dei nuovi PTPC, sarebbe opportuno valutare se far confluire i Programmi relativi agli anni precedenti in una sottosezione “storica”, che pur non essendo ancora una sezione di “archivio”, faciliti l'utente nella consultazione e nel comprendere le disposizioni in vigore.

La fase partecipativa contemplata dalla norma “sentite le associazioni rappresentate nel Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti”, anche per il PTPC, si può efficacemente svolgere con la pubblicazione della bozza del Piano nel sito web e garantendo un tempo congruo per la ricezione delle osservazioni da parte dei portatori di interesse interni ed esterni.

Appare, infine, fondamentale dare attuazione a quanto previsto dagli obblighi normativi focalizzando l'attenzione sulla sostanza dei contenuti della norma. L'eccesso di informazione può paradossalmente risultare controproducente all'obiettivo di conoscibilità dell'azione amministrativa specie per i non addetti ai lavori e l'utilizzo di un linguaggio facilmente comprensibile nella produzione di atti e documenti, contribuisce efficacemente a conseguire le finalità del dettato normativo. Va poi ricordata, nella fase di applicazione operativa, la necessità di prevedere comportamenti organizzativi retti da criteri di economicità, principio di pari dignità, a livello legislativo, a quelli di trasparenza e pubblicità.

 

LE PRECISAZIONI DI ANAC
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LE BUONE PRASSI
CFR la tabella  “ALTRI DATI – DATI ULTERIORI”
 

LINK UTILI

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33
Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 per consultazione art. 10 e art. 43

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=6550
Delibera ANAC 831/2016 (Piano Nazionale Anticorruzione - PNA 2016)

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=6170
Determina 8/2015

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2013/50/All.-1-obblighi-di-pubblicazione1.pdf
Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione” alla Delibera CIVIT 50/2013 per la consultazione degli adempimenti nelle diverse sezioni di “Amministrazione trasparente”

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?id=06b340010a7780425ec5237d6ee89951
Delibera CIVIT 50/2013 per la consultazione del paragrafo 2 (Aggiornamento del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità)

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?id=051a18fe0a778042774a0051d7d88ca0
Delibera CIVIT 2/2012 (Linee guida per il miglioramento della predisposizione del programma triennale per la trasparenza e l'integrità)

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?id=f5bfd75e0a7780422d82ab87e755a0eb
Delibera CIVIT 105/2010 (Linee guida per la predisposizione del programma triennale per la trasparenza e l'integrità)

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2013/Delibera-n.-6.2013-formato-PDF-111-Kb-.pdf
Delibera CIVIT 6/2013

 

ARGOMENTO N. 3

Il Formato

 

RIFERIMENTI NORMATIVI

 

1. Artt. 52 e 68 D.Lgs. 82/2005 (CAD)
2.
Art.  7, 7bis e 9 D.Lgs 33/2013
3. 
Linee guida nazionali per  la valorizzazione del  patrimonio informativo pubblico (anno 2014) – Agenzia per l'Italia Digitale Presidenza del Consiglio dei Ministri
4.   Linee guida in materia di trattamento di dati personali, contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato per finalità di pubblicità e trasparenza sul web da soggetti pubblici e da altri enti obbligati – Garante della Privacy
5.   Delibera ANAC n. 50 – allegato 2: Documento tecnico sui criteri di qualità della pubblicazione dei dati
6.   art. 1, cc. 32, 35 e 42 L. 190/2012

IN BREVE

Definizioni:

1. Il “Formato di tipo aperto viene definito al comma 3 lettera a dall'art. 68 del D.Lgs 82/2005 il cosiddetto C.A.D. (Codice dell'Amministrazione Digitale) come:
un formato di dati reso pubblico, documentato esaustivamente e neutro rispetto agli strumenti tecnologici necessari per la fruizione dei dati stessi
Solitamente la specifica tecnica del formato è di pubblico dominio utilizzata per la descrizione e l'archiviazione dei documenti e dei dati digitali senza barriere di natura legale o tecnica.

2. Il “Dato di tipo aperto” viene definito al comma 3 lettera b dall'art. 68 del D.Lgs 82/2005 il cosiddetto C.A.D. (Codice dell'Amministrazione Digitale) come il dato che che ha le seguenti caratteristiche:

a) sono disponibili secondo i termini  di  una  licenza  che  ne permetta  l'utilizzo  da  parte  di  chiunque,  anche  per  finalità commerciali, in formato disaggregato;
b) sono accessibili attraverso le tecnologie  dell'informazione e della comunicazione, ivi comprese le reti telematiche  pubbliche  e private, in formati aperti ai sensi della 
   lettera  a),  sono  adatti all'utilizzo automatico da parte di programmi per elaboratori e  sono provvisti dei relativi metadati;
c) sono resi disponibili gratuitamente attraverso le tecnologie dell'informazione  e  della  comunicazione,  ivi  comprese  le   reti telematiche pubbliche e private,  oppure  sono 
   resi  disponibili  ai costi marginali sostenuti per la loro  riproduzione  e  divulgazione. L'Agenzia  per l'Italia  digitale  deve   stabilire,   con   propria deliberazione,  i  casi
   eccezionali,  individuati  secondo   criteri oggettivi,  trasparenti  e verificabili,  in  cui  essi  sono   resi disponibili a tariffe superiori ai costi marginali.  In  ogni  caso, l'Agenzia,
   nel  trattamento  dei  casi  eccezionali individuati,  si attiene alle  indicazioni  fornite  dalla  direttiva  2003/98/CE del Parlamento europeo  e  del  Consiglio,  del  17 

   novembre  2003,  sul riutilizzo dell'informazione del settore pubblico,  recepita  con  il decreto legislativo 24 gennaio 2006, n. 36.

3. Il “formato proprietario” è un formato di file in cui non sono note le specifiche tecniche che sono ritenute proprietà intellettuale dalla persona, dall’organizzazione, dall’azienda che ha sviluppato il file. Nello scambio di file in formato proprietario sia mittente che destinatario devono essere provvisti dello specifico programma per leggere il file altrimenti esso non può essere aperto. 

Vantaggi nell'uso dei formati di tipo aperto:
Nell'uso del formato di tipo aperto ci sono dei vantaggi notevoli:

1.  Garanzia di accesso nel lungo periodo;

2.  Libertà di utilizzo della piattaforma per la loro gestione: software proprietario, software libero o open source;

3.  Aumentano la concorrenza;

4.  Rispetto degli standard;


La trasparenza e i principali formati aperti :

Una alternativa ai formati di documenti aperti è rappresentata anche dal formato ODF – Open Document Format, che consente la lettura e l’elaborazione di documenti di testo, di dati in formato tabellare e di presentazioni.

Per quanto riguarda i documenti nel formato OpenDocument, le estensioni più comuni sono:

  • .odt - documenti di testo
  • .ods - fogli di calcolo
  • .odp - presentazioni
  • .odg - grafica
  • .odb - database.


Condizioni per la riutilizzabilità delle informazioni:

L'art. 7 del D.Lgs 33/2013 recita:

II documenti, le informazioni e i dati oggetto  di  pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente, resi disponibili anche a seguito dell'accesso civico di cui all'articolo 5, sono  pubblicati in formato di tipo  aperto  ai  sensi  dell'articolo  68  del  Codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7  marzo 2005, n. 82, e sono riutilizzabili ai sensi del  decreto  legislativo 24 gennaio 2006, n. 36, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n.  82, e del decreto legislativo 30 giugno 2003,  n.  196,  senza  ulteriori restrizioni diverse dall'obbligo di citare la fonte e di  rispettarne l'integrita'.

 

E' stato introdotto l'art. 7 -bis che riguarda il riutilizzo dei dati pubblicati:

1. Gli obblighi di pubblicazione dei dati personali  diversi  dai dati sensibili e dai dati giudiziari, di cui all'articolo 4, comma 1, lettere d) ed e), del decreto legislativo 30  giugno  2003,  n. 196, comportano la  possibilita'  di  una  diffusione  dei  dati medesimi attraverso siti istituzionali, nonche' il  loro trattamento  secondo modalita' che ne consentono la indicizzazione e la  rintracciabilita' tramite i motori di ricerca  web  ed  il loro  riutilizzo  ai  sensi dell'articolo 7 nel rispetto dei principi sul  trattamento  dei  dati personali.

2. La pubblicazione  nei  siti  istituzionali,  in  attuazione del presente decreto, di dati relativi a titolari di organi di indirizzo politico e di uffici o incarichi di diretta collaborazione, nonche' a dirigenti titolari degli organi amministrativi  e'  finalizzata  alla realizzazione della trasparenza pubblica, che integra  una  finalita' di rilevante interesse pubblico  nel  rispetto  della  disciplina  in materia di protezione dei dati personali.

3. Le pubbliche amministrazioni possono disporre  la pubblicazione nel proprio sito istituzionale di dati, informazioni e documenti che non hanno l'obbligo di pubblicare ai sensi  del  presente decreto  o sulla base di  specifica  previsione  di  legge  o regolamento,  nel rispetto dei limiti indicati  dall'articolo  5-bis,  procedendo  alla indicazione  in  forma  anonima  dei  dati personali eventualmente presenti.

4. Nei casi in cui norme di legge o  di  regolamento  prevedano la pubblicazione di  atti  o  documenti,  le  pubbliche amministrazioni provvedono  a  rendere  non  intelligibili  i dati   personali   non pertinenti o, se sensibili o giudiziari, non indispensabili  rispetto alle specifiche finalita' di trasparenza della pubblicazione.

5. Le notizie  concernenti  lo  svolgimento  delle  prestazioni  di chiunque  sia  addetto  a  una  funzione  pubblica  e   la   relativa valutazione   sono   rese   accessibili    dall'amministrazione    di appartenenza. Non sono invece ostensibili, se non nei  casi  previsti dalla legge, le notizie concernenti  la  natura  delle  infermita'  e degli impedimenti personali o familiari che causino l'astensione  dal lavoro,  nonche'  le  componenti  della  valutazione  o  le   notizie concernenti il rapporto  di  lavoro  tra  il  predetto  dipendente e l'amministrazione, idonee a rivelare taluna delle informazioni di cui all'articolo 4, comma 1, lettera d), del decreto legislativo  n.  196 del 2003.

6. Restano fermi i  limiti  all'accesso  e  alla  diffusione delle informazioni di cui all'articolo 24, commi  1  e  6,  della legge  7 agosto 1990, n. 241, e successive modifiche, di tutti i dati  di  cui all'articolo 9 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n.  322,  di quelli previsti dalla normativa europea  in materia  di  tutela  del segreto statistico e di quelli che  siano espressamente  qualificati come riservati  dalla  normativa nazionale  ed  europea  in  materia statistica, nonche' quelli relativi alla diffusione dei dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale.

7. La Commissione di cui all'articolo 27 della legge 7 agosto 1990, n. 241, continua ad operare  anche  oltre  la  scadenza  del mandato prevista dalla disciplina vigente, senza oneri a carico del  bilancio dello Stato.

8. Sono esclusi dall'ambito di applicazione del presente decreto i servizi di aggregazione, estrazione e trasmissione massiva degli atti memorizzati in banche dati rese disponibili sul web.

La direttiva 2013/37/UE, che revisiona la direttiva 2003/98/CE sul riutilizzo dell'informazione del settore pubblico dopo l'approvazione del decreto legislativo sulla trasparenza, conferma il principio in base al quale il riutilizzo dei documenti pubblicati per la trasparenza non deve pregiudicare il livello di tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali.
Il principio generale del libero riutilizzo di documenti contenenti dati pubblici (dati conoscibili da chiunque come descritto nell'art. 1 comma 1 del CAD), stabilito dalla disciplina nazionale ed europea, riguarda essenzialmente documenti che non contengono dati personali oppure riguarda dati personali opportunamente aggregati e resi anonimi.

Da considerare bene quindi che il semplice fatto che le informazioni personali siano rese pubblicamente conoscibili online per finalità di trasparenza non comporta che le stesse siano liberamente riutilizzabili da chiunque e per qualsiasi scopo. In particolare, in attuazione del principio di finalità di cui all’art. 11 del Codice della Privacy, il riutilizzo dei dati personali conoscibili da chiunque sulla base delle previsioni del d. lgs. n. 33/2013 non può essere consentito “in termini incompatibili” con gli scopi originari per i quali i medesimi dati sono resi accessibili pubblicamente (artt. 7 e 7-bis del d. lgs. n. 33/2013, art. 6, comma 1, lett. b, direttiva 95/46/CE; art. 11, comma 1, lett. b, del Codice). E' opportuno che le pubbliche amministrazioni chiamate a dare attuazione agli obblighi di pubblicazione di cui al d. lgs. n. 33/2013 inseriscano nella sezione denominata “Amministrazione trasparente” dei propri siti web istituzionali un Alert generale con cui si informi il pubblico che i dati personali pubblicati sono “riutilizzabili solo alle condizioni previste dalla normativa vigente sul riuso dei dati pubblici (direttiva comunitaria 2003/98/CE e d. lgs. 36/2006 di rece pimento della stessa), in termini compatibili con gli scopi per i quali sono stati raccolti e registrati, e nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali” allo scopo di ridurre i rischi di usi indebiti dei dati personali.

L'art. 14 comma 1 lettera f del D.Lgs 33/2013 evidenzia che ai dati relativi al coniuge non separato e ai parenti di II° grado dei componenti di organi politici non vanno applicate le disposizioni di cui all'art. 7 dello stesso decreto.

La ricercabilità mediante motori di ricerca generalisti:

L'art. 9 comma 1 del D.LGS 33/2013 stabilisce che:

Le amministrazioni non possono disporre filtri e altre soluzioni tecniche atte ad impedire ai motori di ricerca web di indicizzare ed effettuare ricerche all’interno della sezione “Amministrazione trasparente” .

Il paragrafo 8 della prima parte delle Linee Guida del Garante della Privacy indica che la ricercabilità mediante i motori di ricerca è limitata ai soli dati tassativamente individuati ai sensi delle disposizioni in materia di trasparenza da collocarsi nella “sezione “Amministrazione trasparente””, con esclusione di altri dati che si ha l’obbligo di pubblicare per altre finalità di pubblicità diverse da quelle di “trasparenza”.

Lo stesso paragrafo fa notare che sono espressamente sottratti all’indicizzazione i dati sensibili e i dati giudiziari (art. 4, comma 1, d. lgs. n. 33/2013).


ATTENZIONE!

Formato aperto e dato aperto:
1. La definizione di "formato di tipo aperto" fa riferimento agli aspetti tecnologici  e risulta finalizzato ad assicurare un adeguato livello di interoperabilità
2. E' invece direttamente collegata alle caratteristiche del dato la definizione di "dati di tipo aperto" che contempla tre requisiti essenziali:

  • la disponibilità del dato, che questa nuova accezione qualifica con maggiore precisione consentendo di escludere dalla definizione di dato pubblico disponibile il dato pubblico (quindi potenzialmente conoscibile) cui è associata una tipologia di licenza che non consente il libero uso del dato stesso;
  • l'accessibilità del dato, che richiama l'aspetto tecnologico del formato aperto in cui il dato viene reso disponibile e richiede l'effettiva presenza dei metadati relativi al dato medesimo;
  • la gratuità del dato o la sua disponibilità a costi marginali, salvo casi eccezionali da definire con atto dell'Agenzia per l'Italia Digitale.

 4.  I formati aperti non hanno misure di restrizioni legale per il loro utilizzo e vengono solitamente gestiti da enti di standardizzazione, i quali  rilasciano le relative specifiche a disposizione di una comunità di sviluppo che a sua volta contribuisce all'evoluzione degli standard.

Sono quindi da tenere distinti i concetti di  formato di tipo aperto e di dato ti tipo aperto. I dati di tipo aperto (come prevede la normativa europea) infatti possono essere riutilizzati da parte di chiunque, anche per finalità commerciali e in formato disaggregato. In Amministrazione aperta si parla di formato di tipo aperto.
LA QUESTIONE PRATICA
Ci sono delle considerazioni da fare per quanto riguarda il  formato PDF.

1. Il formato PDF (Portable Document Format) è un formato creato da Adobe nel 1993 che attualmente si basa sullo standard ISO 32000. E’ stato concepito per rappresentare documenti complessi in modo indipendente dalle caratteristiche dell’ambiente di elaborazione del documento. Nell’attuale versione gestisce varie tipologie di informazioni quali: testo formattato, immagini, grafica vettoriale 2D e 3D, filmati. Un documento PDF può essere firmato digitalmente in modalità nativa attraverso il formato ETSI PAdES. Il suo reader è però disponibile gratuitamente.  Il formato è stato ampliato in una serie di sotto-formati tra cui il PDF/A.

2. PDF/A: è stato sviluppato con l’obiettivo specifico di rendere possibile la conservazione documentale a lungo termine su supporti digitali. Tra le caratteristiche di questa tipologia di file abbiamo: assenza di collegamenti esterni, assenza di codici eseguibili quali javascript ecc., assenza di contenuti crittografati. Queste caratteristiche rendono il file indipendente da codici e collegamenti esterni che ne possono alterare l'integrità e l'uniformità nel lungo periodo. Le più diffuse suite d’ufficio permettono di salvare direttamente i file nel formato PDF/A. Sono disponibili prodotti per la verifica della conformità di un documento PDF al formato PDF/A.

3.  PDF derivante da scansione digitale di documenti cartacei: questo formato non assicura che le informazioni in esso contenute siano elaborabili.

4. Documenti firmati digitalmente:

Come noto, un documento sottoscritto con firma digitale ha nel nostro ordinamento piena efficacia giuridica, a condizione che non sia modificato dopo l’apposizione della firma. Con la diffusione dell’uso dei documenti informatici, sono sempre più numerose le richieste di chiarimento sul corretto utilizzo della firma digitale.

La firma digitale consiste nella creazione di un file, definito “busta crittografica”, che racchiude al suo interno il documento originale, l’evidenza informatica della firma e la chiave per la verifica della stessa, che, a sua volta, è contenuta nel certificato emesso a nome del sottoscrittore. L’autenticità del certificato è garantita da un’Autorità di certificazione, in Italia, dai certificatori accreditati ai sensi dell’articolo 29 del CAD (D.Lgs. n. 82/2005).

Gli standard europei1 prevedono tre tipi di sottoscrizione digitale, identificati dagli acronimi CAdES, PAdES e XAdES, modalità di sottoscrizione adottate anche in Italia. Ai fini del presente documento si tratteranno solo i primi due tipi.


La firma CAdES

La busta CAdES è un file con estensione .p7m, il cui contenuto è visualizzabile solo attraverso idonei software in grado di “sbustare” il documento sottoscritto. Tale formato permette di firmare qualsiasi tipo di file, ma presenta lo svantaggio di non consentire di visualizzare il documento oggetto della sottoscrizione in modo agevole. Infatti, è necessario utilizzare un’applicazione specifica. 

Il .p7m più che un formato è un contenitore, perciò il "formato aperto" dipende dal formato dei file contenuti. Esso è comunque un formato che chiunque può aprire con un software scaricabile gratuitamente (Dike dal sito di infocamere; File protector ed altri). Sicuramente da garanzia che quanto contenuto sia "l'originale", permettendo di verificare le firme digitali.


La firma PAdES

La firma digitale in formato PAdES è un file con estensione .pdf, leggibile con i comuni reader disponibili per questo formato. Questa tipologia di firma, nota come “firma PDF”, prevede diverse modalità per l’apposizione della firma, a seconda che il documento sia stato predisposto o meno ad accogliere le firme previste ed eventuali ulteriori informazioni, rende il documento più facilmente accessibile, ma consente di firmare solo documenti di tipo PDF. Il formato PDF consente inoltre di gestire diverse versioni dello stesso documento senza invalidare le firme digitale apposte.

Ci sono quindi Enti che pubblicano una coppia di file composta da

        file .p7m firmato digitalmente

      file .pdf non firmato digitalmente (in questo caso sarebbe necessario allegare la dichiarazione che tale file corrisponde in tutto e per tutto al file firmato digitalmente, ma per non appesantire la pubblicazione di solito non viene fatto ).


LE PRECISAZIONI DI ANAC
Delibera ex CIVIT 50/2013 allegato 2 – documento tecnico
L'Agenzia per l’Italia Digitale istruisce e aggiorna, con periodicità almeno annuale, un repertorio dei formati aperti utilizzabili nelle pubbliche amministrazioni, secondo quanto disposto dal Codice dell’amministrazione digitale (art. 68, c. 4, d.lgs. n. 82/2005, nel pieno rispetto dell’art. 7 del d.lgs. n. 33/2013).
Da questo repertorio sono esclusi i formati proprietari, in sostituzione dei quali è possibile utilizzare  sia software Open Source (quali ad esempio OpenOffice) sia formati aperti (quali, ad esempio, .rtf  per i documenti di testo e .csv per i fogli di calcolo).

BUONE PRASSI
Si consiglia la pubblicazione dei documenti in formato PDF/A oppure in formato ODF – Open Document Format

LINK UTILI
http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2012-11-06;190!vig=
Legge 6 novembre 2012, n. 190 (c.d. Legge anticorruzione”) per la consultazione art. 1, cc. 32, 35 e 42

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33

Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 per consultazione artt. 4, 7 e  9


http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3134436

Linee Guida del Garante della Privacy del 14 maggio 2014 per la consultazione della parte prima paragrafo 5 relativo alla modalità di pubblicazione online dei dati personali


http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2013/50/Allegato-2-documento-tecnico1.pdf

Allegato 2 “Documento tecnico” alla Delibera CIVIT 50/2013 per la consultazione del Formato e dati di tipo aperto

 

http://www.digitpa.gov.it/sites/default/files/CdC-SPC-GdL6-InteroperabilitaSemOpenData_0.pdf

Linee guida per l’interoperabilità semantica attraverso i linked open data

 

http://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2005-05-16&atto.codiceRedazionale=005G0104&currentPage=1

Codice dell'amministrazione digitale per la consultazione degli artt. 52 e 68

 

http://www.agid.gov.it/sites/default/files/linee_guida/patrimoniopubblicolg2014_v0.7finale.pdf

Linee guida nazionali per  la valorizzazione del  patrimonio informativo pubblico (anno 2014) – Agenzia per l'Italia Digitale Presidenza del Consiglio dei Ministri


http://www.agid.gov.it/sites/default/files/leggi_decreti_direttive/formati_allegato_2_dpcm_3-12-2013.pdf


AGID: Allegato n. 2 del DPCM 3.12.2013
http://www.agid.gov.it/sites/default/files/linee_guida/firme_multiple.pdf

 

AGID: L’apposizione di firme e informazioni su documenti firmati

 

ARGOMENTO N. 4

La tempistica

 

RIFERIMENTI NORMATIVI

Artt. 8, 14 e 15 D.Lgs. 33/2013 

IN BREVE 

la prima pubblicazione:

  • TEMPESTIVAMENTE rispetto l'entrata in vigore del Decreto 33/2013
  • il D.Lgs. 97/2016 ha abrogato l'art. 24 co. 2 (monitoraggio tempi medi procedimentali); ne consegue la decandenza dell'indicazione contenuta nell'allegato A alla delibera CIVIT 50/2013 secondo la quale la prima pubblicazione sia effettuata entro entro 6 mesi dall'entrata in vigore del decreto

l'aggiornamento:

L'aggiornamento, in base allo specifico oggetto della pubblicazione, deve avvenire:

  • TEMPESTIVAMENTE
  • SEMESTRALMENTE
  • ANNUALMENTE

La frequenza dell'aggiornamento è stabilita per ciascuna pubblicazione dal D.Lgs. 33/2013 e specificata nell'allegato A alla delibera CIVIT 50/2013 (cfr argomento “GLI OBBLIGHI DI PUBBLICAZIONE

la durata della pubblicazione:

  • in via generale: 5 anni a decorrere dal 1 gennaio dell'anno successivo a quello da cui decorre l'obbligo di pubblicazione e comunque fino a che gli atti producono i loro effetti  (art. 8 co. 3).

inoltre, ai sensi dell'art. 8 co. 3bis del D.Lgs. 33/2013, ANAC determina i casi in cui la durata può essere inferiore a cinque anni.

  • la deroga: i documenti possono essere trasferiti nelle sezioni di archivio anche prima della scedenza dei cinque anni, quando l'oggetto della pubblicazione abbia cessato di produrre i suoi effetti (art. 9 co. 2 e Linee Guida garante privacy 15 maggio 2014).

La lettura combinata delle tre citate disposizioni (art. 8 co. 3, art. 8 co. 3bis e art. 9 co. 2) porta a ricostruire la disciplina della durata della pubblicazione come segue: fatta salva la regola generale della durata quinquennale, ogni PA può modificare la durata della pubblicazione, individuando un periodo sia inferiore che superiore, purchè questo sia correlato al periodo di efficacia del documento oggetto di pubblicazione; in tutti gli altri casi, la legge riserva ad ANAC la  facoltà di ridurre il periodo di pubblicazione in capo all'Autorità anticorruzione.

  • le eccezioni:


1. informazioni riguardanti i titolari di incarico politico, escluse le informazioni sulla situazione patrimoniale e reddituale: per i tre anni successivi alla cessazione del mandato (art. 14 co. 2)

2. informazioni sulla situazione reddituale e patrimoniale dei titolari di incarico politico, del coniuge e dei parenti entro il secondo grado consenzienti: fino alla cessazione del mandato (art. 14 co. 2

3. dati relativi agli incarichi di cui all'art. 15 commi 1 e 2: tre anni successivi alla cessazione dell'incarico (art. 15 co. 4)

l'archivio e l'oblio:

  • in via generale: il D.Lgs. 97/2016 ha abrogato l'art. 9 co. 2 ai sensi del quale alla scadenza dell'obbligo di pubblicazione, tutte le informazioni vanno in ARCHIVIO: l'archivio dev'essere strutturato con le medesime sezioni dell'amministrazione trasparente e debitamente segnalate proprio all'interno di amministrazione trasparente.

Il D.Lgs. 97/2016 ha poi novellato l'art. 8 co. 3 prevedendo che, alla scadenza del periodo di pubblicazione obbligatoria, le informazioni siano liberamente accessibili ai sensi dell'art. 5.

  • le eccezioni: il D.Lgs. 97/2016 ha novellato lì'art. 14 co. 2 abrogando la parte in cui si disponeva che, trascorso il periodo di pubblicazione, le informazioni riguardanti la situazione patrimoniale e reddituale dei titolari di incarico politico, del coniuge e dei parenti entro il secondo grado non andasse in archivio ma in oblio (art. 14 co. 2).

Il novellato art. 14 co. 2 dispone che, alla scadenza del periodo di publbicazione obbligatoria, le informazioni siano accessibili ai sensi dell'art. 5.


ATTENZIONE

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LA QUESTIONE PRATICA

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LE PRECISAZIONI DI ANAC

cfr l' Allegato B “Documento tecnico” alla delibera CIVIT 50/2013 sui termini “tempestivo”, “semestrale”, “annuale”.


LE BUONE PRASSI

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LINK UTILI

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33
Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2013/50/Allegato-2-documento-tecnico1.pdf
“Documento tecnico” allegato alla delibera CIVIT 50/2013

 

ARGOMENTO N. 5

L'accesso civico

 

RIFERIMENTI NORMATIVI

1.    Art. 5 D.Lgs. 33/2013
2.    Delibera CIVIT 50/2013 – Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione”
3.   Delibera CIVIT 50/2013 paragrafo 4 (delega responsabile accesso civico)
4.  Linee guida del Garante della Privacy

5. Legge 7 agosto 1990, n. 241, art. 2 comma 9 ter


IN BREVE
cosa pubblicare:
1. il nome del responsabile dell'accesso civico
2. le modalità per l'accesso civico e il modulo per fare richiesta di accesso civico
3. i recapiti telefonici e l'indirizzo di posta elettronica istituzionali del resposnabile dell'accesso civico
4. il nome del titolare del potere sostitutivo
5. i recapiti telefonici e l'indirizzo di posta elettronica istituzionali del titolare del potere sostitutivo

dove pubblicare:
1. Attività e procedimenti/Accesso civico

quando pubblicare:
1. TEMPESTIVAMENTE           
                                                    

come pubblicare:
1. in FORMATO APERTO 

il presupposto:
La previsione da parte della normativa vigente dell'obbligo in capo alla Publbica Amministrazione di pubblicare un certo documento, informazione, dato....

il requisito oggettivo:
La mancata pubblicazione, prevista dalla normativa vigente, di un certo documento, informazione, dato...da parte della pubblica amministrazione 

il requisito soggettivo:
essere un qualunque cittadino, anche residente in un comune diverso da quello presso il quale si esercita il diritto di accesso, senza obbligo di motivare la richiesta

il responsabile e il titolare del potere sostitutivo:
Il responsabile della trasparenza ricopre generalmente la figura di responsabile per l'esercizio dell'accesso civico, indiduato con decreto del Sindaco.
Il responsabile per l'esercizio dell'accesso civico, entro 30 giorni dal ricevimento dell'instanza:
1.  provvedere alla pubblicazione e/o alla comunicazione all'interessato
2. provvedere alla segnalazione di cui all'art. 43 co. 5 D.Lgs. 33/2013: segnalazione all'ufficio disciplina quale caso di inadempimento o inadempimento parziale da parte del dirigente e/o della PO (secondo l'organizzazione interna e il sistema di deleghe), ai fini dell'eventuale attivazione del procedimento disicplinare nonché al vertice politico dell'Amministrazione (Sindaco) e all'OIV. L'inadempimento costituirà anche elemento per la valutazioen della performance.

Le funzioni di responsabile per l'esercizio dell'accesso civico possono essere delegate dal responsabile stesso a soggetto diverso: la facoltà è concessa da CIVIT (ora (ANAC) soprattutto pensando ai comuni più piccoli dove spesso non c'è in organico una figura con inquadramento equivalente o superiore a quello del segretario-responsabile della trasparenza cui attribuire le funzioni di titolare del potere sostitutivo; delegando la funzione di responsabile per l'esercizio dell'accesso civico e mantenendo in capo al segretario – responsabile per la trasparenza la titolarità del potere sostitutivo, si evita che quest'ultimo si trovi in posizione gerarchica inferiore rispetto al responsabile per l'esercizio dell'accesso civico (Delibera CIVIT 50/2013, par. 4).

Il titolare del potere sostitutivo, attivato dal soggetto che ha esercitatao il diritto di accesso e non ha visto concluso il procedimento entro 30 giorni, deve:

1. provvedere alla pubblicazione e/o alla comunicazione all'interessato entro 15 gg dall'attivazione del potere sostitutivo (ovvero entro un termine pari alla metà di quello originariamente previsti, per effetto del richiamato art. 2 co. 9 ter L. 241/1990);
2.  provvedere alla segnalazione di cui all'art. 43 co. 5 D.Lgs. 33/2013: segnalazione all'ufficio disciplina quale caso di inadempimento o inadempimento parziale da parte del responsabile per l'esercizio del diritto di accesso, ai fini dell'eventuale attivazione del procedimento disicplinare nonché al vertice politico dell'Amministrazione (Sindaco) e all'OIV. L'inadempimento costituirà anche elemento per la valutazioen della performance.

le modalità di esercizio del diritto di accesso e le modalità di risposta:
1. Chiunque intenda esercitare il diritto di accesso civico, lo potrà fare gratuitamente e  secondo le modalità sabilite dalla PA e publbicate sul sito nella sezione “Altri dati/accesso civico” di Amministrazioen trasparente.
2. La PA dovrà comunicare al richiedente almeno:
            a) se il dato risulta già pubbicato: invio del link alla pubblicazione
         b) se effettivamente quanto richiesto non risulta già pubblicato:
        invio dei dati o delle informazioni richieste (con e modalità indicate dal richiedente nell'istanza)
        invio della comunicazione di avvenuta pubblicazione e del link alla pubblicazione stessa 

termini di conclusione del procedimento:
       30 giorni dall'esercizio del diritto di accesso da parte del responsabile per l'esercizio del diritto di accesso
       15 giorni successivi allo scadere dei 30 da parte del titolare del potere sostitutivo


ATTENZIONE!

1. L'art. 5 del D.Lgs 33/2013 parla genericamente di “obbligo di pubblicare documenti, informazioni o dati” quale presupporto per l'esercizio dell'accesso civico.
Il Garante della Privacy, nelle Linee guida del 14 maggio 2014, ha precisato che il diritto di accesso è esercitabile con riguardo a tutti gli obblighi di pubblicazione effettuata per finalità di trasparenza (anche non previsti dal Decreto 33/2013).
Alle pubblicazioni previste per finalità diverse* da quelle di trasparenza non si applica la disciplina del D.Lgs. 33/2013:
         accesso civico (art. 5)
         indicizzazione nei motori di ricerca (artt. 4 e 9)
         riutilizzo (art. 7)
         durata della pubblicazione (art. 8)
         trasposizione dei dati in archivio (art. 9)

* alcuni esempi: pubblicazioni ufficiali dello Stato; pubblicazioni di deliberazioni, ordinanzedeterminazioni sull’albo pretorio online degli enti locali (art. 124 TUEL); pubblicazioni matrimoniali; pubblicazione degli atti concernenti il cambiamento del nome; pubblicazione della comunicazione di avviso deposito delle cartelle esattoriali a persone irreperibili; pubblicazione dei ruoli annuali tributari dei consorzi di bonifica; pubblicazione dell’elenco dei giudici popolari di corte d'assise.

 

LA QUESTIONE PRATICA

1. prevedere sempre come dato obbligatorio, nel modulo per l'esercizio dell'accesso civico, l'indirizzo di posta elettronica (se il dato risulta già pubblicato, la PA è legittimata ad inviare al soggetto richiedente solamente il link alla pubblicazione, a prescindere dalle modlaità di comunicazione indicate nell'istanza).
2. Mettere sempre a disposizione il fac-simile di modulo

 

LE PRECISAZIONI DI ANAC

Solo in caso di mancata presenza nei siti istituzionali delle amministrazioni delle necessarie indicazioni relative all’istituto dell’accesso civico ovvero in ipotesi di mancata risposta anche del titolare del potere sostitutivo, entro i termini previsti, da parte delle pubbliche amministrazioni cui è stata inoltrata la richiesta di accesso civico, sarà possibile inoltrare segnalazioni all’ANAC una mancata pubblicazione per finalità di trasparenza.
La segnalazione dovrà essere effettuata con la procedura on line “Comunica con l’Autorità” (cfr. decisione dell'Autorità del 15 maggio 2014) disponibile sul sito www.anticorruzione.it, avendo cura di indicare gli estremi (data di invio) della richiesta di accesso civico inoltrata all’amministrazione, in assenza dei quali la segnalazione non verrà trattata.

 

BUONE PRASSI

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LINK UTILI

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33
Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 per consultazione art. 5 e art. 43

http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3134436
Linee Guida del Garante della Privacy del 14 maggio 2014 per la consultazione del capoverso relativo alla anonimizzazione degli atti

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2013/50/All.-1-obblighi-di-pubblicazione1.pdf
Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione” alla Delibera CIVIT 50/2013 per la consultazione degli adempimenti nelle diverse sezionni di “Amministrazione trasparente”

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/Trasparenza/AccessoCivico
Comunicato ANAC del 15 ottobre 2014 sull'istituto dell'accesso civico

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1990-08-07;241
Legge sul procedimento amministrativo, per la consultazione dei termini entro cui attivare il potere sostitutivo

www.anticorruzione.it,  Comunica con l’Autorità
Procedura on line per segnalare all''autorità una mancata pubblicazione
 

 

ARGOMENTO N. 6

Le publicazioni che integrano l'efficacia dell'atto - Gli incarichi

 

RIFERIMENTI NORMATIVI

1. Artt. 15 D.Lgs. 33/2013
2. Delibera CIVIT 50/2013 – Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione”
      -  Allegato 2 “Documento tecnico”
3.  Art. 9 e 20 D.Lgs. 33/2013
4.  Art. 53 co. 14 D.Lgs. 165/2001

 

IN BREVE

cosa pubblicare:

1. GLI INCARICHI ai sensi dell'art. 23
   •   quali incarichi?

                1.    INCARICHI DIRIGENZIALI
            2.    INCARICHI AMMINISTRATIVI DI VERTICE
            3.    INCARICHI DI CONSULENZA
            4.    INCARICHI DI COLLABORAZIONE

        quali informazioni?
            1. e 2. (incarichi dirigenziali a personale interno alla PA  e incarichi amministrativi di  vertice):
                a) estremi dell'atto di conferimento (tipo di provvedimtno, numero e data)
                b) curriculum vitae
               c) dati relativi allo svolgimento di INCARICHI E/O ALLA TITOLARITÀ DI CARICHE in ENTI DI DIRITTO PRIVATO REGOLATI O FINANZIATI DALLA PA e dati relativi allo svolgimento di ATTIVITÀ PROFESSIONALE
             d) compensi, comunque denominati, relativi al rapporto di lavoro con l'ente che pubblica i dati, con specifica evidenza delle eventuali componenti variabili o legate alla valutazione di risultato
                e) dichiarazione di insussistenza di una delle cause di inconferibilità dell'incarico al momento del conferimento, ai sensi dell'art. 20 comma 1  del D.Lgs. 39/2013*
                f)  dichiarazione di insussistenza di una delle cause di incompatibilità dell'incarico da rendere annualmente, ai sensi dell'art. 20 comma 2 del D.Lgs. 39/2013

              3. e 4. (incarichi dirigenziali a personale esterno alla PA, incarichi di consulenza e  collaborazione):
                a) estremi dell'atto di conferimento (tipo di provvedimtno, numero e data)
                b) curriculum vitae
               c) dati relativi allo svolgimento di INCARICHI E/O ALLA TITOLARITÀ DI CARICHE in ENTI DI DIRITTO PRIVATO REGOLATI O FINANZIATI DALLA PA e dati relativi allo svolgimento di ATTIVITÀ PROFESSIONALE
             d) compensi, comunque denominati, relativi al rapporto di lavoro con l'ente che pubblica i dati, con specifica evidenza delle eventuali componenti variabili o legate alla valutazione di risultato***
                 e) soggetto percettore**
                 f)oggetto dell'incarico***
                 g) durata dell'incarico***
                 h) ragione dell'incarico**
                 i) compenso erogato**
                l) per gli incarichi dirigenziali: dichiarazione di insussistenza di una delle cause di inconferibilità dell'incarico al momento del conferimento, ai sensi dell'art. 20 comma 1  del D.Lgs. 39/2013*
                 l bis) per gli incarichi di consulenza e collaborazione: attestazione dell'avvenuta verifica dell'insussistenza di situazioni, anche potenziali, di conflitto di interesse (art. 53 co. 14 D.Lgs. 165/2001)
                 m) dichiarazione di insussistenza di una delle cause di incompatibilità dell'incarico da rendere annualmente, ai sensi dell'art. 20 comma 2 del D.Lgs. 39/2013
              

        a quali effetti? Cfr paragrafo “ATTENZIONE 1”

dove pubblicare:

1. Personale/dirigenti (distinti in dirigenti interni ed esterni alla PA)

2. Personale/incarichi amministrativi di vertice
3. Consulenti e collaboratori
4. Consulenti e collaboratori   

quando pubblicare:
PUBBLICAZIONE:

  • entro tre mesi dal conferimento dell'incarico e per i tre anni succesivi alla cessazione (art .15 co. 4)
  • COMUNQUE PRIMA DI AVVIARE LA COLLABORAZIONE ED EROGARE IL COMPENSO nel caso di incarichi di consulenza, incarichi di collaborazione e incarichi dirigenziali a persone esterne alla PA (cfr paragrafo “ATTENZIONE 1” e argomento “LE SANZIONI”)

AGGIORNAMENTO: TEMPESTIVAMENTE

come pubblicare:
1. in FORMATO APERTO
in tabelle divise per anno

ATTENZIONE!
1. LE CONDIZIONI DI EFFICACIA DELL'ATTO DI CONFERIMENTO DI INCARICHI DI CONSULENZA, COLLABORAZIONE E DIRIGENZIALI A PERSONALE ESTRANEO ALLA PA 

                a) pubblicazione degli specifici dati (contrassegnati**) riguardanti i consulenti, i collaboratori e i dirigenti estranei alla PA
                b) comunicazione al DFP dei dati relativi a consulenti e collaboratori (art. 53 co. 14 D.Lgs. 165/2001)
               c) per il dirigente estraneo alla PA: presentazione della dichiarazione (contrassegnata *) di insussistenza delle cause di inconferibilità (art. 9 e 20 D.Lgs. 39/2013 + delibera ANAC 148/2014) 

2. l'art. 14 comma 2 dispone che la mancata pubblicazione dei compensi EROGATI sia condizione per la liquidazione dei compensi: ad ogni erogazione deve essere aggiornata la pubblicazione al fine di poter procedere con l'erogazione successiiva, all'interno dello stesso incarico. 

3. per i CONSULENTI: la pubblicazione in forma tabellare, completa dei dati relativi a OGGETTO, DURATA, COMPENSO pattuito costituisce l'”ELENCO DEI PROPRI CONSULENTI” previsto dall'art. 15 co. 2. 

4. Non sono da annoverarsi in questa categoria gli incarichi disciplinati dal D.Lgs. 163/2006 che si configurano come prestazioni di servizi attinenti l'architettura e l'ingegneria (All. IIB): in quanto prestazione di servizi, sarà necessario tracciare il flusso finanziario attraverso l'acquisizione del CIG ; il servizio sarà dunque oggetto di pubblicazioen ai sensi dell'art. 1 comma 32 della L. 190/2012 (cfr l'argomento “I  PROVVEDIMENTI”)

 

LA QUESTIONE PRATICA
Vedi FAC SIMILE TABELLE PER LE PUBBLICAZIONI DEGL INCARICHI

LE PRECISAZIONI DI ANAC

1. I dati relativi alle retribuzioni non devono essere riportati all’interno dei curricula ma di essi deve essere data separata evidenza. Inoltre, i compensi sono da pubblicare al lordo di oneri sociali e fiscali a carico del dipendente o collaboratore e consulente. (FAQ 6.4)
2.  I dati relativi agli eventuali incarichi e cariche di dirigenti, consulenti e collaboratori sono da pubblicare sia se a titolo oneroso sia se a titolo gratuito (FAQ 6.7).
3. Gli incarichi relativi ai componenti il Collegio dei Revisori sono soggetti alla pubblicazione ai sensi dell'art. 15 (FAQ 6.11).
4. Gli incarichi relativi ai membri esterni di commissioni concorsuali sono soggetti alla pubblicazione ai sensi dell'art. 15 (FAQ 6.13).

 

BUONE PRASSI
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LINK UTILI

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2012-11-06;190!vig=
Legge 6 novembre 2012, n. 190 (c.d. Legge anticorruzione”) per la consultazione art. 1 co. 32

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33
Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 per consultazione artt. 15, 23, 26 e 27

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2013/50/All.-1-obblighi-di-pubblicazione1.pdf
Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione” alla Delibera CIVIT 50/2013 per la consultazione degli adempimenti nelle diverse sezioni di “Amministrazione trasparente”

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2013/50/Allegato-2-documento-tecnico1.pdf
Allegato 2 “Documento tecnico” alla Delibera CIVIT 50/2013 per la consultazione della  tempistica di pubblicazione

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013;039
D. Lgs. 39/2013 per la consultazione dell'art. 9 (inconferibilità e incompatibilità dirigenti e organi amministrativi di vertice) e art. 20 (obblighi di dichiarazione dell'assenza di cause di inconferibilità e incompatibilità)

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-03-30;165!vig=
D.Lgs. 165/2001 per la consultazione dell'art. 53 comma 14

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?id=76ccc9080a77804270d585dc0d04b1cf
Delibera ANAC 148/2014 per consultazione obblighi di pubblicazione relativi alle attestazioni di insussistenza selle cause di conflitto di interesse e diciarazione di assenza di cause di inconferibilità e incompatibilità

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/MenuServizio/FAQ/Trasparenza
Per consultazione FAQ  6.1 - 6.13

 


ARGOMENTO N. 6

Le publicazioni che integrano l'efficacia dell'atto - I contributi


RIFERIMENTI NORMATIVI

1. Artt. 23, 26  e 27 D.Lgs. 33/2013
2. Delibera CIVIT 50/2013
               – Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione”

               Allegato 2 “Documento tecnico”

3. Delibera CIVIT 59/2013

IN BREVE 

cosa pubblicare: 

1.  gli atti con cui sono determinati i criteri e le modalità di attribuzione di BENEFICI ECONOMICI diretti e/o indiretti

2.  gli atti di concessione dei BENEFICI ECONOMICI

  • quali atti? Tutti gli atti, sia provvedimentali che non (ex lettera del Dirigente)
  • a quali beneficiari? Sia a favore di soggetti privati che a favore di soggetti pubblici
  • per qualsiasi importo? Ogni qualvolta per lo stesso beneficiario nel corso dello stesso anno solare sia superato l'importo di € 1.000,00
  • a quali effetti? La publbicazione dell'atto è CONDIZIONE DI EFFICACIA dell'atto stesso

dove pubblicare:

1. Procedimenti di concessione :

Attività e procedimenti/Tipologia di procedimento

2. Atti di concessione dei benefici economici ai sensi degli artt. 26 c.2  e 27 c.1

SOVVENZIONI, contributi, sussidi, vantaggi economici/Atti di CONCESSIONE

 

quando pubblicare:      

TEMPESTIVAMENTE


come pubblicare:

In FORMATO APERTO (v. par. 3 Allegato 2 alla Delibera Civit 50/2013)


ATTENZIONE!

Il Garante della Privacy - Linee guida del 15.5.2014: “ Le pubbliche amministrazioni non sono libere di diffondere dati personali ulteriori, non individuati dal d.lgs. n. 33/2013 o da altra specifica norma di legge o di regolamento (art. 19, comma 3, del Codice) “.
L'eventuale pubblicazione di dati, informazioni e documenti, che non si ha l'obbligo di pubblicare, è legittima solo "procedendo all' anonimizzazione dei dati personali eventualmente presenti", come del resto ribadito dalla Delibera ANAC n. 831 del 3 agosto 2016 di approvazione del Piano Nazionale Anticorruzione 2016 che ribadisce a pag. 26 che " le amministrazioni e gli enti possono pubblicare i c.d. “dati ulteriori”, come espressamente previsto dalla   L. 190/2012, art. 1, co. 9, lett. f) e dall’art. 7-bis, co. 3 del d.lgs. 33/2013, ma l’ostensione di questi dati on line deve avvenire nel rispetto della normativa sulla tutela della riservatezza e procedendo all’anonimizzazione  di dati personali eventualmente presenti."
Dunque, in caso di pubblicazione sul sito, è necessario oscurare le parti dell'atto che presentano:

  1. dati eccedenti e non pertinenti (cioè ulteriori rispetto a quelli strettamente richiesta da una  norma)
  2. informazioni dalle quali si desuma lo stato di disagio fisico, sociale e/o economico del soggetto interessato.

 

 

LA QUESTIONE PRATICA

Per non duplicare le pubblicazioni ed adempiere contemporaneamente agli obblighi di cui al punto 3 lett. a),  lett. b) e art. 1 DPR 118/2000 (albo beneficiari da pubblicare entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello di riferimento), CVIT suggerisce (delibera 59/2013) la predisposizione di un'unica tabella in formato aperto da aggiornare TEMPESTIVAMENTE, contenente:

a.)    atto di CONCESSIONE (se c'è superamento di € 1.000,00 – cfr  par. 6 “Le precisazioni di ANAC)

b.) oggetto dell'atto

c.) nominativo beneficiario (nel rispetto della tutela della privacy – cfr par. 4 “Attenzione”)

d.)                importo del BENEFICIO ECONOMICO corrisposto

e.)                 norma o titolo a base dell'attribuzione

f.)                   ufficio e nominativo del responsabile del procedimento

g.)                 modalità seguita per l'individuazione del beneficiario

h.)                progetto selezionato*

i.)                   curriculum del beneficiario*

j.)    estremi relativi ai principali documenti contenuti nel fascicolo relativo al procedimento con indicazione del responsabile del procedimento (ad esempio n. e data di protocollo)

* elementi presenti solamente in talune circostanze di erogazione (ex. Concorso di idee per    l'abbellimento delle aiuole comunali da parte di associazioni del territorio)

LE PRECISAZIONI DI ANAC delibera ex CIVIT 59/2013

  • Quali benefici?
    Tutti i BENEFICI ECONOMICI, anche quelli INDIRETTI
  • Quali importi?
    Sono pubblicati solo gli atti che comportano il superamento dell'importo di € 1.000,00; in tale provvedimento sarà fatta menzione delle erogazioni che nel corso dell'anno solare hanno concorso al  raggiungimento dell'importo di € 1.000,00.
  • Se la concessione viene revocata?
    L'atto di CONCESSIONE rimane pubblicato per il periodo prescritto assieme ad apposita nota con cui si dà atto dell'avvenuta revoca.
  • Da non confondere:
    1.                  art. 15: compensi a consulenti, professionisti, collaboratori in “consulenti e collaboratori”
    2.    art. 1 co 32 L. 190/2012: corrispettivi per prestazioni di servizi, forniture e lavori in “bandi di gara e contratti” in sostituzione dell'art. 18 D.L. 83/2012, come previsto nell'allegato alla delibera CIVIT 50/2013 

    cfr anche FAQ 13.1 – 13.10

LE BUONE PRASSI

La pubblicazione dei contributi trova collocazione in due distinte sezioni  di “Amministrazione trasparente”: Sovvenzioni, contributi, sussidi e vantaggi economici ; Attività e procedimenti.  La sezione Sovvenzioni, contributi…. /Atti di concessione è la più completa: si suggerisce di pubblicare TEMPESTIVAMENTE le informazioni relative ad ogni concessione economica solo nella sezione  Sovvenzioni e contributi……… / Atti di concessione alla quale creare il link rispettivamente alla sezione Attività e procedimenti/Tipologia di procedimento  e   Contributi e sovvenzioni/Albo beneficiari. Per essere perfettamente aderenti al tenore letterale della norma, si consiglia l'impostazione di un filtro di visualizzazione per importi superiori ad € 1.000,00 nella sola sezione “Contributi e sovvenzioni/atti di concessione.

 

LINK UTILI

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2012-11-06;190!vig=
Legge 6 novembre 2012, n. 190 (c.d. Legge anticorruzione”) per la consultazione art. 1 co. 32

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33
Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 per consultazione artt. 15, 23, 26 e 27

http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3134436
Linee Guida del Garante della Privacy del 14 maggio 2014 per la consultazione del capoverso relativo alla anonimizzazione degli atti

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?id=0a2a82c50a7780421b118447817eb89b
Delibera CIVIT 59/2013 per la consulatzione delle precisazioni sulla publbicazione ex artt. 26 e 27 

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2013/50/All.-1-obblighi-di-pubblicazione1.pdf
Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione” alla Delibera CIVIT 50/2013 per la consultazione degli adempimenti nelle diverse sezionni di “Amministrazione trasparente” 

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2013/50/Allegato-2-documento-tecnico1.pdf
Allegato 2 “Documento tecnico” alla Delibera CIVIT 50/2013 per la consultazione della  tempistica di pubblicazione  

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2000-04-07;118!vig=
DPR 118/2000 per consultazione disciplina relativa alla tenuta dell'albo dei beneficiari

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/MenuServizio/FAQ/Trasparenza
Per consultazione FAQ 13.1 -13.10

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Comunicazione/News/_news?id=568dd1020a778042676a3454c1930d75
Per consultazione Delibera 831/2016 ANAC Determinazione di approvazione definitiva del Piano Nazionale Anticorruzione 2016

 

 

ARGOMENTO N. 8

Le publicazioni che integrano l'efficacia dell'atto - La pianificazione e il governo del territorio


RIFERIMENTI NORMATIVI

1. Art. 39 D.Lgs. 33/2013
2. Delibera CIVIT 50/2013 – Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione”
    -  Allegato 2 "Documento tecnico"

 

IN BREVE

cosa pubblicare:
1. in via generale gli atti di governo del territorio, ai sensi dell'art. 39 comma 1 lett. a) del D.Lgs. 33/2013,
quali atti?  tra gli altri (elenco non esaustivo ma esemplificativo):

  • piani territoriali
  • piani di coordinamento
  • piani paesistici
  • strumenti urbanistici generali e di attuazione
  • relative varianti

a quali effetti? La pubblicazione dell'atto è CONDIZIONE DI EFFICACIA dell'atto stesso

cfr par. 5 “La questione pratica”

2. per ciascuno degli atti di governo sub 1), ai sensi dell'art. 39 comma 1 lett. b) del D.Lgs. 33/2013:

  • quali documenti?
  • schema di provvedimento
  • delibere di adozione
  • delibere di apporvazione
  • relativi allegati tecnici

L'abrogazione della lett. b) comporta che ora sono oggetto di pubblicazione SOLO GLI ATTI DI GOVERNO  e non più i provvedimenti con cui vengono adottati e/o approvati.

 

2. ai sensi dell'art. 39 comma 2 del D.Lgs. 33/2013, la documentazione relativa ai procedimenti di presentazione e approvazione delle proposte di trasformazione urbanistica, di iniziativa pubblica o privata di in variante allo strumento urbanistico generale

  • quale documentazione?
  • istanza di parte (eventuale)
  • adozione del provvedimento
  • osservazioni
  • approvazione del provvedimento
  • a quali effetti?  La pubblicazione deI documenti sopra elencati NON è CONDIZIONE DI EFFICACIA dell'atto stesso.

3. ai sensi dell'art. 39 comma 2 del D.Lgs. 33/2013, in attuazione allo strumento urbanistico generale ma che comportino premialità edificatorie a fronte dell'impegno dei privati  alla realizzazione di opere di urbanizzaizone o alla cessione di aree o volumetrie per finalità di pubblico interesse:

  • quale documentazione?
  • istanza di parte (eventuale)
  • convenzione urbanistica con il privato (accordo sostitutivo di provvedimento)
  • a quali effetti?  La pubblicazione deI documenti sopra elencati NON è CONDIZIONE DI EFFICACIA dell'atto stesso.

 

dove pubblicare:

  1. Sezione di I livello “Pianificazione e governo del territorio”
  2. Sezione di I livello “Pianificazione e governo del territorio”
  3. Sezione di I livello “Pianificazione e governo del territorio”

quando pubblicare:     

1. TEMPESTIVAMENTE
2. TEMPESTIVAMENTE 
3. TEMPESTIVAMENTE  

come pubblicare:
1. in FORMATO APERTO
2. in tabelle FAC SIMILE TABELLA

ATTENZIONE!

Ai sensi dell'art. 5 co. 1 lett. f) e co. 6 e 7  D.L. 70/2011 rimane comunque in vigolre per i comuni l'obbligo di pubbliocare sul proprio sito gli allegati tecnici agli strumenti urbanistici.

 

LA QUESTIONE PRATICA

Ai sensi dell'art. 3 della L. R. Veneto 23 aprile 2004, n. 11, gli atti di governo oggetto di pubblicazione sono:

  • documento preliminare all'adozione del PTRC, del PRCP, del PAT e del PATI (cfr par. 6 “le precisazioni di ANAC)
  • piano regolatorie comunale (costituito dal PAT  - Piano di Assetto del Territorio -  e dal PI – Piano degli Interventi)
  • PATI (Piano di Assetto del Territorio Intercomunale)
  • PUA (Piani Urbanistici Attuativi)
  • PTCP (Piano territoriale di Coordinamento Provinciale)
  • PTRC (Piano Territoriale Regionale di Coordinamento)

Sono oggetto di pubblicazioe anche tutte le VARIANTI agli atti di governo sopra elencati.


LE PRECISAZIONI DI ANAC

Rientra tra gli atti di governo del territorio che le amministrazioni devono pubblicare ai sensi dell’art. 39 del d.lgs. n. 33/2013 anche il Documento programmatico preliminare contenente gli obiettivi ed i criteri per la redazione del Piano urbanistico generale.
NON rientra tra gli atti di governo del territorio che le amministrazioni devono pubblicare ai sensi dell’art. 39 del d.lgs. n. 33/2013 anche il Piano del commercio su aree pubbliche.
Le amministrazioni sono tenute a pubblicare gli atti di governo del territorio vigenti, ancorché adottati antecedentemente all’entrata in vigore del d.lgs. n. 33/2013. La pubblicazione degli atti adottati antecedentemente al 20 aprile 2013 non è però condizione di efficacia dell'atto di governo.
Rientrano tra gli atti di governo del territorio che le amministrazioni devono pubblicare ai sensi dell’art. 39 del d.lgs. n. 33/2013 anche i Piani delle attività estrattive (altrimenti detti Piani cave e torbiere).

 

BUONE PRASSI
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LINK UTILI

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33
Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 per consultazione art. 39

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2013/50/All.-1-obblighi-di-pubblicazione1.pdf
Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione” alla Delibera CIVIT 50/2013 per la consultazione degli adempimenti nelle diverse sezionni di “Amministrazione trasparente”

http://www.consiglioveneto.it/crvportal/leggi/2004/04lr0011.html
Legge regionale del veneto n. 11/2004 per la consultazione degli strumenti regionali per il governo del territorio.

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2013/50/Allegato-2-documento-tecnico1.pdf
Allegato 2 “Documento tecnico” alla Delibera CIVIT 50/2013 per la consultazione della  tempistica di pubblicazione

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/MenuServizio/FAQ/Trasparenza
Risposte ANAC alle FAQ in materia di governo del territorio

 

ARGOMENTO N. 9

 

Le pubblicazioni con la doppia tempistica - Le autorizzazioni

 

RIFERIMENTI NORMATIVI:

 

1. Art.1 commi 15 e 16 della L. 190/2012;

2. Art. 23 D.Lgs. 33/2013, come novellato dall'art. 22 del D.lgs n. 97 del 25 giugno 2016;

3. Delibera CIVIT 50/2013 – Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione”; Allegato 2 "Documento tecnico"

4. Orientamento ANAC n. 11 del 21 maggio 2014

 


IN BREVE

L'art. 22 del D.lgs 97/2016 abroga l'obbligo di pubblicare con periodicità semestrale i provvedimenti finali concernenti i procedimenti di autorizzazione previsto dall'art. 23 comma 1 lett. a) del D.lgs 33/2013.

Se nell'ambito dell'ordinamento giuridico tradizionale basato sulla gerarchia delle fonti del diritto è del tutto evidente che l'obbligo di pubblicazione semestrale succitato è stato abrogato in applicazione del principio lex posterior derogat priori, non altrettanto si può dire per l'obbligo di pubblicazione tempestiva, obbligo rinvenibile esclusivamente nell'Allegato 1 "Obblighi di pubblicazione" alla Delibera CIVIT 50/2013.

Nel contesto normativo vigente infatti si è affermato il complesso sistema di soft law costituito dalle Linee Guida, dalle delibere, dalle determine e dai comunicati dell'ANAC , difficilmente riconducibile alle fonti di produzione del diritto tradizionale, all'interno del quale si colloca dunque anche la Delibera CIVIT succitata con il suo allegato.

Tale Delibera ad avviso dello scrivente risulta al momento ancora vigente: tale tesi è corroborata dal fatto che la stessa ANAC richiama la Delibera CIVIT n. 50/2013 nella Delibera n. 831 del 3 agosto 2016 di approvazione definitiva del PNA 2016 e a riguardo auspica a breve di potere "operare una generale ricognizione dell'ambito soggettivo ed oggettivo degli obblighi di trasparenza delle p.a. in sostituzione delle Linee guida di cui alla delibera CIVIT  n. 50/213".

Pertanto si ritiene che permanga ancora, fino a nuova deliberazione di ANAC, l'obbligo di pubblicazione tempestiva dei provvedimenti di autorizzazione, così come previsto nell'allegato alla delibera CIVIT soprarichiamata secondo le modalità di seguito riportate, in forza dell'art. 1 co. 15 e 15 della l. 190/2016, che definisce la pubblicazione delle informazioni relative alle autorizzazioni un livello essenziale di prestaizone costituzionalmente garantito

 

cosa pubblicare:

I PROCEDIMENTI DI AUTORIZZAZIONE in base a quanto previsto all'allegato 1 alla Delibera CIVIT n. 50/2013.

  • Quali autorizzazioni? 

In senso stretto quelle scaturenti da un PROVVEDIMENTO ma, alla luce della finalità di trasparenza, anche quelle scaturenti da un ATTO AMMINISTRATIVO che non sia strettamente un provvedimento (ex. una lettera di autorizzazione).

  • Quali provvedimenti?
    Quelli finali dei procedimenti che si concludono con un'autorizzazione.
  •  Quali informazioni?
  1. Contenuto: trattasi di pubblicare il provvedimento finale integralmente.  
  2. Oggetto: trattasi di pubblicare una breve descrizione del contenuto; se contenente tutti gli elementi essenziali dell'autorizzazione, può opportunamente coincidere con l'oggetto descritto nell'atto stesso.
  3. Eventuale spesa prevista: trattasi di pubblicare l'eventuale impegno di spesa che il rilascio dell'autorizzazione comporta a carico della PA.
  4. Estremi relativi ai principali documenti contenuti nel fascicolo relativo al procedimento con indicazione del responsabile del procedimento: trattasi di pubblicare gli estremi (ad esempio n. e data di protocollo) dei documenti che hanno costituito il titolo per il rilascio dell'autorizzazione. In via generale:
  • istanza di parte
  • eventuali pareri di enti esterni

dove pubblicare:

Attività e procedimenti/Tipologie di procedimento (v. Allegato 1 Del. Civit 50/2013)


quando pubblicare:

       TEMPESTIVAMENTE           

come pubblicare:

     in FORMATO APERTO (v. par. 3 Allegato 2 alla Delibera Civit 50/2013)

 

ATTENZIONE!

1. Vi sono alcune, ancorchè infrequenti, fattispecie di autorizzazione in relazione alle quali è necessario fare attenzione alla tutela della privacy: si richiama ad esempio il permesso di costruire qualora questo riguardi opere per superare le barriere architettoniche. In questo caso è necessario rendere anonimo il provvedimento affinchè dal suo contenuto non si possa desumere lo stato di disagio fisico di un soggetto.

2.  Sono da considerare fattispecie di autorizzazione anche:

  • le licenze, ricondotte dalla dottrina dominante nella categoria delle autorizzazioni; ha natura autorizzatoria, in quanto lo jus edificandi inerisce alla proprietà,
  • il permesso di costruire.
  • il provvedimento di autorizzazione scaturente dall'applicazione della disciplina del silenzio assenso (art. 20 L. 241/1990), quale – ad esempio – la formazione del silenzio-assenso ai fini del rilascio del permesso di costruire (cfr TAR Lazio n. 192/2013).

3. La natura giuridica di DIA e SCIA:

  • la più consolidata dottrina e anche la giurisprudenza riscostruiscono la natura giuridica di DIA e SCIA come provvedimenti di autorizzazione: con sentenza n. 15/2011 la Sezione Plenaria del          Consiglio di Stato ha chiarito che la DIA e la SCIA costituiscono “atti privati volti a comunicare           l'intenzione di intraprendere un'attività direttamente ammessa dalla legge”.
  • Non essendo dunque provvedimenti amministrativi a formazione tacita, la DIA e la SCIA non sarebbero oggetto di pubblicazione ai fini dell'art. 23 del D.Lgs. 33/2013.
  • Con orientamento n. 11/2014 in direzione opposta si è espressa ANAC (cfr. par. 6 “Le precisazioni  di ANAC).

LA QUESTIONE PRATICA:

Al fine di rendere omogenee qualitativamente e quantitativamente le informazioni pubblicate sul sito e afferenti a procedimenti svolti nei diversi settori/servizi in cui è organizzata ogni singola PA, è opportuno “tipizzare” dette informazioni, a cura del Responsabile della trasparenza, in sede di predisposizione/aggiornamento della sezione dedicata alla trasparenza all'interno del PTPC e/o anche con apposite direttive (ad esempio si può stabilire che saranno sempre pubblicati gli estremi dell'istanza di parte e dell'eventuale parere di enti esterni).

LE PRECISAZIONI DI ANAC: 
orientamento ANAC n. 11 del 21 maggio 2014
Approfondimento


LINK UTILI

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33
Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 per consultazione art. 23 

http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3134436
Linee Guida del Garante della Privacy del 14 maggio 2014 per la consultazione del capoverso relativo alla anonimizzazione degli atti;

http://garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/4519681
Garante della Privacy: Trasparenza on line della PA e limiti alla pubblicazione 

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2013/50/All.-1-obblighi-di-pubblicazione1.pdf
Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione” alla Delibera CIVIT 50/2013 per la consultazione degli adempimenti nelle diverse sezioni di “Amministrazione trasparente”
Allegato 2 "Documento tecnico sui criteri di qualità della pubblicazione dei dati " alla Delibera CIVIT 50/2013.

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Orientamenti/Orientamenti/_orientamento?id=e155116a0a7780422a6899a8fa56d3f9
Orientamento ANAC n. 11/2014 in merito alla  pubblicazione di DIA e SCIA

 

ARGOMENTO N. 10

Le pubblicazioni con la doppia tempistica - Le concessioni

 

RIFERIMENTI NORMATIVI

a. Art. 1 commi 15 e 16 della L. 190/2012;

b. Art. 23 D.Lgs. 33/2013, come novellato dall'art. 22 del D.lgs n. 97 del 25 giugno 2016;

c. Artt. 26 e 27 D.Lgs. 33/2013

d. Delibera CIVIT 50/2013 – Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione”

                                          -      Allegato 2 “Documento tecnico”

e. Delibera CIVIT 59/2013.

 

IN BREVE

L'art. 22 del D.lgs 97/2016 abroga l'obbligo di pubblicare con periodicità semestrale i provvedimenti finali concernenti i procedimenti di concessione previsto dall'art. 23 comma 1 lett. a) del D.lgs 33/2013.

Se nell'ambito dell'ordinamento giuridico tradizionale basato sulla gerarchia delle fonti del diritto è del tutto evidente che l'obbligo di pubblicazione semestrale succitato è stato abrogato in applicazione del principio lex posterior derogat priori, non altrettanto si può dire per l'obbligo di pubblicazione tempestiva, obbligo rinvenibile esclusivamente nell'Allegato 1 "Obblighi di pubblicazione" alla Delibera CIVIT 50/2013.

Nel contesto normativo vigente infatti si è affermato il complesso sistema di soft law costituito dalle Linee Guida, dalle delibere, dalle determine e dai comunicati dell'ANAC , difficilmente riconducibile alle fonti di produzione del diritto tradizionale, all'interno del quale si colloca dunque anche la Delibera CIVIT succitata con il suo allegato.

Tale Delibera ad avviso dello scrivente risulta al momento ancora vigente: tale tesi è corroborata dal fatto che la stessa ANAC richiama la Delibera CIVIT n. 50/2013 nella Delibera n. 831 del 3 agosto 2016 di approvazione definitiva del PNA 2016 e a riguardo auspica a breve di potere "operare una generale ricognizione dell'ambito soggettivo ed oggettivo degli obblighi di trasparenza delle p.a. in sostituzione delle Linee guida di cui alla delibera CIVIT  n. 50/213".

Pertanto si ritiene che permanga ancora, fino a nuova deliberazione di ANAC, l'obbligo di pubblicazione tempestiva dei provvedimenti di concessione, così come previsto nell'Allegato 1 alla delibera CIVIT soprarichiamata secondo le modalità di seguito riportate.

 

cosa pubblicare:

a.) I PROCEDIMENTI DI CONCESSIONE, in base a quanto previsto nell' Allegato 1 alla Delibera CIVIT 50/2013 ( per singoli procedimenti di concessione).

Più precisamente:

  • Quali concessioni?
    In senso stretto quelle scaturenti da un PROVVEDIMENTO ma, alla luce della finalità di trasparenza, anche quelle scaturenti da un ATTO AMMINISTRATIVO che non sia strettamente un provvedimento (ex. una lettera di concessione di un contributo economico indiretto, quale l'utilizzo gratuito di un immobile comunale).
  • Quali provvedimenti?
    Quelli finali dei procedimenti che si concludono con una concessione .
  • Quali informazioni?
    1.                  Contenuto: trattasi di pubblicare il provvedimento finale integralmente???????
    2.    Oggetto: trattasi di pubblicare una breve descrizione del contenuto; se contenente tutti gli elementi essenziali della concessione, può opportunamente coincidere con l'oggetto descritto nell'atto stesso.
    3.    Eventuale spesa prevista: trattasi di pubblicare l'eventuale impegno di spesa che il rilascio dell'autorizzazione comporta a carico della PA.
    4.    Estremi relativi ai principali documenti contenuti nel fascicolo relativo al procedimento con indicazione del responsabile del procedimento: trattasi di pubblicare gli estremi (ad esempio n. e data di protocollo) dei documenti che hanno costituito il titolo per il rilascio della concessione. In via generale:
  • istanza di parte
  • eventuali pareri di enti esterni

 b.) GLI ATTI DI CONCESSIONE DEI BENEFICI ECONOMICI, ai sensi dell'art. 26

  • Quali atti?
    Tutti gli atti, sia provvedimentali che non (ex lettera del Dirigente)
  • A quali beneficiari?
    Sia a favore di soggetti privati che a favore di soggetti pubblici.
  • Per qualsiasi importo?
    Ogni qualvolta per lo stesso beneficiario nel corso dello stesso anno solare sia superato l'importo di € 1.000,00.
  • A quali effetti?
    La pubblicazione dell'atto è CONDIZIONE DI EFFICACIA dell'atto stesso

dove pubblicare:

1. provvedimenti di concessione:
    1.a  Attività e procedimenti/Tipologia di procedimento
   1.b  Provvedimenti/Provvedimenti organi indirizzo politico OPPURE provvedimenti dirigenti
2. atti di concessione dei benefici economici ai sensi dell'art. 23 e 26
    2.a  Attività e procedimenti/Tipologia di procedimento
    2.b  Provvedimenti/Provvedimenti ORGANI INDIRIZZO POLITICO oppure provvedimenti dirigenti

   2.c  SOVVENZIONI, contributi, sussidi, vantaggi economici/Atti di CONCESSIONE

quando pubblicare:

1.a  TEMPESTIVAMENTE  (art. 23)          2.a   TEMPESTIVAMENTE (art. 23)
1.b  SEMESTRALMENTE (art. 23)             2.b   SEMESTRALMENTE (art. 23)
                                                         2.c    TEMPESTIVAMENTE (art. 26)

come pubblicare:

1. in FORMATO APERTO
2. in tabelle divise per anno

ATTENZIONE!

Il Garante della Privacy  - Linee guida del 15.5.14 : “ Le pubbliche amministrazioni non sono libere di diffondere "dati personali" ulteriori, non individuati dal d. lgs. n. 33/2013 o da altra specifica norma di legge o di regolamento (art. 19, comma 3, del Codice).
L'eventuale pubblicazione di dati, informazioni e documenti, che non si ha l'obbligo di pubblicare, è legittima solo "procedendo alla anonimizzazione dei dati personali eventualmente presenti". Dunque, in caso di pubblicazione sul sito, è necessario rendere anonimo l'atto  qualora questo contenga:
  1. dati eccedenti e non pertinenti (cioè ulteriori rispetto a quelli strettamente richiesta da una  norma)
  2.informazioni dalle quali si desuma lo stato di disagio fisico, sociale e/o economico del soggetto interessato

 

LA QUESTIONE PRATICA

Per non duplicare le pubblicazioni ed adempiere contemporaneamente agli obblighi ex art. 23, 26 e 27 D.Lgs. 33/13 e art. 1 DPR 118/2000 (albo beneficiari da pubblicare entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello di riferimento), CVIT suggerisce (delibera 59/2013) la predisposizione di un'unica tabella in formato aperto da aggiornare TEMPESTIVAMENTE, contenente:
1.atto di CONCESSIONE (se c'è superamento di € 1.000,00 – cfr  par. 6 “Le precisazioni di ANAC)
2.oggetto dell'atto
3.nominativo beneficiario (nel rispetto della tutela della privacy – cfr par. 4 “Attenzione”)
4.importo del BENEFICIO ECONOMICO corrisposto
5.norma o titolo a base dell'attribuzione
6.ufficio e nominativo del responsabile dle procedimento
7.modalità seguita per l'individuazione del beneficiario
8.progetto selezionato*
9.curriculum del beneficiario*
10.  estremi relativi ai principali documenti contenuti nel fascicolo relativo al procedimento con indicazione dle responsabile del procedimento (ad esempio n. e data di protocollo)
* elementi presenti solamente in talune circostaze di erogazione (ex. Concorso di idee per l'abbellimento delle aiuole comunali da parte di associazioni del territorio)

LE PRECISAZIONI DI ANAC

 

  • quali benefici? Tutti i BENEFICI ECONOMICI, anche quelli INDIRETTI
  • quali importi? Sono pubblicati solo gli atti che comportano il superamento dell'importo di € 1.000,00; in tale provvedimento sarà fatta menzione delle erogazioni che nel corso dell'anno solare hanno concorso al  raggiungimento dell'importo di € 1.000,00
  • se la concessione viene revocata? L'atto di CONCESSIONE rimane pubblicato per il periodo prescritto assieme ad apposita nota con cui si dà atto dell'avvenuta revoca.
  • Da non confondere:
        1. art. 15: compensi a consulenti, professionisti, collaboratori in “consulenti e collaboratori”
        2.  art. 1 co 32 L. 190/12: corrispettivi per prestazioni di servizi, forniture e lavori in “bandi di gara e contratti” in sostituzione dell'art. 18 D.L. 83/2012, come previsto nell'allegato alla 
              delibera CIVIT 50/2013

           cfr anche FAQ 13.1 – 13.10

 

BUONE PRASSI

La pubblicazione dei contributi trova collocazione in tre distinte partizioni di “Amministrazione trasparente”: Provvedimenti; Contributi e sovvenzioni, Attività e procedimenti. 
La sezione Contributi e sovvenzioni/atti di concessione è la più completa: si suggerisce di pubblicare TEMPESTIVAMENTE le informazioni relative ad ogni concessione economica solo nella sezione Contributi e SOVVENZIONI/atti di CONCESSIONE alla quale creare il link dalle altre sezioni: Provvedimenti/provvedimenti dell'organo politico e/o dei dirigenti,  Attività e procedimenti/tipologia di procedimento, Contributi e sovvenzioni/Albo beneficiari.
Per essere perfettamente aderenti al tenore letterale della norma, si consiglia l'impostazione di un filtro di visualizzazione per importi superiori ad € 1.000,00 nella sola sezione “Contributi e sovvenzioni/atti di concessione.

 

LINK UTILI

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2012-11-06;190!vig=
Legge 6 novembre 2012, n. 190 (c.d. “Legge anticorruzione”) per la consultazione art. 1 co. 32

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33
Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 per consultazione artt. 15, 23, 26 e 27

http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3134436
Linee Guida del Garante della Privacy del 14 maggio 2014 per la consultazione del capoverso relativo alla anonimizzazione degli atti

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?id=0a2a82c50a7780421b118447817eb89b
Delibera CIVIT 59/2013 per la consultazione delle precisazioni sulla pubblicazione ex artt. 26 e 27

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2013/50/All.-1-obblighi-di-pubblicazione1.pdf
Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione” alla Delibera CIVIT 50/2013 per la consultazione degli adempimenti nelle diverse sezioni di “Amministrazione trasparente”

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2013/50/Allegato-2-documento-tecnico1.pdf
Allegato 2 “Documento tecnico” alla Delibera CIVIT 50/2013 per la consultazione della  tempistica di pubblicazione

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2000-04-07;118!vig=
DPR 118/2000 per consultazione disciplina relativa alla tenuta dell'albo dei beneficiari

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/MenuServizio/FAQ/Trasparenza
Per consultazione FAQ 13.1 -13.10

 

 

ARGOMENTO N. 11

Le pubblicazioni con la doppia tempistica -Le procedure di scelta del contraente

 

RIFERIMENTI NORMATIVI

1.                  Art. 23 D.Lgs. 33/2013, come modificato dall'art. 22 del D.Lgs. 97/2016

2.                  Delibera CIVIT 50/2013 – Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione”

3.                  Art. 1 comma 32 L. 190/2012

4.                  Delibera AVCP 26/2013

5.                  Comunicato del Presidente del 22 maggio 2013

6.                  Allegato al Comunicato del Presidente AVCP del 22 maggio 2013

7.                  Comunicato del Presidente del 13 giugno2013

8.                  Art. 29 D.Lgs. 50/2016

 

 


IN BREVE

cosa pubblicare:

   quali procedimenti vanno presi in considerazione? Tutti quelli avviati al fine di scegliere il contraente al quale affidare un lavoro, una fornitura o un servizio, disciplinati dal D.Lgs. 50/2016 (c.d. “Codice dei contratti”)

 

   quali informazioni per ciascun procedimento?

 

a) PER LA PUBBLICAZIONE TEMPESTIVA E ANNUALE

 


INFORMAZIONI

DESCRIZIONE

CIG

Codice Identificativo Gara rilasciato dall’Autorità

Struttura proponente

Codice fiscale e denominazione della Stazione Appaltante responsabile del procedimento di scelta del contraente

Oggetto del bando

Oggetto del lotto identificato dal CIG

Procedura di scelta del contraente

Procedura di scelta del contraente

Elenco degli operatori invitati a presentare offerte

Elenco degli OE partecipanti alla procedura di scelta del contraente. Si intende l'elenco degli operatori che hanno presentato offerta (e quindi tutti i partecipanti in caso di procedura aperta e di quelli invitati a seguito di procedura ristretta o negoziata).

Per ciascun soggetto partecipante vanno specificati: codice fiscale, ragione sociale e ruolo in caso di partecipazione in associazione con altri soggetti

Aggiudicatario

Elenco degli OE risultati aggiudicatari della procedura di scelta del contraente. Per ciascun soggetto aggiudicatario vanno specificati: codice fiscale, ragione sociale e ruolo in caso di partecipazione in associazione con altri soggetti

Importo di aggiudicazione

Importo di aggiudicazione al lordo degli oneri di sicurezza ed al netto dell’IVA

Tempi di completamento dell’opera, servizio o fornitura

Data di effettivo inizio lavori, servizi o forniture.

Data di ultimazione lavori, servizi o forniture (da intendersi come data contrattualmente prevista ed eventualmente prorogata o posticipata in virtù di successivi atti contrattuali)

Importo delle somme liquidate

Importo complessivo delle somme erogate dalla stazione appaltante annualmente ed incrementate di anno in anno  fino alla conclusione dell'appalto, al netto dell'IVA.


 

b) PER LA PUBBLICAZIONE SEMESTRALE

Contenuto: trattasi di pubblicare gli elenchi dei provvedimenti adottati dagli organi di indirizzo politico e dai dirigenti, relativi ai provvedimenti finali di cui trattasi.

L'art. 29 del D.Lgs. 50/2016 pone nuovo obblighi di pubblicazione sul profilo Committente della sezione “Amministrazione trasparente” con l'applicazione delle disposizioni di cui al D.Lgs. 33/2013. L'articolo citato non pone soglie minime di importo e impone l'obbligo di pubblicazione di tutti gli atti delle amministrazioni aggiudicatrici relativi alla programmazione  nonché, per quanto qui interessa, quelli relativi alle procedure di affidamento di appalti pubblici di forniture, lavori ed opere . Ne consegue che oltre agli obbligi di pubblicazione dell'art. 1, comma 32, della L. 190/2012 e dell'art. 23 del D.Lgs. 33/2013, si addiviene alla pubblicazione di tutte le deliberazioni/determinazioni a contrattare, dei provvedimenti di ammissione ed esclusione dalla gara nella fase di esame della documentazione amministrativa, di aggiudicazione definitiva

dove pubblicare: 

a) Bandi di gara e contratti:

    informazioni sulle singole procedure;

    adempimenti art. 29 D.Lgs. 50/2016.

      b) Provvedimenti/Provvedimenti ORGANI DI INDIRIZZO POLITICO oppure provvedimenti dirigenti

quando pubblicare:      

1. TEMPESTIVAMENTE  e ANNUALMENTE             2.  SEMESTRALMENTE

come pubblicare: 

a) in FORMATO APERTO
b) in tabelle divise per anno

 


ATTENZIONE!

1. Sono da considerare fattispecie di scelta del contraente, in quanto la procedura è disciplinata dall'art. 164 D.Lgs. 50/2016, anche:

  • le concessioni di lavori
  • le concessioni di servizi

2. la sanzione specifica per la mancata o parziale comunicazione annuale prevista dall'art. 1 comma 32 L. 190/2012 che rinvia all'art. 6 comma 1 del D.Lgs. 163/2006, ora abrogato, deve ora intendersi riferita all'art. 213, comma 13, D.Lgs. 50/2016):

  • entro il limite minimo di euro 250,00 ed il limite massimo di euro 25.000 se rifiutano od omettono, senza giustificato motivo, di fornire le informazioni o di esibire i documenti;

 

  • ovvero entro il limite minimo di euro 500,00 ed il limite massimo di euro 50.000 se forniscono informazioni od esibiscono documenti non veritieri.

 

LA QUESTIONE PRATICA

Dovendo pubbblicare TEMPESTIVAMENTE E ANNUALMENTE le medesime informazioni, si suggerisce di pubblicare tempestivamente secondo le specifiche tecniche dettate da ANAC (allegato al comunicato del Presidente del 22 maggio 2013) in modo tale da implementare durante l'anno un tracciato pronto per l'estrazione in formato xml, come richiesto da ANAC per la pubblicazione annuale.



LE PRECISAZIONI DI ANAC

 

1. la definizione di adempimento (art. 1 del. ANAC 26/13): la comunicazione parziale delle informazioni è equiparata alla mancata trasmissione dei dati

2. informazioni da pubblicare per ciascuna procedura di scelta del contraente (art. 2 del. ANAC 26/13)

3. modalità di invio delle informazioni(caratteristiche del link e del modulo per l'attestazione di avvenuto adempimento): allegato specifiche tecniche alla del. ANAC 26/2013 

 


BUONE PRASSI

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LINK UTILI

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2013/50/All.-1-obblighi-di-pubblicazione1.pdf
Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione” alla Delibera CIVIT 50/2013 per la consultazione degli adempimenti nelle diverse sezionni di “Amministrazione trasparente” 

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2012-11-06;190!vig=
per la consultazione dell'art. 1 comma 32 della l. 190/2012

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-12;163
per la consultazione dell'art. 6 del D.Lgs. 163/2006

http://www.avcp.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=5397
Comunicato Presidente ANAC 22 maggio 2013


http://www.avcp.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=5396
Deliberazione ANAC n. 26 del 22 maggio 2013
http://www.avcp.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/pdf/AllCom27.05.13SpecificeTecnichev1.0.pdf
Speifiche tecniche allegate al comunicato del Presidente del 22 maggio 2013

http://www.avcp.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=5406
Comunicato del presidente del 13 giugno 2013

 

ARGOMENTO N. 12

Le pubblicazioni con la doppia tempistica -Le procedure concorsuali

 

RIFERIMENTI NORMATIVI

1. Art. 19 D.Lgs. 33/2013
2. Art. 23 D.Lgs. 33/2013
3. Delibera CIVIT 50/2013 – Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione”
4. Art. 1 co. 16 L. 190/2012

IN BREVE

cosa pubblicare:

1. I BANDI

  • quali bandi?
    1.                  elenco dei bandi in corso per il reclutamento di personale assoggettato al CCNL di riferimento
    N.B. Il D.Lgs. 97/2016 ha abrogato la parte dell'art. 19 co. 2 in cui era prevista la pubblicazione costantemente aggiornata dell'elenco dei bandi espletati nell'ultimo triennio.
  • quali informazioni? Per ciascun bando (in corso o concluso):
    1.    criteri di valutazione della commissione
    2.    tracce delle prove scritte

    Il D.lgs. 97/2016 ha abrogato la parte dell'art. 19 co. 2 in cui era previsto che per ciascun bando fossero pubblicati il numero di dipendenti assunti nonché le spese sostenute per l'espletamento del bando
    N.B. Il D.Lgs. 97/2016 ha soppresso la lett. c) dell'art. 23 del D.Lgs. 33/2013 che disponeva la pubblicazione semestrale dei provvedimenti finali dei procedimenti avviati per il reclutamento di personale da assoggettare al CCNL di riferimento

dove pubblicare:
1. Bandi di concorso

quando pubblicare:      

1. TEMPESTIVAMENTE              

come pubblicare: 

            a) in FORMATO APERTO
            b) in tabella

ATTENZIONE!
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LA QUESTIONE PRATICA

Ai fini dell'adempimento di cui all'art. 19, si suggerisce la predisposizione e la pubblicazione di un'unica tabella dei bandi in corso: la tabella, oltre all'indicazione dei criteri di valutazione e delle tracce delle prove scritte, recherà una colonna in cui sarà indicato se il bando è concluso; questa impostazione consente di armonizzare la norma che richiede la pubblicazione dei bandi in corso con quella che disciplina la durata quinquennale delle pubblicazioni.

Si precisa che l'apposita colonna recherà l'indicazione del bando “CONCLUSO”  e non quella di “SCADUTO”, in coerenza con la disciplina normativa che richiede la pubblicazione dei bandi “IN CORSO”, che comprende sia i bandi di cui non sia ancora scaduto il termine per la presentazione dell'istanza di partecipazione sia quelli il cui termine sia scaduto ma il cui procedimento sia ancora in corso.

 

LE PRECISAZIONI DI ANAC

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BUONE PRASSI
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LINK UTILI

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33
Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 per consultazione art. 19 e 23

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2013/50/All.-1-obblighi-di-pubblicazione1.pdf
Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione” alla Delibera CIVIT 50/2013 per la consultazione degli adempimenti nelle diverse sezioni di “Amministrazione trasparente”

 

ARGOMENTO N. 13

Le informazioni sui titolari di incarico politico

 

RIFERIMENTI NORMATIVI

1. Art. 14 D.Lgs. 33/13
2. Delibera ANAC 65/2013
3. Delibera ANAC 144/2014
4. FAQ ANAC sulla trasparenza, Sezione 5;
L. 441/1982
 

IN BREVE

cosa pubblicare :

        a)      atto di nomina o di proclamazione con indicazione della durata dell'incarico o del mandato elettivo;
b)     
curriculum;
c)      compensi di qualsiasi natura connessi all'assunzione della carica; importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici;
d)      dati relativi all'assunzione di altre cariche, presso enti pubblici o privati ed i relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti;
e)      altri eventuali incarichi con oneri a carico della finanza pubblica e indicazione dei compensi spettanti;

PER I COMUNI CON POPOLAZIONE SUPERIORE A 15.000 ABITANTI E/O CAPOLUOGO DI PROVINCIA:
                    f)       dichiarazioni di cui all'art. 2 della L. n. 441/1982 :
                                1)       dichiarazione concernente i diritti reali su beni immobili e su beni mobili iscritti in pubblici registri, le azioni di società, le quote di partecipazione a società, e la
                                         titolarità di imprese ex art. 47 D.Lgs. 33/2013;

                        2) copia ultima dichiarazione dei redditi; se il soggetto è esonerato dalla dichiarazione dei redditi: dichiarazioen sostitutiva di atto notorio relativa alla specifica circostanza
                                    ed eventuali CU

                        3) dichiarazione concernente le spese sostenute e le obbligazioni assunte per la campagna elettorale ovvero l'attestazione di essersi avvalsi esclusivamente di materiali
                                     e di mezzi propagandistici e messi a disposizione dal partito o dalla formazione politica della cui lista hanno fatto parte*;

                a)      attestazioni e dichiarazioni  di cui all'art. 3 della L. n. 441/1982, rese dai titolari di incarico politico in costanza di incarico o mandato, concernente le variazioni della
                              situazione patrimoniale di cui al precedente punto 1), intervenute nell'anno precedente e copia della dichiarazione dei redditi;

               b)      attestazioni e dichiarazioni  di cui all'art. 4 della L. n. 441/1982, rese dai soggetti di cui sopra cessati dall'ufficio, concernente le variazioni della situazione patrimoniale di cui
                            al precedente punto 1), intervenute dopo l'ultima attestazione e copia della dichiarazione dei redditi.


Stante l'abrogazione dell'art. 41-bis del D.Lgs. 267/2000 [ex art. 53, comma 1, lett. c) del D.Lgs. 33/2013], l'adempimento di cui all'art. 14, comma 1, lett. f) del D.Lgs. 33/2013 deve essere coordinato con l'art. 1, comma 1, n. 5) della L. n. 441/1982, che individua negli amministratori dei comuni capoluogo di provincia ovvero dei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti i soggetti tenuti alla presentazione delle dichiarazioni ed attestazioni di cui agli artt. 2, 3 e 4 della medesima legge.

*La vigente legge in materia (art. 11 L. 515/93) stabilisce che le spese elettorali sono quelle relative:

  • ai locali per le sedi elettorali, ai viaggi e soggiorni, alle spese telefoniche e postali e agli oneri passivi (interessi): tali spese sono calcolate in misura forfetaria nella percentuale fissa del 30% del totale delle spese ammissibili;
  • alla produzione, all'acquisto e all'affitto di materiali e mezzi compresa l'acquisizione di spazi sugli organi di informazione, giornali, radio, televisioni private;
  • all'organizzazione di manifestazioni di propaganda, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, anche di carattere sociale, culturale e sportivo;
  • alla stampa, distribuzione e raccolta dei moduli, all'autenticazione delle firme e tutto quanto necessita per la presentazione delle liste elettorali;
  • al personale utilizzato e ad ogni prestazione e servizio conseguente alla campagna elettorale;
  • alle obbligazioni assunte per la propaganda elettorale, secondo quanto previsto dalla L. 441/1982 8art. 2, co. 1, n. 3). Si precisa che la legge inserisce tra le spese dei singoli candidati anche quelle riferibili agli stessi ma sostenute dai partiti, liste di candidati, sindacati, organizzazioni di categoria imputabili pro quota. Le spese pro quota concorrono alla formazione del totale delle spese sostenute dal candidato stesso.

Le dichiarazioni allegate alle spese elettorali (Art. 4 co. 3 L. 659/1981 richiamato dall'art. 2 co. 3 L. 441/82):
Alla dichiarazione resa dai titolari di incarico politico in merito alle spese sostenute per la campagna elettorale, ai sensi dell'art. 4 co. 3 L. 659/1981 richiamato dall'art. 2 co. 3 L. 441/82 dovranno essere allegate le dichiarazioni, rese sul proprio onore, relative ad eventuali CONTRIBUTI ricevuti.
Questa dichiarazione sarà resa congiuntamente dal beneficiario e dal soggetto erogante quando l'importo dell'erogazione, a qualsiasi titolo effettuata, superi nel corso dell'anno solare l'importo di € 5.000,00. Sono esclusi i FINANZIAMENTI direttamente concessi da istituti di credito o da aziende bancarie, alle condizioni fissate dagli accordi interbancari.

dove pubblicare:
Organizzazione/ Organi di indirizzo politico-amministrativo 

come pubblicare:
in FORMATO APERTO
in formato tabellare 

quando pubblicare: 
1. la prima pubblicazione: entro tre mesi dalla elezione o dalla nomina;
2. l'aggiornamento:
       a) ANNUALE con riferimento alla situazione reddituale e patrimoniale
       b) TEMPESTIVO  per tutte le altre informazioni
       c) in caso di cessazione del mandato o dell'incarico:
              - entro tre mesi dalla cessazione del mandato o dell'incarico con riferimento alla situazione patrimoniale
           - entro un mese dal termine ultimo per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa    all'ultimo periodo fiscale in cui l'amministratore ricopriva la carica con riferimento alla dichiarazione dei redditi

gli adempimenti per i Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti: 

stante l'abrogazione dell'art. 41-bis del D.Lgs. 267/2000 [ex art. 53, comma 1, lett. c) del D.Lgs. 33/2013] l'adempimento di cui all'art. 14, comma 1, lett. f) del D.Lgs. 33/2013 deve essere coordinato con l'art. 1, comma 1, n. 5) della L. n. 441/1982, che individua negli amministratori dei comuni capoluogo di provincia ovvero dei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti i soggetti tenuti alla presentazione delle dichiarazioni ed attestazioni di cui agli artt. 2, 3 e 4 della medesima legge.

il consenso dei coniugi e dei parenti entro il secondo grado:
l'art. 14, comma 1, del D.Lgs. 33/2013 stabilisce che il il titolare di incarichi politici presenta oltre alla dichiarazione concernente la propria situazione patrimoniale e reddituale anche quella relativa al coniuge non separato e ai parenti entro il secondo grado, purchè questi ultimi vi consentano. Oggetto del consenso è la  produzione delle dichiarazioni relative alla situazione patrimoniale e reddituale (vedi art. 2, comma 2, della L. n. 441/1982) e i successivi aggiornamenti annuali.
Nel caso in cui il titolare dell’incarico politico o di indirizzo politico dichiari il mancato consenso alla pubblicazione delle attestazioni e delle dichiarazioni di cui all’art. 14, c. 1, lett. f), del D.Lgs. n. 33/2013, del coniuge non separato e dei parenti entro il secondo grado, sussiste, ai fini della pubblicazione, l’obbligo di indicare il legame di parentela con il titolare dell’incarico politico o di indirizzo politico, ma non quello di identificazione personale del coniuge e dei parenti.
Resta fermo l’obbligo in capo all’amministrazione di pubblicare l’atto dal quale risulta il mancato consenso. Detto atto deve essere prodotto dal titolare dell’incarico (cfr FAQ 5.25).

la durata della pubblicazione, la destinazione delle informazioni a fine pubblicazione, il riutilizzo dei dati

durata della pubblicazione:

  • situazione patrimoniale e reddituale di titolare di incarico politico, coniuge e parenti entro il secondo grado consenzienti: fino alla cessizone del mandato
  • tutte le altre dichiarazioni (che riguardano solo il titolare di incarico politico): 3 anni dalla cessazione del mandato o dell'incarico

destinazione delle informazioni a fine pubblicazione:
situazione patrimoniale e reddituale di titolare di incarico politico, coniuge e parenti entro il secondo grado consenzienti: oblio
tutte le altre dichiarazioni (che riguardano solo il titolare di incarico politico): archivio 

il riutilizzo dei dati:
ai sensi dell'art. 14 co. 1 lett. f),  l'art. 7 (“Dati aperti e riutilizzo”) non si applica alle informazioni relative al cominuge e ai parenti entro il seocndo grado consenzienti.
 

 

ATTENZIONE!

  • Il rispetto della disciplina in materia di privacy : Il Garante della privacy, con provvedimento n. 243 del 15 maggio 2014 (documento web 3134436), alla luce del D.Lgs. 33/2013, interviene con delle linee guida in ordine sia alla pubblicazione di atti e documenti che le PP.AA. devono mettere on line per finalità di trasparenza sia di quelli finalizzati a garantire altri obblighi di pubblicità. Per ciò che qui interessa, con riferimento alla pubblicazione della dichiarazione dei redditi, secondo il Garante la disposizione dell'art. 14 deve essere coordinata con l'art. 4, comma 4, dello stesso D.Lgs. 33/2013, con i principi di pertinenza e non eccedenza e di tutela dei dati sensibili di cui agli artt. 11, comma 1, lett. d), e 22 del D.Lgs. 196/2003 (codice in materia di protezione dei dati personali). Pertanto, continua il Garante, ai fini dell'adempimento dell'obbligo di pubblicazione risulta sufficiente pubblicare la copia della dichiarazione dei redditi dei componenti degli organi di indirizzo politico e, ove vi consentano, del coniuge non separato e dei parenti entro il secondo grado, previo oscuramento (a cura dell'interessato o del soggetto tenuto alla pubblicazione qualora il primo non vi abbia provveduto):

    a) delle informazioni eccedenti e non pertinenti rispetto alla ricostruzione della situazione patrimoniale degli interessati (quali ad es. lo stato civile, il codice fiscale, la 
         sottoscrizione, etc.);
    b) delle informazioni dalle quali si possano desumere indirettamente dati di tipo sensibile (il documento contiene le indicazioni relative alle tipologie di cui trattasi).
  • le sanzioni in capo al titolare di incarico politico per la mancata o incompleta presentazione delle informazioni : sono disciplinate dall'art. 47, comma 1, del D.Lgs. 33/2013 cfr argomento “LE SANZIONI
  • anche le dichiarazioni rigurdanti il coniuge e/o i parenti entro il secondo grado consenzienti sono rilasciate dal titolare dell'incarico politico sul proprio onore.

 

LA QUESTIONE PRATICA

FAC -simili di dichiarazione

 

LE PRECISAZIONI DI ANAC

1. con la deliberazione n. 144/2014 (interamente sostitutiva della deliberazione n. 65/2013) viene precisato quanto segue:

  • ambito soggettivo di applicazione -  l'art.11 del D.Lgs. 33/2013, come modificato dall'art. 24-bis del D.L. n. 90/2014, convertito in L. n. 114/2014, si applica:
    1. a  tutte le amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165/2001 e ss.mm.ii., incluse le autorità amministrative indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione;
    2. agli enti di diritto pubblico non territoriali (economici e non economici), nazionali, regionali o locali comunque denominati, istituiti, vigilati, finanziati dalla pubblica amministrazione che conferisce l'incarico ovvero i cui amministratori siano da questa nominati (i requisiti “istituiti”, “vigilati”, “finanziati” ed i poteri di nomina vanno considerati come indici di pubblicità che, alternativamente, possono determinare il carattere pubblico di un ente e, quindi, la piena applicabilità della disciplina prevista per le PP.AA.).
  • Individuazione in generale degli “organi di indirizzo politico”-  la disposizione dell'art. 14 comprende:
    1. gli organi che siano «direttamente o indirettamente espressione di rappresentanza politica» (assemblee e organi monocratici direttamente eletti insieme con organi, monocratici e collegiali da questi eletti);
    2. gli organi che non siano espressione di rappresentanza politica, ma che esprimano un indirizzo politico con riferimento all’organizzazione e all’attività dell’amministrazione cui sono preposti.

    Pertanto, si devono comprendere tutti gli organi, elettivi o meno, espressione di rappresentanza politica o meno, che comunque, all’interno della propria amministrazione/ente pubblico, esprimono, attraverso atti di indirizzo e controllo, un indirizzo generale, che può essere qualificato come “indirizzo politico-amministrativo”, sull’organizzazione e sull’attività dell’ente, essendo le competenze di amministrazione attiva e di gestione riservate ai dirigenti.
    Vedi a titolo esemplificativo l'Allegato 1 alla deliberazione 144.
  • Applicazione art. 14, comma 1, lett. f) - sono soggetti agli obblighi di pubblicazione relativamente alla situazione reddituale e patrimoniale i componenti degli organi di indirizzo politico nei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, fermo restando l’obbligo di pubblicazione per i componenti degli organi di indirizzo politico in tutti i comuni, indipendentemente dal numero di abitanti, dei dati e delle informazioni di cui alle lettere da a) ad e) del medesimo art. 14, comma 1. Quanto alle forme associative di comuni si precisa che l’obbligo si riferisce agli organi di indirizzo politico delle stesse se la popolazione complessiva supera i 15.000 abitanti.
  • Soggetti destinatari della sanzione per mancata od incompleta comunicazione delle informazioni: esclusivamente i componenti degli organi di indirizzo politico. Nessuna sanzione è applicabile nei confronti del coniuge non separato e dei parenti entro il secondo grado stante la subordinazione prevista dal legislatore per la diffusione dei relativi dati a un espresso consenso da parte dei medesimi. La sanzione non può riguardare nemmeno la PA che riceve le dichiarazioni.
  • Informazioni concernenti la “situazione patrimoniale” - di cui all'art. 14, comma 2, si intendono la dichiarazione concernente diritti reali su beni immobili e su beni mobili iscritti in pubblici registri, ivi compresa la titolarità di imprese, azioni di società, quote di partecipazione a società.

2. con comunicato del 3 giugno 2015, il Presidente ANAC osserva che, per limitare gli oneri amministrativi, qualora i soggetti di cui occorre pubblicare tali dati siano già titolari di incarichi politici di carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico di livello statale, regionale e locale, presso altre pubbliche amministrazioni, verificato il corretto assolvimento di tali obblighi presso tali amministrazioni nel rispetto dei principi di qualità delle informazioni di cui all’art.6 del d.lgs. 33/2013, l’obbligo di pubblicazione può ritenersi assolto indicando, accanto a ciascun nominativo, il link dell’amministrazione dove i dati risultano già pubblicati.


3. l'obbligo di pubblicazione delle dichiarazioni concernenti i diritti reali sui beni immobili si intende assolto con l'indicazione della tipologia del bene (terreno o fabbricato), del comune di ubicazione, del titolo (proprietà, comproprietà, superficie, enfiteusi, usufrutto, uso, abitazione, servitù, ipoteca) e della quota di titolarità (FAQ 5.28)

4. L'obbligo di pubblicazione delle dichiarazioni concernenti i beni mobili registrati si intende assolto con l'indicazione del modello di autovettura (o veicolo in genere), l'anno ed eventuali annotazioni (FAQ 5.28) 

5. Non è sufficiente la pubblicazione del quadro riepilogativo della dichiarazione dei rediti: va pubblicata la dichiarazione integrale, oscurandone le parti contenenti dati sensibili (FAQ 5.30)

 

BUONE PRASSI
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LINK UTILI

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33
Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 per consultazione art. 14

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?id=0a35c6690a7780427e726bebdc6da4fe
Delibera ANAC 65/2013

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?id=0faf63640a7780426336fcbcdd0c8c23
Delibera ANAC 144/2014

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1982;441
Legge 441 del 1982

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/MenuServizio/FAQ/Trasparenza/FAQ-Trasparenza-numerate.pdf
Per la consultazione delle FAQ di ANAC  - sezione 5

 

ARGOMENTO N. 14

 

I servizi erogati

 

RIFERIMENTI NORMATIVI

1. Art. 10, comma 5 e art. 32 D.Lgs. 33/2013 (Obblighi di pubblicazione concernenti i servizi erogati)
2. DPCM 27.01.1994 (Principi sull’erogazione dei servizi pubblici)
3. Direttiva del Dipartimento della Funzione pubblica 19.12.2006 sulla qualità nella pubblica amministrazione
4. Delibera CIVIT 88/2010, Linee guida per la definizione degli standard di qualità, emanata ai sensi dell'articolo 1 del D.lgs. 198/2009
5. Delibera CIVIT 3/2012, Linee guida per il miglioramento degli strumenti per la qualità dei servizi pubblici, emanata ai sensi degli articoli 13, comma 6, lettera f), e 28 del D.Lgs. 150/2009
6. rt. 1, comma 2, art. 4, comma 2 e 6 D.Lgs. 198/2009 (Class action)
7. Art. 10, comma 5 D.Lgs. 279/1997 (Contabilità analitica per centri di costo)
8. Legge 241/1990, art. 2, commi 9, 9 bis e 9 ter e art. 2 bis
9. Art. 41, comma 6 D.Lgs. 33/2013 (Trasparenza del servizio sanitario nazionale)

Delibera CIVIT 50/2013 – Allegato 1 (Obblighi di pubblicazione)

 


IN BREVE

cosa pubblicare:
1. La Carta dei servizi o il documento contenente gli standard di qualità dei servizi pubblici, compresa la Class action
2. I costi contabilizzati evidenziando quelli effettivamente sostenuti e quelli imputati al personale, con riferimento ai singoli servizi erogati, sia agli utenti finali che intermedi, e il relativo andamento nel tempo
3. I tempi medi di erogazione dei servizi, con riferimento all'esercizio finanziario precedente
4. Le liste di attesa: limitatamente agli enti che erogano prestazioni per conto del servizio sanitario nazionale

dove pubblicare:
1.       Servizi erogati/Carta dei servizi e standard di qualità
2.       Servizi erogati/Costi contabilizzati
3.       Servizi erogati/Tempi medi di erogazione dei servizi
4.       Servizi erogati/Liste di attesa

quando pubblicare:
1. TEMPESTIVAMENTE 

come pubblicare:
1. in FORMATO APERTO 

la Carta dei servizi e gli standard di qualità:
L’ art. 32, comma 1, del D.Lgs. n. 33/2013 prevede che le pubbliche amministrazioni pubblichino “la Carta dei Servizi o il documento contenente gli standard di qualità dei servizi pubblici”.
La CARTA DEI SERVIZI è il documento con il quale un ente informa i propri utenti sulle modalità di erogazione dei servizi e si impegna nei loro confronti al rispetto di determinati standard di qualità, definendo anche le modalità di tutela previste nel caso questi ultimi vengano disattesi.
Gli STANDARD DI QUALITA’ si riferiscono alle diverse dimensioni della qualità: tempestività, accessibilità, trasparenza, efficacia (anche esterna), continuità, flessibilità, efficienza, etc.
L’adozione della Carta dei Servizi da parte dei soggetti erogatori di servizi pubblici è disciplinata dalla Direttiva del presidente del Consiglio dei Ministri del 27 gennaio 1994 "Principi sull’erogazione dei servizi pubblici".
La Carta dei Servizi si pone come uno strumento di trasparenza nei confronti dei cittadini, illustrando le modalità di accesso ai medesimi e individuando gli standard qualitativi e quantitativi, con l’intento di monitorare e migliorare la qualità dei servizi erogati.
La citata Direttiva del 1994 esplicita i principi fondamentali che sono alla base dell’erogazione dei servizi:

Eguaglianza: tutti gli utenti hanno gli stessi diritti;
Imparzialità: deve essere garantita la parità di trattamento sia fra le diverse categorie o fasce di utenti;
Continuità: i servizi devono essere erogati in maniera continua e regolare;
Diritto di scelta: ove sia consentito dalla legislazione, gli utenti hanno diritto di scegliere l’ente erogatore;
Partecipazione: il diritto alla partecipazione del cittadino deve essere sempre garantito. 

Alcuni Comuni limitano l’adozione e conseguentemente la pubblicazione della Carta dei Servizi ai così detti SERVIZI PUBBLICI, come definiti dalla citata Direttiva. E’ opportuno tuttavia approvare e pubblicare la Carta dei Servizi per tutti i servizi erogati dal Comune, anche se non strettamente rientranti nella categoria dei servizi pubblici.
E’ usuale per i Comuni pubblicare nei propri siti istituzionali delle esemplificazione sulle modalità di accesso ai servizi denominate “Come fare per …”, che costituiscono una Guida ai Servizi. Tali documenti di fatto differiscono da una vera e propria Carta dei Servizi per la presenza o meno di appositi standard di qualità.
Gli standard di qualità, una volta definiti, vanno condivisi con gli operatori e comunicati ai clienti/utenti che devono conoscere in maniera precisa il livello e le caratteristiche del servizio che ci si può aspettare di ricevere. Infine, l’utente deve avere la possibilità di controllare il servizio e di reclamare/intervenire se questo non rispetta gli standard promessi.
Per migliorare la qualità del servizio erogato è opportuno periodicamente monitorare la soddisfazione degli utenti attraverso la somministrazione di specifiche CUSTOMER SATISFACTION.
L’effettuazione delle indagini di Customer permette di migliorare la qualità dei servizi pubblici, aiutando le amministrazioni ad uscire dalla propria autoreferenzialità e rafforzando la relazione e l’ascolto dei cittadini. I risultati delle Customer Satisfaction somministrate agli utenti possono essere pubblicate in questa medesima sezione di “Amministrazione trasparente”.
Ulteriori approfondimenti su questi temi possono essere tratti dalla lettura della Direttiva del Dipartimento della Funzione pubblica 19.12.2006 sulla qualità nella pubblica amministrazione, della Delibera CIVIT 88/2010, Linee guida per la definizione degli standard di qualità, emanata ai sensi dell'articolo 1 del D.lgs. 198/2009 e dalla Delibera CIVIT 3/2012, Linee guida per il miglioramento degli strumenti per la qualità dei servizi pubblici, emanata ai sensi degli articoli 13, comma 6, lettera f), e 28 del D.Lgs. 150/2009.
E’ opportuno pubblicare in questa sezione anche le notizie su eventuali ricorsi in giudizio proposti dai titolari di interessi giuridicamente rilevanti ed omogenei nei confronti di pubbliche amministrazioni o concessionari di servizio pubblico (CLASS ACTION), così come previsto dall’art. 1, comma 2, art. 4, comma 2 e 6 del D.Lgs. n. 198/2009.

i costi contabilizzati per l'erogazione dei servizi:
L’ art. 32, comma 2, lett. a) del D.Lgs. n. 33/2013, prevede che le pubbliche amministrazioni, individuati i servizi erogati agli utenti, sia finali che intermedi, con riferimento a quanto previsto dall’art. 10, comma 5, del D.Lgs. n. 279/1997, pubblichino “i costi contabilizzati, evidenziando quelli effettivamente sostenuti e quelli imputati al personale per ogni servizio erogato e il relativo andamento nel tempo”.
La FAQ ANAC 15.2 chiarisce che per costi contabilizzati dei servizi erogati deve intendersi il valore monetario delle risorse direttamente o indirettamente impiegate per l’erogazione di ciascun servizio, come ricavabili dai sistemi di contabilità analitica, nelle more dell’approvazione di uno schema tipo redatto dall’Autorità medesima, così come previsto dall’art. 1, comma 15, della L. n. 190/2012.
Le pubbliche amministrazioni che ancora non hanno attivato una contabilità analitica per centri di costo e non sono pertanto in grado di sviluppare delle analisi specifiche per ciascun servizio, possono valutare l’opportunità di fare riferimento a determinati aggregati della contabilità generale che maggiormente si avvicinino al concetto di servizio.
In base a quanto previsto dal citato art. 10, comma 5, del D.Lgs. n. 279/1997, i “servizi esprimono le funzioni elementari, finali e strumentali, cui danno luogo i diversi centri di costo per il raggiungimento degli scopi dell’amministrazione. Essi sono aggregati nelle funzioni-obiettivo che esprimono le missioni istituzionali di ciascuna amministrazione interessata”.

Nel bilancio redatto ai sensi del D.P.R. n. 194/1996 l’aggregato di spesa che molte amministrazioni locali hanno preso a riferimento è il “Servizio”, assumendo come “risorse impiegate”, quelle contabilizzate come impegnate nel rendiconto di esercizio, con la distinzione di quelle relative alla spesa corrente - esplicitando separatamente quella relativa al personale di cui all’intervento 1 - rispetto a quelle di investimento.
Con l’applicazione della nuova contabilità armonizzata, a norma del D.Lgs. n. 118/2011, le elaborazioni che verranno fatte non saranno più confrontabili con quelle degli esercizi precedenti, che potranno essere ad ogni modo consultabili separatamente. L’aggregato della nuova contabilità generale che più si avvicina attualmente al concetto di servizio, potrebbe essere il “Programma”. 

i tempi medi di erogazione dei servizi:
L’ art. 32, comma 2, lett. b) del D.Lgs. n. 33/2013, prevede che le pubbliche amministrazioni, individuati i servizi erogati agli utenti, sia finali che intermedi, pubblichino “i tempi medi di erogazione dei servizi, con riferimento all’esercizio finanziario precedente”.
La FAQ ANAC 15.3 chiarisce che per “tempi medi” deve intendersi per ciascuno dei servizi come definiti al punto precedente, la media dei tempi intercorrenti dalla ricezione della richiesta di erogazione del servizio da parte dell’interessato all’effettiva erogazione dello stesso.
E’ importante anche monitorare gli standard di qualità dichiarati nelle Carte dei servizi, evidenziando gli scostamenti rispetto ai valori attesi e individuando le azioni di miglioramento. 

le liste di attesa:
Tale obbligo è limitato agli enti che erogano prestazioni per conto del servizio sanitario nazionale, come si evince dall’art. 41, comma 6, del D.L.gs. n. 33/2013.          

 

 

 

ATTENZIONE!
Il monitoraggio dei tempi dei servizi, qualora corrispondano a PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI, è particolarmente importante in una pubblica amministrazione anche agli effetti di quanto previsto dalla legge n. 241/1990 in termini di elemento di valutazione della performance individuale, nonché di responsabilità disciplinare e amministrativo contabile del dirigente e del funzionario inadempiente (art. 2, comma 9), di esercizio del potere sostitutivo (art. 2, commi 9 bis e 9 ter), e danno da ritardo (art. 2 bis)
 

LA QUESTIONE PRATICA

Relativamente al monitoraggio dei tempi di erogazione del servizio è consigliabile iniziare per gradi, qualora non siano già sviluppati dei sistemi strutturati di monitoraggio all’interno dell’amministrazione, prendendo a riferimento i servizi descritti dalle Carte dei servizi, che definiscono anche gli indicatori temporali.
Le possibilità di monitoraggio dei servizi/procedimenti sono normalmente tre:
1- utilizzo del software di gestione delle diverse procedure, es. pratiche edilizie, iscrizioni anagrafiche, ecc.;
2- utilizzo del protocollo informatico, registrando nel software tutte le diverse fasi del procedimento;
3- utilizzo di un foglio excel/calc, sull’esempio di quello che si allega sub A).

 

 

LE PRECISAZIONI DI ANAC

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BUONE PRASSI

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LINK UTILI

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33
Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 per consultazione art. 10, comma 5, art. 32 e art. 41, comma 6

http://www.funzionepubblica.gov.it/TestoPDF.aspx?d=16818
DPCM 27.01.1994 (Principi sull’erogazione dei servizi pubblici)

http://www.funzionepubblica.gov.it/media/341441/direttiva_qualita.pdf
Direttiva del Dipartimento della Funzione pubblica 19.12.2006 sulla qualità nella pubblica amministrazione

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?id=f1b4751e0a7780423e6d24e43e092c34
Delibera CiVIT 88/2010, Linee guida per la definizione degli standard di qualità, emanata ai sensi dell'articolo 1 del D.lgs. 198/2009

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2012/Delibera-n.-3.20121.pdf
Delibera CiVIT 3/2012, Linee guida per il miglioramento degli strumenti per la qualità dei servizi pubblici, emanata ai sensi degli articoli 13, comma 6, lettera f), e 28 del D.Lgs. 150/2009

http://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2009-12-31&atto.codiceRedazionale=009G0207&currentPage=1
D.Lgs. 198/2009 per consultazione art. 1, comma 2, art. 4, comma 2 e 6

http://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1997-08-22&atto.codiceRedazionale=097G0314&currentPage=1
D.Lgs. 279/1997 per consultazione art. 10, comma 5 

http://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1990-08-18&atto.codiceRedazionale=090G0294&currentPage=1
Legge 241/1990 per consultazione art. 2, commi 9, 9 bis e 9 ter e art. 2 bis

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2013/50/All.-1-obblighi-di-pubblicazione1.pdf
Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione” alla Delibera CIVIT 50/2013 per la consultazione degli adempimenti nelle diverse sezioni di “Amministrazione trasparente”

 

 

 

ARGOMENTO N. 15

I procedimenti

 

RIFERIMENTI NORMATIVI

1. Art. 23 e 35, 24 co. 2 D.Lgs. 33/2013
2.  Art. 2 co. 9 bis L. 241/1990
3. Art. 1 co. 29 L. 190/2012
4. Delibera CIVIT 50/2013 – Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione”

 

IN BREVE

cosa pubblicare:
1. TIPOLOGIE DI PROCEDIMENTO

2. MONITORAGGIO TEMPI PROCEDIMENTALI

3. DICHIARAZIONI SOSTITUTIVE E ACQUISIZIOE D'UFFICIO DEI DATI

  • quali informazioni?
    Telefono e PE istituzionale dell'ufficio resposnabile per le attività volte a gestire, garantire e verificare la trasmissione dei dati o l'accesso diretto agli stessi  da parte delle PA
    che
    procedono all'acquisizione d'ufficio dei dati e allo svolgimento dei controlli sulle dichiarazioni sostitutive;
    convenzioni-quadro volte a disciplinare le modalità di accesso ai dati da paret delle PA che procedono all'acquisizione d'ufficio dei dati e allo svolgimento dei controlli sulle dichiarazioni sostitutive;
     
  • Ulteriori modalità per la tempestiva acquisizione d'ufficio dei dati
  • Ulteriori modalità per lo svolgimento dei controlli sulel dichiarazioni sostitutive da parte delle PA procedenti 

dove pubblicare:
1.a   Attività e procedimenti/Tipologia di procedimento
1.b  NEL CASO DI PROCEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE O CONCESSIONE anche: provvedimenti/Provvedimenti ORGANI DI INDIRIZZO POLITICO oppure provvedimenti dirigenti
1.c    NEL CASO DI PROCEDIMENTO DI CONCESSIONE DI BENEFICIO ECONOMICO anche
        SOVVENZIONI, contributi, sussidi, vantaggi economici/Atti di CONCESSIONE
2.    Attività e procedimenti/Monitoraggio tempi procedimentali
3.    Attività e procedimenti/Dichiarazioni sostitutive e acquisizioni d'ufficio dei dati

quando pubblicare:
1.a  TEMPESTIVAMENTE
1.b  vedi argomenti “LE AUTORIZZAZIONI”  e “LE CONCESSIONI” par. “Quando pubblicare”
1.c  vedi argomenti “LE CONCESSIONI 

2.    TEMPESTIVAMENTE (cfr par. “Attenzione 2.”) 

3.    TEMPESTIVAMENTE

come pubblicare:
            a) in FORMATO APERTO
            b) in tabelle divise per anno o per semestre (art. 23)

 

ATTENZIONE!

1. vedi argomenti “LE AUTORIZZAZIONI”  e “LE CONCESSIONI”  par.  “Attenzione”
2.  L'allegato A alla delibera CIVIT 50/2013 dispone che la prima pubblicazione sia effettuata entro entro 6 mesi dall'entrata in vigore del decreto. L'aggiornamento dei tempi medi procedimentali è tempestivo ma il monitoraggio è periodico: si suggerisce di disciplinare nel PTPC in quanto misura di verifica di possibili fenomeni corruttivi e nel PTTI in quanto pubblicazione prevista dal D.lgs. 33/2013.
3.      L'art. 24 co. 1 dispone che “LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI CHE ORGANIZZANO, A FINI CONOSCITIVI E STATISTICI, I DATI RELATIVI ALLA PRORPIA ATTIVITA' AMMINISTRATIVA, IN FORMA AGGREGATA....li pubblicano”: il tenore letterale della disposizione indurrebbe a ritenere che le pubbliche amministrazioni che NON organizzano in forma aggregata i dati relativi all'attività amministrativa NON SONO TENUTI a tale pubblicazione. L'allegato A alla delibera CIVIT 50/2013 intende invece includere tutte le amministrazionidi cui alla lett. A tra i soggetti tenuti alla pubblicazione in parola, nella sezione attività e procedimenti/dati aggregati attività amministrativa.

 

LA QUESTIONE PRATICA
Vedi FAC SIMILE TABELLA PER LA RILEVAZIONE DEI PROCEDIMENTI
vedi FAC SIMILE PER IL MONITORAGGIO DEI TEMPI PRPOCEDIMENTALI

LE PRECISAZIONI DI ANAC
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BUONE PRASSI

1. vedi argomenti “LE AUTORIZZAZIONI”  e “LE CONCESSIONI”  par.  “Le buone prassi”

 

LINK UTILI

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33
Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 per consultazione art. 23

http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3134436
Linee Guida del Garante della Privacy del 14 maggio 2014 per la consultazione del capoverso relativo alla anonimizzazione degli atti

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2013/50/All.-1-obblighi-di-pubblicazione1.pdf
Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione” alla Delibera CIVIT 50/2013 per la consultazione degli adempimenti nelle diverse sezionni di “Amministrazione trasparente”

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2012-11-06;190!vig=
Legge 6 novembre 2012, n. 190 (c.d. “Legge anticorruzione”) per la consultazione art. 1 co. 29

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1990-08-07;241!vig
Legge 241/1990 per la consultazione dell'art. 2 co. 9

 

 

ARGOMENTO N. 16

I controlli sulle imprese (ABROGATO DAL D.LGS 97/2016 dal 13/07/2016)

 

RIFERIMENTI NORMATIVI

1. Delibera CIVIT 50/2013 – Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione” ssmm

 

IN BREVE

cosa pubblicare:
L'allegato A) alla delibera CIVIT 50/2013: aggiornamenti e integrazioni
VEDI TABELLA 

dove pubblicare:
L'allegato A) alla delibera CIVIT 50/2013: aggiornamenti e integrazioni
VEDI TABELLA 

quando pubblicare:
L'allegato A) alla delibera CIVIT 50/2013: aggiornamenti e integrazioni
VEDI TABELLA

come pubblicare:
1. l'accessibilità dalla home:
La sezione dedicata alla trasparenza e denominata "Amministrazione trasparente" deve essere ben visibile nella home page del sito istituzionale. Se il cittadino non ha la possibilità di accedere a tale sezione dalla home page del sito istituzionale, la PA è considerata inadempiente anche se tutti i livelli della sezione contengono le informazioni dovute.

2. il formato aperto 

cfr argomento “IL FORMATO

La sezione “altri dati – dati ulteriori” 
VEDI TABELLA 

 

ATTENZIONE!
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LA QUESTIONE PRATICA
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LE PRECISAZIONI DI ANAC
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BUONE PRASSI
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LINK UTILI

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2013/50/All.-1-obblighi-di-pubblicazione1.pdf
Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione” alla Delibera CIVIT 50/2013 per la consultazione degli adempimenti nelle diverse sezionni di “Amministrazione trasparente”

 

 

ARGOMENTO N. 17

Gli enti controllati

 

RIFERIMENTI NORMATIVI

1. Art. 22 d.lGS. 3/2013

2. Decreto 39/2013

3. Legge 120/2011

4. Delibera 66/2013 di ANAC

5. Orientamento ANAC n. 31 del 28 maggio 2014

6.  DETERMINA anac 8/2015

7.  FAQ trasparenza – sezione 10
 

 

IN BREVE

cosa pubblicare:

a) tipologie di enti:

  • l'elenco degli enti pubblici, comunque denominati, istituiti, VIGILATI o FINANZIATI dalla amministrazione medesima ovvero per i quali l'amministrazione abbia il potere di nomina degli amministratori dell'ente, con l'elencazione delle funzioni attribuite e delle attività svolte in favore dell'amministrazione o delle attività di servizio pubblico affidate; con  il D.Lgs. 97/2016 la congiunzione “e” è stata sotituita con “o”: in questo modo il legislatore ha chiarito che la qualificazione, ai fini dell'applicazione dlela norma, è alternativa.
  • l'elenco delle società di cui detiene direttamente quote di partecipazione anche minoritaria indicandone l'entità, con l'indicazione delle funzioni attribuite e delle attività svolte in favore dell'amministrazione o delle attività di servizio pubblico affidate;
  • l'elenco degli ENTI DI DIRITTO PRIVATO IN CONTROLLO PUBBLICO, con l'indicazione delle funzioni attribuite e delle attività svolte in favore dell'amministrazione o delle attività di servizio pubblico affidate;

b) tipologie di dati: per ogni ente di cui al punto a) vanno pubblicati i seguenti dati:

  • la ragione sociale;
  • la misura della eventuale partecipazione dell'amministrazione;
  • la durata dell'impegno;
  • l'onere complessivo a qualsiasi titolo gravante per l'anno sul bilancio dell'amministrazione;
  • il numero dei rappresentanti dell'amministrazione negli organi di governo;
  • il trattamento economico complessivo a ciascuno di essi spettante;
  • i risultati di bilancio degli ultimi tre esercizi finanziari;
  • gli incarichi di amministratore dell'ente e il relativo trattamento economico complessivo.
  • il collegamento con i siti istituzionali degli enti di cui al punto a); il D.Lgs. 97/2016 ha abrogato la parte in cui prevedeva che nei siti istituzionali dei citati enti fossero pubblicate le informazioni di cui agli art. 14 e 15 (art. 22 co. 3): l'abrogazione è coerente con il dettato normativo recato dal nuovo art. 2bis che disciplina l'ambito soggettivo di applicazione del D.Lgs. 33/2013 (vedi anche il paragrafo 4.4 “Attenzione - Le sanzioni” e 6.1 “Le precisazioni di ANAC – L'applicazione delle sanzioni ex art. 22 co. 4”).

c) una o più rappresentazioni grafiche che evidenziano i  rapporti tra l'amministrazione e gli enti di cui al punto a);

d) con riferimento alle società, i provvedimenti in materia di:

  •          costituzione di società a partecipazione pubblica
  •          acquisto di partecipazioni in società già costituite
  •          gestione delle partecipazioni publiche
  •          alienazione di partecipazioni sociali
  •          quotazione di società a controllo pubblico in mercati regolamentati (ancorchè le società quotate in borsa siano escluse dall'applicazione dell'art. 22, ai sensi del comma 5) razionalizzazione periodica

        
dove pubblicare:
Enti controllati/Enti pubblici vigilati
Enti controllati/Società partecipate
Enti controllati/ Enti di diritto privato controllati
Enti controllati/Rappresentazione grafica

come pubblicare:
in FORMATO APERTO

quando pubblicare
ANNUALMENTE

 


ATTENZIONE!

1. Applicazione del D.Lgs. 33/2013 ai soggetti di cui all'art. 22 co. 1, lett. a), b), c)

Il D.Lgs. 97/2016 ha abrogato l'art. 1 rubricato “Ambito soggettivo di applicazione”; la disciplina in materia è ora dettata dall'art. 2bis del medesimo decreto, rubricato in identico modo.

In sintesi, la medesima disciplina sulla trasparenza prevista per le Pubbliche Ammninistrazioni si applica in quanto compatibile (sulla compatibilità ANAC emanerà specifiche Linee guida  - cfr pag. 14 PNA 2016) :

1.  con riguardo sia all'organizzazione che all'attività svolta:

a)                 agli enti pubblici economici (ad esempio Cassa Depositi e Prestiti) ed ordini professionali;

b)                 alle società in controllo pubblico (secondo la definizione di cui all'art. 2 co. 1 lett. m) D.Lgs. 175/2016), escluse quelle quotate in borsa (secondo la definizione di cui all'art. 2 co. 1 lett. o) D.Lgs. 175/2016);

c)                  alle associazioni, fondazioni ed enti di diritto privato comunque denominati, anche privi di personalità giuridica, che soddisfino contemporaneamente i seguenti requisiti:

  • bilancio superiore a 500.000 €
  • attività finanziata in modo maggioritario per  almeno due esercizi finanziari consecutivi nell'ultimo triennio da pubbliche amministrazioni totalità dei titolari o dei componenti dell'organo di amministrazione o di indirizzo designata da pubbliche amministrazioni

2. limitatamente ai dati e ai documenti inerenti all'attività di pubblico interesse (cioè funzioni amministrative, gestione di servizi pubblici, produzione di beni e servizi a favore delle PA) disciplinata dal diritto internazionale o dall'Unione Europea:

a)                 alle società a partecipazione pubblica, escluse quelle quotate in borsa (secondo la definizione di cui all'art. 2 co. 1 lett. o) D.Lgs. 175/2016);

b)                 alle associazioni, fondazioni ed enti di diritto privato , anche privi di personalità giuridica, che soddisfino contemporaneamente i seguenti requisiti:

  • bilancio superiore a 500.000 €
  • che esercitino funzioni amministrative o di gestione di servizi pubblici  o di produzione di beni e servizi a favore delle pubbliche amministrazioni.

Con particolare riferimento all'applicazione degli art. 14 e 15 del D.Lgs. 33/2013, sorgono dubbi interpretativi in merito all'individuazione dei soggetti in capo ai quali sorgono i rispettivi obliighi di pubblilclità: da una lettura combinata delle risposte alle  FAQ in materia di trasparenza pubblicate sul profilo dell'autorità Anticorruzione nonchè della Direttiva del MEF in data 25 agosto 2015 in materia di “Indirizzi per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza nelle società controllate o partecipate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze”, è possibile ricostruire come segue le indicazioni per l'applicazione degli obblighi in esame:

a)    la normativa prevista dall'art. 14 del D.Lgs. 33/2013 trova applicazione relativamente ai membri del Consiglio di Amministrazione delle Società, “ancorchè con le cautele necessarie ad assicurare il nucleo minimo di riservatezza”;

b)   gli obblighi previsti dall'art. 15 del medesimo decreto saranno invece assolti tramite pubblicazione dei dati delle figure dirigenziali presenti nell'organigramma della Società.

 

Per completezza si segnala che, per effetto del rinvio operato dall'art.1 co. 2bis della L. 190/2012 all'art. 2bis comma 2 del D.Lgs. 33/2013, ai soggetti di cui all'elenco sub 1) si applicano anche le altre misure finalizzate alla prevenzione della corruzione; per i soggetti di cui all'elenco sub 2) la L. 190/2012 non prevede invece alcuna espressa disciplina: in linea con l'impostazione della determinazione ANAC n. 8/2015 (alla quale continua a far riferimento anche ANAC nel PNA del 3 agosto 2016 ancorchè essa non sia aggiornata alle novità sull'ambito soggettivo di applicazione apportate dal D.lgs. 97/2016), le Pubbliche Amministrazioni partecipanti alla compagine societaria promuovono l'adozione di protocolli di legalità che disciplinino specifici obblighi di prevenzione della corruzione e, laddove compatibile con le dimensioni organizzative, l'adozione  del modello di organizzazione e gestione ai sensi del D.Lgs. 231/2001.


Il confronto con la disciplina precedente:

Prima della novella apportata dal D.Lgs. 97/2016, l'abrogato art. 11 del D.Lgs. 33/2013 prevedeva l'applicazione  (senza l'inciso “in quanto compatibile”) della disciplina:

1.con riguardo sia all'organizzazione che all'attività svolta, tutta la disciplina dettata dal D.Lgs. 33/2013:

a)  agli enti di diritto pubblico non territoriali nazionali, regionali o locali, comunque denominati, isituiti, vigilati, finanziati dalla PA che conferisce l'incarico, ovvero i cui amministratori siano da questa nominati

2. limitatamente ai dati e ai documenti inerenti all'attività di pubblico interesse (cioè funzioni amministrative, gestione di servizi pubblici, produzione di beni e servizi a favore delle PA) disciplinata dal diritto internazionale o dall'Unione Europea:

2.1 tutta la disciplina dettata dal D.Lgs. 33/2013:

a)                 alle società in controllo pubblico

b)                 agli altri enti di diritto privato sottoposti a controllo ai sensi dell'art. 2359 cc da parte di PA

c)                  agli enti nei quali siano riconosciuti alle PA, anche in assenza di una partecipazione azionaria, poteri di nomina dei vertici o dei componenti degli organi.


2.2 solo le disposizioni di cui all'art. 1 commi da 15 a 33 della L. 190/2012:

a)                 alle società partecipate in caso di partecipazione non maggioritaria da parte delle PA


Dal confronto tra le due discipline emerge:

1.                  l'applicazione del D.Lgs. 33/2013 ai soggetti diversi dalle PA “in quanto compatibile” ai sensi dell'art. 2bis; l'art. 11 non prevedeva tale condizione nell'applicazione;

2.                  la completa equiparazione delle società in controllo pubblico alle PA, in termini di applicazione della disciplina recata dal D.Lgs. 33/2013 (prima solo limitatamnte alle attività di pubblico interesse);

3.                  la conferma della completa equiparazione degli enti pubblici non territoriali alle PA, in termini di applicazione della disciplina recata dal D.Lgs. 33/2013: nell'art. 11 questa categoria era espressamente citata; nell'art. 2bis la categoria “enti pubblici non territoriali” è trattata separatamente, anche se in modo identico, nelle sue due componenti: gli “enti pubblici non economici” sono infatti ricompresi nell'ampia definizione di “pubblica amministrazione” ai sensi dell'art. 1 co. 2 del D.Lgs. 165/2001, al quale rinvia il comma 1 dell'art. 2bis; gli enti pubblici economici sono espressamente enumerati alla lettera sub a) del comma 2 del citato art. 2bis;

4.                  l'assoggettamento delle società a partecipazione pubblica minoritaria a tutta la disciplina del D.Lgs. 33/2013, limitatamente alle attività di pubblico interesse, ai sensi dell'art. 2bis; l'art. 11 le assoggettava solamente ai commi da 15 a 33 della L. 190/2012, sempre limitatamente alle attività di pubblico interesse;

5.                  la diversa disciplina degli altri enti di diritto privato, sia con riguardo alle norme applicabili sia con riguardo ai requisiti da verificare per determinare l'applicazione della specifica disciplina (vedi poco sopra).

 

2. Le dichiarazioni di assenza di cause di incompatibilità e inconferibilità ex D.Lgs. 39/13

Si ricorda che, ai fini del conferimento di incarichi dirigenziali e di responsabilità amministrativa di vertice nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e negli ENTI DI DIRITTO PRIVATO IN CONTROLLO PUBBLICO si osservano le disposizioni contenute nel decreto 39/2013 che reca: 

  • la previsione di una disciplina che individua i casi di inconferibilità degli incarichi dirigenziali e degli incarichi di responsabilità amministrativa di vertice, che comportano l'esercizio di funzioni di amministrazione e gestione nelle pubbliche amministrazioni e negli enti di diritto privato sottoposti a controllo pubblico, a soggetti interni o esterni alle PA (Capi III e IV del decreto n. 39);
  • la previsione di una disciplina che individua i casi di incompatibilità tra gli incarichi dirigenziali e di responsabilità amministrativa di vertice, svolti presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti di diritto privato sottoposti a controllo pubblico, e gli incarichi pubblici elettivi ovvero incarichi che comportino la titolarità di interessi privati che possano porsi in conflitto con l'esercizio imparziale delle funzioni pubbliche affidate (Capi V e il VI)

3. Il comma 735 L. 27 dicembre 2016, n. 296 (Legge Finanziaria 2007)

Il comma 735 della L. 296/2007, che - sovrapponendosi al dettato dell'art. 22 D.Lgs. 33/2013 – disicplinava la pubblicazione semestrale di una serie di informazioni riguardanti le società partecipate dalla PA e le relative sanzioni per il mancato aggiornamento dei dati, è stato abrogato dal D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 175 (art. 28 co. 1 lett. e).

 

4. Le sanzioni:

  • ai sensi del comma 4 dell'articolo 22, in caso di mancata o incompleta pubblicazione dei dati nel sito della PA, è fatto divieto di procedere all'erogazione (nei confronti degli Enti interessati) di somme a qualsivoglia titolo da parte dell'Amministrazione (Vedi paragrafo 6.2 “Le precisazioni di ANAC - Applicazione delle sanzioni ex art. 22”);
  • ai sensi del secondo capoverso dell'Orientamento ANAC n. 24 del 23 settembre 2016, il divieto di erogare somme trova applicazione anche nei casi di omessa o incompleta pubblicazione nei siti web degli enti indicati nell'art. 22, c. 1. lett. a), b), c) dei dati di cui agli art. 14 e 15 del D.Lgs. 33/2013: prima della novella recata dal D.Lgs. 97/2016, tutti gli enti di cui alle lettere a), b), c) del comma 1 art. 22, per effetto di quanto disposto dal comma 4 dell'art. 22 stesso, erano tenute alla pubblicazione di dati di cui agli artt. 14 e 15 del medesimo decreto, a prescindere dalla disciplina dettata dall'art. 11 in ordine all'ambito soggettivo di applicazione del D.Lgs. 33/2013; il novellato comma 4 dell'art. 22 non prevede più questo obbligo indistinto: il divieto di erogazione di somme a qualsiasi titolo (salvo il disposto del comma 6 art. 22) in caso di mancata pubblicazione dei dati di cui agli artt. 14 e 15 nei siti degli enti di cui alle lettere a), b), c), indicato quale ulteriore caso di sanzione da ANAC nel citato Orientamento n. 24/2015, sarà dunque operante solo nel caso si tratti, soggettivamente e oggettivamente, di enti ricompresi nell'ambito soggettivo di applicazione del D.Lgs. 33/2013, come definito dall'art. 2bis del decreto stesso.
  • ai sensi dell'art. 47 co. 2 la violazione degli obblighi di pubblicazione dell'articolo 22 comma 2 dà luogo ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 10.000 euro a carico del responsabile della violazione; la lettura del combinato disposto dell'art. 47 co. 2, dell'art. 22 co. 4 e del primo capoverso dell'Orientamento ANAC n. 24/2015 porta a ritenere che la sanzione non sia applicabile “nei casi in cui l’omessa o incompleta pubblicazione dei dati in parola dipenda dalla mancata comunicazione degli stessi dati da parte degli enti e delle società qualora essi non siano già nella diretta disponibilità delle amministrazioni”.
  • ai sensi del medesimo art. 47 co. 2, la medesima sanzione prevista per la mancata pubblicazione da parte delle PA (precisamente in capo al responsabile della violazione)  - nei limiti sopra precisati - si applica agli amministratori societari (e non alle società) che non comunicano al socio pubblico le informazioni necessarie alla pubblicazione entro 30 giorni dal conferimento dell'incarico o dal percepimento delle  indennità di risultato.
  • Il novellato art. 47 co. 3 dispone che le sanzioni siano irrogate da ANAC che disciplina con proprio regolamento, nel rispetto delle norme previste dalla L. 689/1981, il procedimento per l'irrogazione delle sanzioni.

L'evoluzione della disciplina in ordine al soggetto competente ad irrogare le sanzioni:

i.                    Art. 47 co. 3 D.Lgs. 33/2013: “Le sanzioni di cui ai commi 1 e 2 sono irrogate dall'autorità amministrativa competente in base a quanto previsto dalla L. 24 novembre 1981, n. 689”.

ii.                  Delibera CIVIT n. 66 del 31 luglio 2013: in forza del rinvio alla L. n. 689/1981, ciascuna amministrazione provvede, in regime di autonomia, a disicplinare con proprio regolamento il procedimento sanzionatorio.

iii.                Delibera ANAC n. 10 del 21 gennaio 2015: in base ad una lettura sistematica della normativa sulla trasparenza e della L. 689/1981 – capovolgendo l'orientamento espresso con Delibera n. 66/2013, viene individuata ANAC quale soggetto competente all'avvio del procedimento sanzionatorio per le violazioni di cui all'art. 47 co. 1 e 2 D.Lgs. 33/2013 ed è altresì individuata nel Prefetto del luogo in cui ha sede la PA in cui sono state riscontrate le violazioni l'autorità amministrativa competente all'irrogazione delle sanzioni definitive. L'ANAC pertanto (d'ufficio o su segnalazione dell'OIV competente o dei Responsabili per la trasparenza) è il soggetto competente ad avviare il procedimento sanzionatorio, provvedendo all'accertamento, alle contestazioni e alle notificazioni ai sensi degli artt. 13 e 14 della L.689/81 ai fini del pagamento in misura ridotta. Qualora non venga effettuato il pagamento in misura ridotta, il Presidente dell'Autorità ne dà comunicazione al Prefetto per l'irrogazione della sanzione definitiva. Il Prefetto comunica al Presidente dell'ANAC l'esito della procedura sanzionatoria e all'amministrazione interessata, anche ai fini della pubblicazione sul sito istituzionale.

iv.                Regolamento ANAC del 15 Luglio 2015 “Regolamento in materia di esercizio del potere sanzionatorio ai sensi dell'art. 47 del D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33”: definisce il procedimento sanzionatorio di cui all'art. 47 D.Lgs. 33/2013, per la parte relativa all'applicazione, da parte di ANAC, della sanzione in misura ridotta, in conformità alla delibera n. 10 del 2015.

v.                  Novellato art. 47 co. 3 D.Lgs. 33/2013, a seguito dell'entrata in vigore del D.Lgs. 97/2016: “Le sanzioni di cui al comma 1 sono irrogate dall'Autorità Nazionale Anticorruzione. L'autorità Nazionale anticorruzione disicplina con proprio regolamento, nel rispetto delle orme previste dalla L. 24 novembre n. 689, il procedimento per l'irrogazione delle sanzioni”.

 

LA NUOVA FORMULAZIONE DEL COMMA 3 NON RINVIA PIU' ALLE SANZIONI DI CUI AL COMMA 2, RELATIVE ALLA VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI PUBBLICAZIONE DI CUI ALL'ART. 22 COMMA 2.

 

La disciplina attuale in ordine al soggetto competente ad irrogare le sanzioni di cui all'art. 47 co. 2

 

In mancanza di un nuovo regolamento, a cui sembrerebbe rinviare il comma 3 dell'art. 47 - non ancora emanato – la disciplina applicabile sembra rimanere quella dettata dal citato regolamento ANAC del 15 luglio 2015; peraltro, al momento, la novella del comma 3 non porterebbe nella sostanza alcuna modifica alla disciplina previgente: il primo capoverso chiarisce che, per le sanzioni del comma 1, l'autorità competente ad irrogare le sanzioni è ANAC, statuizione a cui era arrivata ANAC stessa con delibera n. 10/2015. Pertanto, soggetto competente ad irrogare le sanzioni, è sempre ANAC: per le sanzioni di cui al comma 1, in forza del primo capoverso del comma 3; per le sanzioni di cui al comma 2, in forza delle indicazioni contenute nel citato regolamento del 15 luglio 2015 che a sua volta rinvia alla delibera n. 10/2015.

Al momento, in assenza di un nuovo regolamento, non è possibile ricostruire il contenuto dell'irrogazione: fino a diversa disposizione, ANAC avvia il procedimento di accertamento ed irroga le sanzioni in misura ridotta, secondo quanto previsto dal combinato disposto della delibera ANAC n. 10/2015 e del rgeolamento del 15 luglio 2015.


I principi della L. 24 novembre 1981, n. 689:

i.                    Art. 11: principi sui criteri di applicazione delle sanzioni

ii.                  Art. 14: principio del contraddittorio con l'interessato

Art 17-18: principio della separazione funzionale tra l'ufficio che compie l'istruttoria e quello al quale compete la decisione sulla sanzione.

 


LA QUESTIONE PRATICA
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LE PRECISAZIONI DI ANAC

1. Applicazione delle sanzioni ex art. 22 co. 4

Con l'orientamento n. 24 del 23 settembre 2015, ANAC ha chiarito che “Il divieto in capo alle amministrazioni pubbliche, disposto dall’art. 22, c. 4, del D.Lgs. n. 33/2013, di erogare somme a qualsiasi titolo in favore di enti pubblici vigilati, enti di diritto privato in controllo pubblico e società partecipate, si applica nei casi in cui l’omessa o incompleta pubblicazione dei dati indicati nel comma 2 del citato articolo dipendano dalla mancata comunicazione degli stessi dati da parte degli enti e delle società qualora essi non siano già nella diretta disponibilità delle amministrazioni.

Il divieto di erogare somme trova applicazione anche nei casi di omessa o incompleta pubblicazione nei siti web degli enti e delle società indicati nell’art. 22, c. 1, lett. da a) a c) dei dati di cui agli artt 14 e 15 del D.Lgs. 33/2013 relativi ai componenti degli organi di indirizzo e ai soggetti titolari di incarichi dirigenziali e di collaborazione e consulenza”.

 

Il D.Lgs. 97/2016 ha abrogato la parte in cui prevedeva che nei siti istituzionali dei citati enti fossero pubblicate le informazioni di cui agli art. 14 e 15 (art. 22 co. 3): l'abrogazione è coerente con il dettato normativo recato dal nuovo art. 2bis che disciplina l'ambito soggettivo di applicazione del D.Lgs. 33/2013: si ritiene comunque che, per le società tenute alle pubblicazioni di cui agli art. 14 e 15 in forza delle disposizioni recate dall'art. 2bis, il divieto recato con orientamenteo ANAC n. 24/2015 rimanga operativo.

 

BUONE PRASSI
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LINK UTILI

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33

Decreto 33/2013

 

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?id=0a37666f0a778042782e343622e1c7d0

Delibera ANAC n. 66 del 31 luglio 2013

 

 

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?id=36a0b6aa0a7780423bdd0240cbefa8b4

Delibera ANAC n. 10 del 21 gennaio 2015

 

 

 

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013;039

Decreto 39/2013
 

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/Trasparenza/ObblighiPubblicazione/_obblighi?id=cd1239eb0a77804255286921bf6e698d

Nota ANAC sugli obblighi di pubblicazione

 

 

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Orientamenti/Orientamenti/_orientamento?id=e25a7c780a7780426532a4b1235c29e8

Orientamento ANAC n.31 del 28 maggio 2014

 

 

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Orientamenti/Orientamenti/_orientamento?id=22cbc3af0a7780427e181054df159122

Orientamento ANAC n. 24 del 23 settembre 2015

 

 

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/MenuServizio/FAQ/Trasparenza

FAQ trasparenza ANAC. Si veda in particolare la sezione 10

 

http://www.tesoro.it/documenti-allegati/2015/direttiva_anticorruzione_25_08_2015.pdf

Direttiva del  del MEF del 25 agosto 2015 in materia “Indirizzi per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza nelle società controllate o partecipate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze”

 

http://www.avcp.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=6170

Determinazione ANAC n.8 del 17/06/2015: «Linee guida per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici economici»,

 

ARGOMENTO N. 18

Le sanzioni

 

RIFERIMENTI NORMATIVI

1. Artt. 15, 22, 28, 46, 47, 49 comma 3 D.Lgs. 33/2013
2. Delibera ANAC 10 del 21 gennaio 2015
3. Orientamento ANAC n. 24 del 23 settembre 2015 

 

IN BREVE

le fattispecie di inadempimento e le relative sanzioni
VEDI TABELLA “LE SANZIONI”
 

cosa pubblicare:
1. il provvedimento sanzionatorio per la mancata o incompleta comunicazione dei dati previsti dall'art. 14 in capo ai titolari di incarico politico 

dove pubblicare:
1.        organizzazione/sanzioni per mancata comunicazione dei dati

quando pubblicare:
1. TEMPESTIVAMENTE           

come pubblicare: 
in FORMATO APERTO

 


ATTENZIONE!

1. L'art. 47 comma 1 disciplina l'unica fattispecie di inadempimento per il quale la sanzione è a carico NON del dirigente e/o della PO (in base alla specifica organizzazione interna e al  sistema di deleghe) ma a carico del responsabile della mancata comunicazione, ovvero il titolare di incarico politico.

2. Decorrenza delle sanzioni di cui all'art. 47: ai sensi dell'art. 49 co. 3, si applicano a partire dalla data di adozione del primo aggiornamento del PTTI e comunque entro 180 gg dall'entrata in vigore del D.Lgs. 33/2013. Si segnala una mancanzi di coordinamento con le disposizioni secondo le quali il PTTI non è più un documento autonomo ma diventa un tutt'uno con il PTPC 8cfr. Art. 10 D.Lgs. 33/2013 e pagg 6 e 18 PNA 2016).

 

 

LA QUESTIONE PRATICA
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LE PRECISAZIONI DI ANAC

1. irrogazione delle sanzioni per casi specifici (art. 47): delibera ANAC 10/2015 

procedimento

1.  L'OIV o i soggetti con funzioni analoghe comunicano ad ANAC le irregolarità riscontrate in relazione agli adempimenti ex art. 47 co. 1  (cfr art. 14 co. 4 lett. g) D.Lgs. 150/2009 e art. 43 co. 1 e 5 D.Lgs. 33/2013). Il D.lgs. 97/2016 ha novellato l'art. 47 co. 3, togliendo il riferimento al comma 2 (cfr “criticità” nell'allegata “TABELLA SANZIONI”).

2.  ANAC, d'ufficio o su segnalazione, avvia il procedimento sanzionatorio, provvedendo all'accertamento, alle contestazioni e alle notificazioni ai sensi degli art. 13 e 14 della L. 689/1981 (cfr art. 47 comma 3 D.lgs. 33/2013)

3.   Qualora non sia effettuato il pagamento in misura ridotta ad ANAC, l'Autorità ne dà comunicazione al Prefetto del luogo dove ha sede l'ente in cui sono risontrate le violazioni (cfr art. 19 co. 7 D.L. 90/2014) per l'irrogazione della sanzione definitiva (art. 18 L. 689/1981)

4. Il Prefetto comunica l'esito della procedura sanzionatoria ad ANAC e all'amministrazione interessata dal provevdimento, per la pubblicazione nell'adeguata sezione di “amministrazione trasparente” - cfr il paragrafo 2 “In breve – dove pubblicare”

L'evoluzione della disciplina in ordine al soggetto competente ad irrogare le sanzioni:

 

i.                    Art. 47 co. 3 D.Lgs. 33/2013: “Le sanzioni di cui ai commi 1 e 2 sono irrogate dall'autorità amministrativa competente in base a quanto previsto dalla L. 24 novembre 1981, n. 689”.

ii.                  Delibera CIVIT n. 66 del 31 luglio 2013: in forza del rinvio alla L. n. 689/1981, ciascuna amministrazione provvede, in regime di autonomia, a disicplinare con proprio regolamento il procedimento sanzionatorio.

iii.                Delibera ANAC n. 10 del 21 gennaio 2015: in base ad una lettura sistematica della normativa sulla trasparenza e della L. 689/1981 – capovolgendo l'orientamento espresso con Delibera n. 66/2013, viene individuata ANAC quale soggetto competente all'avvio del procedimento sanzionatorio per le violazioni di cui all'art. 47 co. 1 e 2 D.Lgs. 33/2013 ed è altresì individuata nel Prefetto del luogo in cui ha sede la PA in cui sono state riscontrate le violazioni l'autorità amministrativa competente all'irrogazione delle sanzioni definitive. L'ANAC pertanto (d'ufficio o su segnalazione dell'OIV competente o dei Responsabili per la trasparenza) è il soggetto competente ad avviare il procedimento sanzionatorio, provvedendo all'accertamento, alle contestazioni e alle notificazioni ai sensi degli artt. 13 e 14 della L.689/81 ai fini del pagamento in misura ridotta. Qualora non venga effettuato il pagamento in misura ridotta, il Presidente dell'Autorità ne dà comunicazione al Prefetto per l'irrogazione della sanzione definitiva. Il Prefetto comunica al Presidente dell'ANAC l'esito della procedura sanzionatoria e all'amministrazione interessata, anche ai fini della pubblicazione sul sito istituzionale.

iv.                Regolamento ANAC del 15 Luglio 2015 “Regolamento in materia di esercizio del potere sanzionatorio ai sensi dell'art. 47 del D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33”: definisce il procedimento sanzionatorio di cui all'art. 47 D.Lgs. 33/2013, per la parte relativa all'applicazione, da parte di ANAC, della sanzione in misura ridotta, in conformità alla delibera n. 10 del 2015.

Novellato art. 47 co. 3 D.Lgs. 33/2013, a seguito dell'entrata in vigore del D.Lgs. 97/2016: “Le sanzioni di cui al comma 1 sono irrogate dall'Autorità Nazionale Anticorruzione. L'autorità Nazionale anticorruzione disicplina con proprio regolamento, nel rispetto delle orme previste dalla L. 24 novembre n. 689, il procedimento per l'irrogazione delle sanzioni”

 

LA NUOVA FORMULAZIONE DEL COMMA 3 NON RINVIA PIU' ALLE SANZIONI DI CUI AL COMMA 2, RELATIVE ALLA VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI PUBBLICAZIONE DI CUI ALL'ART. 22 COMMA 2.

La disciplina attuale in ordine al soggetto competente ad irrogare le sanzioni di cui all'art. 47 co. 2

In mancanza di un nuovo regolamento, a cui sembrerebbe rinviare il comma 3 dell'art. 47 - non ancora emanato – la disciplina applicabile sembra rimanere quella dettata dal citato regolamento ANAC del 15 luglio 2015; peraltro, al momento, la novella del comma 3 non porterebbe nella sostanza alcuna modifica alla disciplina previgente: il primo capoverso chiarisce che, per le sanzioni del comma 1, l'autorità competente ad irrogare le sanzioni è ANAC, statuizione a cui era arrivata ANAC stessa con delibera n. 10/2015. Pertanto, soggetto competente ad irrogare le sanzioni, è sempre ANAC: per le sanzioni di cui al comma 1, in forza del primo capoverso del comma 3; per le sanzioni di cui al comma 2, in forza delle indicazioni contenute nel citato regolamento del 15 luglio 2015 che a sua volta rinvia alla delibera n. 10/2015.

Al momento, in assenza di un nuovo regolamento, non è possibile ricostruire il contenuto dell'irrogazione: fino a diversa disposizione, ANAC avvia il procedimento di accertamento ed irroga le sanzioni in misura ridotta, secondo quanto previsto dal combinato disposto della delibera ANAC n. 10/2015 e del rgeolamento del 15 luglio 2015.

2. sanzioni relative alla mancata pubblicazione ai sensi dell'art. 22 del D.Lgs. 33/2013: orientamento ANAC 24/2015

Con l'orientamento n. 24/2015, ANAC precisa che il divieto di erogare somme ai soggetti di cui all'art. 22 comma 1 lett. da a ) a c) non si applica soltanto se non è completa la pubblicazione sul sito del comune ma anche se non vi sono sul sito di detti soggetti tutte le informazioni di cui agli artt. 14 (TITOLARI DI INCARICHI POLITICI) e 15 (incarichi e collaborazioni) del D.Lgs. 33/2013.

Il divieto di erogare somme non si applica ai pagamenti a fronte di obbligazoni contrattuali per prestazioni rese in favore della publbica amministrazione.

Il D.Lgs. 97/2016 ha abrogato la parte in cui prevedeva che nei siti istituzionali dei citati enti fossero pubblicate le informazioni di cui agli art. 14 e 15 (art. 22 co. 3): l'abrogazione è coerente con il dettato normativo recato dal nuovo art. 2bis che disciplina l'ambito soggettivo di applicazione del D.Lgs. 33/2013: si ritiene comunque che, per le società tenute alle pubblicazioni di cui agli art. 14 e 15 in forza delle disposizioni recate dall'art. 2bis, il divieto recato con orientamenteo ANAC n. 24/2015 rimanga operativo. 

Con comunicato del 1 ottobre 2015, il presidente ANAC informa che dal 20 ottobre 2015 inizierà una specifica attività di vigilanza sull'osservanza di questi specifici obblighi.

 

BUONE PRASSI
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LINK UTILI

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33
Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 per consultazione artt. 15, 22, 28, 43, 46, 47, 49 comma 3

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?id=0a37666f0a778042782e343622e1c7d0
Delibera ANAC n. 66/2013 (Applicazione del regime sanzionatorio per la violazione di specifici obblighi di trasparenza (art. 47 del d.lgs n. 33/2013)

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?id=36a0b6aa0a7780423bdd0240cbefa8b4
Delibera ANAC n. 10/2015 (Individuazione dell’autorità amministrativa competente all’irrogazione delle sanzioni relative alla violazione di specifici obblighi di trasparenza)

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2009-10-27;150
D.Lgs. 27 ottobre 2009, n. 150 per consultazione art. 14 comma 4

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1981-11-24;689
Legge 24 novembre 12981, n. 689 per consultazione artt. 13, 14 e 18

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2014-06-24;90~art19
Decreto legge 24 giugno 2014, n. 90 per la consultaizone degli artt. 15 ss

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Orientamenti/Orientamenti/_orientamento?id=22cbc3af0a7780427e181054df159122
Orientamento ANAC n. 24 del 23 settembre 2015

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/ComunicatiPresidente/2015/comunicato%20del%20Presidente_1_10_2015.pdf
Comunicato del presidente ANAC del 1 ottobre 2015

 

ARGOMENTO N. 19

Accesso civico

 

RIFERIMENTI NORMATIVI

 

1.                  Art. 5 e 5bis D.Lgs. 33/2013

2.                  Delibera CIVIT 50/2013 – Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione”

3.                  Linee guida del Garante della Privacy

 

IN BREVE

 

cosa pubblicare:

1.                  le modalità per l'accesso civico e il modulo per fare richiesta di accesso civico in forma scritta

2.                  i recapiti telefonici e l'indirizzo di posta elettronica degli uffici presso i quali è possibile presentare l'istanza di accesso

3.                  i rimedi avverso il diniego


dove pubblicare:

1.       Attività e procedimenti/Accesso civico

quando pubblicare:

     1. TEMPESTIVAMENTE           

come pubblicare:


1.                  in FORMATO APERTO


il presupposto:

1.                  La previsione da parte della normativa vigente dell'obbligo in capo alla Publbica Amministrazione di pubblicare un certo documento, informazione, dato (art. 5 co. 1);

2.                  La detenzione da parte della PA di un dato o di un documento ulteriori rispetto a quelli di cui è prevista la pubblicazione (art. 5 co. 2). 

TABELLA COMPARATIVA TIPOLOGIE DIRITTO DI ACCESSO

 

Diritto d’accesso tradizionale

Art. 22 L. 241/90

 

Accesso civico Art. 5 comma 1 D.Lgs. 33/2013

 

Art. 5 comma 2 D.Lgs. 33/2013

Il diritto d’accesso può riguardare documenti e non dati o informazioni detenuti da una p.a.

 

Occorre avere un interesse differenziato.

Permette l’accesso a documenti, dati     o informazioni.

Il diritto può essere esercitato solo per documenti, dati e informazioni che siano oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi del d.lgs. 33/2013.

Il diritto di accesso può essere esercitato nei confronti di documenti e dati  detenuti da una p.a., a prescindere dal fatto che ne sia previsto l’obbligo di pubblicazione e senza la necessità di dimostrare l’esistenza di un interesse differenziato.

 

il requisito oggettivo: 

1.                  La mancata pubblicazione, prevista dalla normativa vigente, di un certo documento, informazione o dato da parte della pubblica amministrazione;

2.                  L'effettiva detenzione del dato o documento da parte della PA 

il requisito soggettivo: 

essere un qualunque cittadino, anche residente in un comune diverso da quello presso il quale si esercita il diritto di accesso, senza obbligo di motivare la richiesta

Le modalità di esercizio dell'accesso civico e termini di conclusione del procedimento

L'interessato deve presentare un'istanza in cui siano identificati i dati, le informazioni o i documenti richiesti.

L'istanza non deve essere motivata (cfr par. 3.1).

L'istanza è presentata alternativamente:

            a) all'ufficio che detiene i dati, le informazioni, i documenti

            b) all'Ufficio Relazioni con il Pubblico

            c) ad altro ufficio indicato dall'Amministrazione nella sezione “Amministrazione trasparente”

L'istanza può essere trasmessa per via telematica secondo le modalità previste dal D.Lgs. 82/2005 (CAD) [1] 

Le modalità di conclusione del procedimento

Il responsabile dell'accesso civico, nel riscontrare una richiesta di accesso, dovrà considerare: 

  • se la richiesta di accesso civico riguardi la prima fattispecie (accesso ad atti e documenti di cui è obbligatoria la pubblicazione) o la seconda ( atti comunque in possesso della PA);
  • se, riguardo ai documenti oggetto dell'accesso, insista effettivamente un interesse pubblico e/o privato da tutelare, nel caso l'accesso riguardi la seconda fattispecie 
  • se, riguardo ai documenti oggetto dell'accesso appartenente alla seconda fattispecie, insista una protezione parziale limitata ad una parte del documento o limitata temporalmente.

Il procedimento deve essere concluso entro 30 GIORNI con PROVVEDIMENTO ESPRESSO e MOTIVATO, cioè con le COMUNICAZIONI come di seguito precisato:

  • NEL CASO DI DATI OGGETTO DI PUBBLICAZIONE OBBLIGATORIA (COMMA 1): comunicazione al richiedente di avvenuta pubblicazione e indicazione del collegamento ipertestuale

NEL CASO DI DATI OGGETTO DI ACCESSO CIVICO “ALLARGATO” (COMMA 2):

 


verifica dell'esistenza di una controinteressato

Controinteressato: soggetto terzo rispetto alla PA e al richiedente che dall'ostensione subirebbe un  pregiudizio ad uno degli interessi privati tutelati dall'art. 5bis comma 2 del D.Lgs. 33/2013: protezione dei dati personali, libertà e segretezza della corrispondenza, interessi economici e commerciali di una persona fisica eo giuridica, ivi compresi la proprietà intellettuale, il diritto d'autore e i segreti commerciali[2] dunque la semplice circostanza che un soggetto sia nominato all'interno di un atto non comporta automaticamente la qualificazione di controinteressato.

L'onere dell'individuazione degli eventuali controinteressati ricade in capo al responsabile del procedimento.

PRESENZA DI CONTROINTERESSATI

ASSENZA DI CONTROINTERESSATI

1

comunicazione ai controinteressati mediante raccomandata A/R o per via telematica se vi acconsentono

N.B. L'utilizzo della modalità telematica presuppone l'acquisizione dell'assenso prima di poter      procedere all'invio ma nel frattempo il termine  di 30 gg per la conclusione del procedimento non si interrompe.

al richiedente in alternativa:

 

1.     trasmissione integrale dei dati o dei documenti richiesti

2.     trasmissione parziale dei dati, indicando gli interessi pubblici che si intendono tutelare con  l'ostensione parziale e il relativo riferimento normativo

3.     comunicazione di differimento dell'ostensione, indicando gli interessi pubblici che si intendono tutelare con il differimento dell'ostensione, il relativo riferimento normativo nonché i termini di protezione dei dati richiesti

4.     comunicazione di diniego, indicando gli interessi pubblici che si intendono tutelare col diniego e il relativo riferimento normativo

2

entro 10 gg dalla ricezione della comunicazione, i controinteressati possono presentare motivata opposizione all'ostensione

N.B.  Tra la ricezione della comunicazione e il termine per l'opposizione (10 gg), il termine di 30 giorni per la conclusione del procedimento è interrotto e ricomincia a decorrere dal primo giorno successivo a quello della scadenza del termine per l'opposizione [3]

3

PRESENTAZIONE OPPOSIZIONE

MANCATA PRESENTAZIONE OPPOSIZIONE

4

ACCOGLIMENTO OPPOSIZIONE

MANCATO ACCOGLIMENTO OPPOSIZIONE

 

al richiedente in alternativa:

 

1.                   trasmissione parziale dei dati, indicando gli interessi privati che si intendono tutelare con l'ostensione parziale e il relativo riferimento normativo

2.                   comunicazione

di differimento dell'ostensione, indicando gli interessi privati che si intendono tutelare con il differimento dell'ostensione, il relativo riferimento normativo nonché i termini di protezione dei dati richiesti

3.                   comunicazione di diniego, indicando gli interessi privati che si intendono tutelare col diniego e il relativo riferimento normativo

al controinte ressato:

 

comunicazione del mancato accoglimento dell'opposizione.

Il CONTROINTE

RESSATO HA 15 GIORNI di tempo per chiedere il riesame ai sensi del comma 7 art. 5 o presentare ricorso al difensore civico ai sensi del comma 8 art. 5. 

al richiedente in alternativa:

 

come in caso di assenza di controinteressati  NON PRIMA DI 15 GIORNI DALLA RICEZIONE DELLA COMUNICAZIONE DA PARTE DEL CONTROINTERESSATO CHE AVEVA FATTO OPPOSIZIONE, fatto salvo ovviamente il diniego al fine di tutela degli interessi pubblici [4]

al richiedente in alternativa:

 

come in caso di assenza di controinteressati

      

 

 

I controinteressati e la riservatezza

 

CONTROINTERESSATI

RISERVATEZZA

ACCESSO AGLI ATTI

Tutti i soggetti, individuati o facilmente individuabili in base alla natura del documento richiesto[5], che dall'esercizio dell'accesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza[6] La tutela dei controinteressati è disciplinata dall'art.  3 del DPR 184/2006.

Tutela dei dati sensibili, giudiziari e supersensibili: il contrasto tra accesso e riservatezza dei controinteressati è disciplinato dal combinato disposto degli art. 24 L. 241/1990 e artt. 59 e 60 del D.Lgs. 196/2003[7]

dati sensibili e giudiziari (vedi note 18 e 19): l'art. 59 del D.Lgs. 196/2003 rimanda a quanto previsto dalla L. 241/1990 per l'individuazione del punto di equilibrio tra esercizio del diritto di accesso e tutela della riservatezza dei dati sensibili e giudiziari di terzi; l'ostensione è ammessa per motivi di difesa dei propri interessi diretti, concreti ed attuali qualora si rilevi un rapporto di stretta necessità (cioè indispensabilità) tra la conoscenza dei contenuti dell'atto e la tutela dell'interesse qualificato;

 

dati supersensibili (idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale): per espresso rinvio operato dall' art. 24 co. 7 L. 241/1990, ai sensi dell'art. 60 del D.Lgs. 196/2003, questi dati possono essere oggetto di accesso solo se la situazione giuridicamente rilevante, che si intende tutelare con la richiesta di ostensione, sia di rango pari al diritto alla riservatezza dell'interessato o consista in un diritto alla personalità o in un altro diritto o libertà fondamentale inviolabile.

ACCESSO CIVICO

Tutti i soggetti che dall'ostensione del documento o dato richiesto subirebbero un pregiudizio ad uno degli interessi di cui all'art. 5bis comma 2 del D.Lgs. 33/2013[8]

La tutela dei controinteressati è disciplinata dall'art. 5 commi 5 e 6  del D. Lgs. 33/2013.

Ai sensi dell'art. 5bis comma 2 del D.Lgs. 33/2013, sono oggetto di tutela:

1. i dati personali [9]

2. la libertà e la segretezza della corrispondenza

3. gli interessi economici e commerciali di una persona fisica o giuridica, ivi compresi la proprietà intellettuale, il diritto d'autore e i segreti commerciali.

 

I limiti al diritto di accesso civico (art. 5bis D.Lgs. 33/2013)

 

L'art. 5 bis del D.Lgs. 33/2013 disciplina i LIMITI ALL'ACCESSO CIVICO DI CUI AL COMMA 2 DELL'ART. 5, ovvero all'accesso civico “allargato” ai dati e documenti di cui la pubblica amministrazione e' in possesso ma che non sono oggetto di obbligo di pubblicazione sul  sito della PA.

Il Consiglio di Stato [10] trova superfluo il diritto di accesso civico di cui al comma 1 dell'art. 5, essendo assorbito dall'istituto disciplinato dal seguente comma 2; in realtà la disciplina del comma due non assorbe quella del comma 1: l'accesso ai dati e ai documenti di cui al comma 1 non è compresso dai divieti di cui all'art. 5Bis, che si riferisce solo all'accesso allargato di cui al comma 2 dell'art. 5.

1) L'art. 5 bis individua nella sostanza tre fattispecie di esclusione assoluta:

                a)  comma 1: se il diniego all'accesso civico è necessario a tutelare interessi pubblici:

  • sicurezza pubblica e nazionale
  • la difesa e le questioni militari
  • le relazioni internazionali
  • la politica e la stabilità finanziaria ed economica dello stato
  • la conduzione di indagini sui reati e il loro perseguimento
  • il regolare svolgimento di attività ispettive

                b)  comma 2:  se il diniego all'accesso civico è necessario a tutelare interessi privati:

  • protezione dei dati personali
  • la libertà e la segretezza della corrispondenza
  • gli interessi economici e commerciali di una persona fisica o giuridica, ivi compresi la proprietà intellettuale, il diritto d'autore e i segreti commerciali.

                c) comma 3: se la richiesta riguarda gli atti e i documenti dei quali è vietato l'accesso ex art. 24 L.            241/1990.

Dalla lettura del comma 3 emerge chiaramente la diversa consistenza degli atti e dei documenti oggetto dei due tipi di istituto: i divieti all'accesso civico sono ben più ampi [11] rispetto ai divieti dell'accesso agli atti; l'accesso civico, oltre che da tutti i divieti previsti per l'accesso agli atti (comma 3), viene compresso anche da quelli recati dalla disciplina di cui ai commi 1 e 2 [12]

 

2) L'art. 5 bis individua anche due  fattispecie di esclusione non assoluta:

a) comma 4: l'accesso parziale: qualora solo l'ostensione di alcune parti dell'atto o del documento oggetto di accesso civico può ledere un interesse pubblico e/o privato, è fatto obbligo consentire l'accesso agli altri dati o alle altre parti del documento stesso.

b) comma 5: l'accesso differito: il divieto di ostensione finalizzato alla tutela di interessi pubblici e/o privati di cui ai commi 1 e 2 si applica solo per il periodo nel quale la protezione è giustificata in relazione alla tutela del dato. In questo caso l'ostensione non può essere negata ma solo differita ad un tempo successivo al periodo in cui la protezione è giustificata.

 

Gli strumenti avverso il diniego


A) IL RIESAME (art. 5 co. 7 D.Lgs. 33/2013)

  • cirostanze di ammissibilità (art. 5 co. 7 D.Lgs. 33/2013):

1.                  diniego totale

2.                  diniego parziale

3.                  mancata risposta entro il termine di 30 giorni (fatta salva la sospensione ex art. 5 co. 5 D.Lgs. 33/2013)

4.                  differimento [13]

  • soggetto competente al riesame: responsabile  prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPC)                                                                                                 
  • termini per la conclusione del riesame: 20 giorni dalla richiesta di riesame con provvedimento motivato
  • in caso diniego o differimento a protezione di dati personali (art. 5bis co. 2 lett.a):

 

       il RPC  chiede il parere obbligatorio e non vincolante [14] del Garante per la protezione dei dati personali

       il Garante deve pronunciarsi entro 10 giorni durante i quali è sospeso il termine di 20 gg [15] 

B) IL RICORSO AL DIFENSORE CIVICO (art. 5 co. 8 D.Lgs. 33/2013)

 

  • cirostanze di ammissibilità (art. 5 co. 7 D.Lgs. 33/2013):

1.                  diniego totale

2.                  diniego parziale

3.                  mancata risposta entro il termine di 30 giorni (fatta salva la sospensione ex art. 5 co. 5 D.Lgs. 33/2013)

4.                  differimento [16]

  • soggetto competente a ricevere il ricorso:

1.            difensore civico competente per ambito territoriale 

  • oppure se non istituito

2.            difensore civico competente per ambito territoriale immediatamente superiore

n.b. Il ricorso va comunque notificato anche all'Amministrazione interessata

  • termini per la pronuncia del difensore civico: 30 giorni dalla presentazione del ricorso

 

 


 

 

ESITO RICORSO AL DIFENSORE CIVICO

ILLEGITTIMITA' del diniego (totale o parziale) o del differimento

LEGITTIMITA' del diniego (totale o parziale) o del differimento

il Difensore Civico informa

il Difensore Civico informa[17]

Il richiedente

La PA interessata

Il richiedente

La PA interessata

NON CONFERMA il diniego o il differimento entro 30 giorni

 CONFERMA il diniego o il differimento entro 30 giorni

ACCESSO AMMESSO

ACCESSO NEGATO

 

         in caso diniego o differimento a protezione di dati personali (art. 5bis co. 2 lett.a):

  - il Difensore Civico chiede il parere obbligatorio e non vincolante[18] del Garante per la protezione dei dati  personali

 

  - il Garante deve pronunciarsi entro 10 giorni durante i quali è sospeso il termine di 30 gg[19]

C) IL RICORSO AL TAR[20](art. 5 co. 7 D.Lgs. 33/2013):

E' sempre possibile ricorrere al TAR ai sensi dell'art. 116 del Codice del Processo Amministrativo (D.Lgs. 104/2010) avverso:

- la decisione dell'Amministrazione competente

- la decisione del RPC in caso l'interessato abbia già fatto richiesta di riesame

- la decisione del difensore civico in caso l'interessato abbia già fatto ricorso al difensore (art. 5 co. 8)


n.b. Le disposizioni contenute nell'art. 5 del D.Lgs. 33/2013 non recano la disciplina in ordine alla tutela del contorinteressato avverso le decisioni del RPC (in sede di riesame) e avverso le decisioni del Difensore civico (in sede di ricorso) che ammettano l'ostensione di dati e documenti alla quale il controinteressato si fosse originariamente opposto motivatamente, opposizione alla quale fosse seguito il diniego della PA oggetto di riesame da parte del RPC o di ricorso al Difensore Civico.

In ogni caso trova applicazione in via generale, e dunque anche a tutela del controinteressato, l'art. 116 del D.Lgs. 104/2010 che disciplina il ricorso “contro le determinazioni ...sulle istanze di accesso ai documenti amministrativi...”.

 

La responsabilità dirigenziale per il rifiuto, il differimento e la limitazione dell'accesso civico al di fuori delle ipotesi previste dall'art. 5bis del D.Lgs.33/2013

Vedi argomento “LE SANZIONI”.

 

ATTENZIONE!

Il Garante della Privacy, nelle Linee guida del 14 maggio 2014, ha precisato che il diritto di accesso è esercitabile con riguardo a tutti gli obblighi di pubblicazione effettuata per finalità di trasparenza.

Alle pubblicazioni previste per finalità diverse da quelle di trasparenza non si applica la disciplina del D.Lgs. 33/2013 (ex. pubblicazioni ufficiali dello Stato; pubblicazioni di deliberazioni, ordinanzedeterminazioni sull’albo pretorio online degli enti locali (art. 124 TUEL); pubblicazioni matrimoniali; pubblicazione degli atti concernenti il cambiamento del nome; pubblicazione della comunicazione di avviso deposito delle cartelle esattoriali a persone irreperibili; pubblicazione dei ruoli annuali tributari dei consorzi di bonifica; pubblicazione dell’elenco dei giudici popolari di Corte d'Assise).

N.B. La novella apportata dal D.Lgs. 97/2016 all'art. 5 del D.Lgs. 33/2013 supera l'impostazione dell'Autorità garante della privacy non solo nell'individuazione della finalità dell'accesso civico (“allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico” – cfr. art. 5 co. 2 ) ma anche nel presupposto costituito dal mancato adempimento di un obbligo di pubblicazione quale legittimazione all'esercizio dell'accesso civico. Ora il presupposto, salvo i limiti di cui all'art. 5bis, è costituito dalla circosatanza che la PA detenga il dato o l'informazione oggetto dell'istanza di accesso civico.

LA QUESTIONE PRATICA

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LE PRECISAZIONI DI ANAC

ANAC in data 15 novembre 2016 ha pubblicato per la consultazione le “Linee guida recanti indicazioni operative ai fini della definizione delle esclusioni e dei limiti all'accesso civico di cui all'art. 5 co. 2 del D.Lgs. 33/2013”
Si rimane in attesa del documento definitivo.

BUONE PRASSI

LINK UTILI

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33

Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 per consultazione art. 5 e art. 43

http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3134436
Linee Guida del Garante della Privacy del 14 maggio 2014 per la consultazione del capoverso relativo alla anonimizzazione degli atti

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2013/50/All.-1-obblighi-di-pubblicazione1.pdf
Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione” alla Delibera CIVIT 50/2013 per la consultazione degli adempimenti nelle diverse sezionni di “Amministrazione trasparente”

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/Trasparenza/AccessoCivico
Comunicato ANAC del 15 ottobre 2014 sull'istituto dell'accesso civico

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1990-08-07;241
Legge sul procedimento amministrativo, per la consultazione dei termini entro cui attivare il potere sostitutivo

[1] Art. 65: 1. Le istanze e le dichiarazioni presentate  per  via  telematica alle PA e ai gestori dei servizi pubblici ai sensi dell'articolo 38, commi 1 e 3, del decreto del PDPR 445/2000, sono valide:

    a)  se  sottoscritte  mediante  la  firma  digitale  o  la  firma elettronica qualificata, il  cui  certificato  e'  rilasciato  da  un certificatore accreditato;

    b)  ovvero,  quando  l'autore   e'   identificato   dal   sistema informatico con l'uso della carta  d'identita'  elettronica  o  della carta nazionale dei  servizi,  nei  limiti  di  quanto  stabilito  da ciascuna amministrazione ai sensi della normativa vigente;

    c) ovvero quando l'autore e' identificato dal sistema informatico con i diversi strumenti di cui all'articolo 64, comma 2,  nei  limiti di quanto  stabilito  da  ciascuna  amministrazione  ai  sensi  della normativa vigente nonche' quando le istanze e le  dichiarazioni  sono inviate con le modalita' di cui all'articolo 38, comma 3, del DPR 445/2000;

    c-bis)  ovvero  se  trasmesse  dall'autore  mediante  la  propria casella  di  posta  elettronica  certificata  purche'   le   relative credenziali di accesso siano state rilasciate previa  identificazione del titolare, anche per via telematica secondo modalita' definite con regole tecniche adottate  ai  sensi  dell'articolo  71,  e  cio'  sia attestato dal gestore del sistema nel messaggio o in un suo allegato.  In tal caso, la trasmissione costituisce dichiarazione vincolante  ai sensi dell'articolo 6, comma 1, secondo periodo. Sono fatte salve  le disposizioni normative che prevedono l'uso di  specifici  sistemi  di trasmissione telematica nel settore tributario.

 

[2] Cfr art. 22 co. 1 lett. c)  L. 241/1990: per “controinteressati” si intendono tutti i soggetti, individuati o facilmente individuabili in base alla natura del documento richiesto, che dall'esercizio dell'accesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza.

[3] *Esempio:

20 luglio: richiesta di accesso

21 luglio: inizio decorrenza dei 30 giorni

24 luglio: invio comunicazione al controinteressato

27 luglio: ricezione comunicazione da parte dell'interessato

28 luglio: inizio termini per l'opposizione e inizio sospensione termini per conclusione del procedimento

6 agosto: fine termini per l'opposizione e fine sospensione termini per conclusione del procedimento

7 agosto: prosecuzione termini per conclusione del procedimento

                                           } in questo periodo tenere presente lo “stand still” di 15 gg dall'invio al                                                                                                                                   controinteressato della comunicazione di mancato accoglimento dell'opposizione

3 settembre: termine ultimo conclusione procedimento                   

 

 

[4] Vedi esempio nota 3

[5] Il TAR Lombardia, sez. III, 1 febbraio 2013, n. 310 avverte che “L'art. 22 impone di riconoscere la qualità di controinteressato non già a tutti coloro che, a qualsivoglia titolo, siano nominati o comunque coinvolti nel documento oggetto dell'istanza ostensiva, ma solo coloro che, per effetto dell'ostensione, vedrebbero pregiudicato il loro diritto alla riservatezza”. Non basta perciò che taluno venga chiamato in qualche modo in causa dal documento ma occorre in capo a tale soggetto un quid pluris, vale a dire un diritto alla riservatezza sui dati racchiusi nello stesso documento”.

[6] Art. 22 co. 1 lett. c) L. 241/1990

[7] Così C.d.S., sez. IV, sentenza n. 03772/2014

[8] Art. 5 comma 5 D.lgs. 33/2013

[9] Ai sensi dell'art. 4 del D.Lgs. 196/2003, comprendono i dati identificativi (dati anagrafici, immagini...), i dati sensibili  e i dati supersensibili (sono detti “supersensibili” i dati relativi alla salute e alla vita sessuale). Vi sono inoltre i dati giudiziari, che godono dello stesso grado di tutela dei dati supersensibili. Godono inoltre dello stesso grado di tutela i dati giudiziari.

[10] Il C.d.S., n. 515/2016, sottolinea come “non si comprende l'utillità di lasciare il comma 1 del nuovo articolo 5, che si limita a consentire l'accesso civico ai documenti da pubblicare e che appare ora del tutto assorbito dal più ampio accesso di cui al comma 2 e può essere espunto”.

[11] Il Consiglio di Stato, nel parere n. 515/2016, a proposito dell'ampiezza e genericità dei limiti all'accesso civico mette in evidenza come le amministrazioni “potrebbero essere indotte ad utilizzare la propria discrezionalità nella maniera più ampia, al fine di estendere gli ambiti non aperti alla trasparenza” e che queste eccezioni “possono ragionevolmente aumentare le perplessità circa la concreta efficacia del provvedimento in esame”.

Qualora invece l'istante dimostri di essere titolare di un diritto diretto, concreto e attuale, è fatto obbligo procedere all'ostensione dell'esposto. In questo senso il TAR Lazio, sez. II, 10 settembre 2015, n. 11188, che riconosce in capo a chi subisce un procedimento di controllo un interesse qualificato a conoscere integralmente tutti i documenti utilizzati nel potere di vigilanza, non essendovi, alla luce del quadro normativo di riferimento, ostacoli a tale diritto di accesso, non offrendo l'ordinamento tutela alla segretezza delle denunce, a meno che la comunicazione del nominativo del denunciante non si rifletta negativamente sullo sviluppo dell'istruttoria, il che può unicamente giustificare il differimento del diritto di accesso.

[12] La richiesta di ostensione dell'esposto in merito ad un abuso edilizio da parte del vicino è l'esempio frequente di documento che non può essere oggetto di accesso civico ai sensi dell'art. 5 D.Lgs. 33/2013. ma dev'essere oggetto di ostensione a fronte di un accesso agli atti ai sensi dell'art. 22 L. 241/1990. Precisamente, l'esposto ricadrebbe nella fattispecie di “corrispondenza”, della quale è tutelata la segretezza ai sensi dell'art. 5Bis co. 2 del D.lgs. 33/2013.

 

E a nulla vale invocare l'art. 329 c.p.p. che disciplina il segreto istruttorio: secondo il citato TAR (che peraltro aderisce alla giurisprudenza maggioritaria; ex multis, C.d.S., sez. VI, 29 gennaio 2013, n. 547 e TAR Calabria, 22 ottobre 2014, n. 584) “non ogni denuncia di reato è coperta dal segreto istruttorio e come tale sottratta all'accesso: se la denuncia è presentata all'autorità giudiziaria dalla PA nell'esercizio delle proprie istituzionali funzioni amministrative (come nel caso in esame), non si ricade nell'ambito di applicazione dell'art. 329 c.p.p; in ogni caso, il diniego non potrebbe essere sine die, ma limitato temporalmente alla conclusione delle indagini. Con riferimento invece alla comunicazione al controinteressato (cfr nota 24) ai sensi dell'art. 3 del DPR 184/2006, il TAR Sicilia, sez. IV, 20 luglio 2007, n. 1277, avverte che “la normativa in materia, lungi dal rendere i controinteressati arbitri assoluti delle richieste che li riguardano, rimette sempre all'amministrazione destinataria della richiesta di accesso il potere di valutare la fondatezza della richiesta stessa, anche in contrasto con l'opposizione eventualmente manifestata dai controinteressati”.

[13] L'art. 5 comma 7 non cita espressamente il “differimento”; la lettura combinata del comma 7 e del comma 8 porta però a ritenere che le fattispecie di ammissibilità al riesame e al ricorso al difensore civico siano le medesime, essendo i due commi (7 e 8) posti sullo stesso piano dall'avverbio “altresì”; conforta l'interpretazione anche la lettura del comma 9 che attraverso la congiunzione “e” mette sullo stesso piano il riesame ai sensi del comma 7 e il ricorso al difensore civico ai sensi del comma 8; ad abundantia, la relazione illustrativa del decreto chiarisce rileva coma “...il richiedente, oltre alla richiesta di riesame al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, può presentare ricorso al difensore civico competente per ambito territoriale, ove costituito...”.

 

 

[14] Cfr art. 25 co. 4 L. 241/1990 in tema di rimedi avverso il diniego all'accesso agli atti

[15] Vedi esempio nota 3

[16] L'art. 5 comma 8 non cita espressamente la “mancata risposta entro il termine di 30 giorni”; la lettura combinata del comma 7 e del comma 8 porta però a ritenere che le fattispecie di ammissibilità al riesame e al ricorso al difensore civico siano le medesime, essendo i due commi (7 e 8) posti sullo stesso piano dall'avverbio “altresì”; conforta l'interpretazione anche la lettura del comma 9 che attraverso la congiunzione “e” mette sullo stesso piano il riesame ai sensi del comma 7 e il ricorso al difensore civico ai sensi del comma 8; ad abundantia, la relazione illustrativa del decreto chiarisce rileva coma “...il richiedente, oltre alla richiesta di riesame al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, può presentare ricorso al difensore civico competente per ambito territoriale, ove costituito...”.

[17] Il dettato letterale della norma non prevede la comunicazione alla PA e all'interessato che si ritiene comunque naturale conseguenza  da una parte della ricorso da parte dell'interessato  e dall'altra della notifica alla PA ai sensi dell'art. 5 co. 8.

[18] Cfr art. 25 co. 4 L. 241/1990 in tema di rimedi avverso il diniego all'accesso agli atti

 

[19] Vedi esempio nota 48

[20] Termini per il ricorso al TAR: entro 30 gg mediante notifica all'amministrazione e ad almeno un controinteressato

  • in via generale dalla conoscenza della determinazione impugnata o dalla formazione del silenzio (art. 116 co. 1 D.Lgs. 104/2010)
  • in caso di ricorso avverso la decisione del Difensore Civico da parte del richiedente: dalla data di ricevimento, da parte del richiedente, dell'esito della sua istanza al Difensore Civico stesso

 

 

ARGOMENTO N. 20

I procedimenti

 

RIFERIMENTI NORMATIVI

1.                  Art. 23 e 35 D.Lgs. 33/2013 (Coordinamento con il Piano triennale per la prevenzione della corruzione), come modificato dal D.Lgs 97/2016

2.                  Art. 2 co. 9 bis L. 241/1990 (Conclusione del procedimento – nomina del titolare del potere sostitutivo)

3.                  Art. 1 co. 29 L. 190/2012 (Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione)

4.                  Delibera CIVIT 50/2013 – Allegato 1 “Obblighi di pubblicazione”, tenuto conto Tenuto conto novità normative intercorse

5.                  Art. 40, 63, 64, 64 bis e 65 del D.Lgs. n. 82/2005 (Codice dell’Amministrazione digitale)

 

IN BREVE

cosa pubblicare:

1. TIPOLOGIE DI PROCEDIMENTO

 

2. MONITORAGGIO TEMPI PROCEDIMENTALI. L’art. 24, co. 2, che prevedeva la pubblicazione del monitoraggio periodico dei tempi dei procedimenti è stato abrogato.

3. DICHIARAZIONI SOSTITUTIVE E ACQUISIZIONE D'UFFICIO DEI DATI

  • quali informazioni?

Telefono e PE istituzionale dell'ufficio responsabile per le attività volte a gestire, garantire e verificare la trasmissione dei dati o l'accesso diretto agli stessi da parte delle PA che procedono all'acquisizione d'ufficio dei dati e allo svolgimento dei controlli sulle dichiarazioni sostitutive;

- convenzioni-quadro volte a disciplinare le modalità di accesso ai dati da parte delle PA che procedono all'acquisizione d'ufficio dei dati e allo svolgimento dei controlli sulle dichiarazioni sostitutive;

Ulteriori modalità per la tempestiva acquisizione d'ufficio dei dati;

- Ulteriori modalità per lo svolgimento dei controlli sulle dichiarazioni sostitutive da parte delle PA procedenti.


4. SEMPLIFICAZIONE E RAZIONALIZZAZIONE DEGLI ONERI DI PUBBLICAZIONE

La riforma del D.Lgs. n. 33/2013 ha soppresso numerosi obblighi di pubblicazione che sono stati ritenuti eccessivamente gravosi, senza diminuire il livello della trasparenza, in quanto sono stati introdotti altri strumenti, quali la pubblicazione delle banche dati e il diritto di accesso generalizzato.

L’art. 23 è stato modificato prevedendo l’eliminazione di due delle quattro tipologie di provvedimenti per cui era prevista la pubblicazione semestrale. E’ stata soppressa la lettera a) relativa alle autorizzazioni e concessioni e la lettera c) relativa ai concorsi e prove selettive per l’assunzione del personale e progressioni di carriera di cui all’art. 24 del decreto legislativo n. 150 del 2009, benché sia rimasto inalterato l’obbligo di pubblicare i bandi di concorso ai sensi dell’art. 19. E’ stato inoltre abrogato il comma 2 dell’art. 23, che prevedeva i dati da pubblicare e la formulazione di una scheda sintetica, da prodursi automaticamente in sede di formazione del documento che contiene l’atto.

E’ rimasto inalterato l’obbligo di pubblicare i provvedimenti relativi alla scelta del contraente per l’affidamento di lavori, servizi e forniture, anche con riferimento alle modalità di selezione prescelta, ai sensi del codice dei contratti pubblici, e gli accordi stipulati dalle amministrazioni con soggetti privati o pubblici. Purtroppo è stata persa l’opportunità di coordinare tale adempimento con quanto previsto dall’art. 1, co, 32 della legge n. 190/2012, contenuto ripreso dall’art. 37 del decreto medesimo.


dove pubblicare:

1.a Attività e procedimenti/Tipologia di procedimento

1.b NEL CASO DI PROCEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE O CONCESSIONE anche:                  Provvedimenti/Provvedimenti ORGANI DI INDIRIZZO POLITICO oppure provvedimenti dirigenti

1.c    NEL CASO DI PROCEDIMENTO DI CONCESSIONE DI BENEFICIO ECONOMICO anche SOVVENZIONI, contributi, sussidi, vantaggi economici/Atti di CONCESSIONE

2. Attività e procedimenti/Monitoraggio tempi procedimentali. L’art. 24, co. 2, che prevedeva la pubblicazione del monitoraggio periodico dei tempi dei procedimenti è stato abrogato.

3. Attività e procedimenti/Dichiarazioni sostitutive e acquisizioni d'ufficio dei dati


quando pubblicare:

1.a  TEMPESTIVAMENTE

1.b  vedi argomenti “LE AUTORIZZAZIONI”  e “LE CONCESSIONI” par. “Quando pubblicare”

1.c  vedi argomenti “LE CONCESSIONI

2.    TEMPESTIVAMENTE (cfr par. “Attenzione 2.”) L’art. 24, co. 2, che prevedeva la pubblicazione del monitoraggio periodico dei tempi dei procedimenti è stato abrogato.

3.     TEMPESTIVAMENTE                                    

come pubblicare:

            a) in FORMATO APERTO

         b) in tabelle divise per anno o per semestre (art. 23)

 

ATTENZIONE!

1. vedi argomenti “LE AUTORIZZAZIONI”  e “LE CONCESSIONI”  par.  “Attenzione”. In particolare la semplificazione dell’art. 23 non ha tenuto conto delle previsioni di cui all’art. 190/2012, dove l’art. 1, comma 16, prevede la pubblicazione dei provvedimenti di autorizzazione e concessione, benché non a cadenza semestrale. 

2.  L'allegato A alla delibera CIVIT 50/2013 dispone che la prima pubblicazione sia effettuata entro entro 6 mesi dall'entrata in vigore del decreto.

3.  L’art. 24, co. 1 e 2, che prevedeva la pubblicazione dei dati aggregati e del monitoraggio periodico dei tempi dei procedimenti è stato abrogato.

 

LA QUESTIONE PRATICA

Vedi FAC SIMILE TABELLA PER LA RILEVAZIONE DEI PROCEDIMENTI

Sarà necessario che la pubblicazione dell’elenco dei procedimenti sia effettuata tenendo conto degli sviluppi delle rpevisioni di cui al D.Lgs n. 82/2005 in materia di de materializzazione dei documenti e di accesso on-line ai procedimenti.
E’ inoltre necessario coordinare la pubblicazione dei procedimenti con quella delle carte dei servizi, in quanto alcuni di essi appartengono alla categoria dei procedimenti amministrativi.

 

LE PRECISAZIONI DI ANAC
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BUONE PRASSI

1. vedi argomenti “LE AUTORIZZAZIONI”  e “LE CONCESSIONI”  par.  “Le buone prassi”

 

LINK UTILI

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33
Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 per consultazione art. 23 

http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3134436
Linee Guida del Garante della Privacy del 14 maggio 2014 per la consultazione del capoverso relativo alla anonimizzazione degli atti 

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2013/50/All.-1-obblighi-di-pubblicazione1.pdf
llegato 1 “Obblighi di pubblicazione” alla Delibera CIVIT 50/2013 per la consultazione degli adempimenti nelle diverse sezioni di “Amministrazione trasparente”

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2012-11-06;190!vig=
Legge 6 novembre 2012, n. 190 (c.d. “Legge anticorruzione”) per la consultazione art. 1 co. 29

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1990-08-07;241!vig
Legge 241/1990 per la consultazione dell'art. 2 co. 9

http://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2005-05-16&atto.codiceRedazionale=005G0104&currentPage=1
D.Lgs. n. 82/2005

 

ARGOMENTO N. 21

I servizi  erogati

 

RIFERIMENTI NORMATIVI

1.                  Art. 10, comma 5 e art. 32 D.Lgs. 33/2013 (Obblighi di pubblicazione concernenti i servizi erogati)

2.                  DPCM 27.01.1994 (Principi sull’erogazione dei servizi pubblici)

3.                  Direttiva del Dipartimento della Funzione pubblica 19.12.2006 sulla qualità nella pubblica amministrazione

4.                  Delibera CIVIT 88/2010, Linee guida per la definizione degli standard di qualità, emanata ai sensi dell'articolo 1 del D.lgs. 198/2009

5.               Delibera CIVIT 3/2012, Linee guida per il miglioramento degli strumenti per la qualità dei servizi pubblici, emanata ai sensi degli articoli 13, comma 6, lettera f), e 28 del D.Lgs. 150/2009

6.                  Art. 1, comma 2, art. 4, comma 2 e 6 D.Lgs. 198/2009 (Class action)

7.                  Art. 10, comma 5 D.Lgs. 279/1997 (Contabilità analitica per centri di costo)

8.                  Art. 41, comma 6 D.Lgs. 33/2013 (Trasparenza del servizio sanitario nazionale)

9.                  Delibera CIVIT 50/2013 – Allegato 1 (Obblighi di pubblicazione)

Art. 40, 63, 64, 64 bis e 65 del D.Lgs. n. 82/2005 (Codice dell’Amministrazione digitale - CAD)

 

IN BREVE

cosa pubblicare: 

1.                  La Carta dei servizi o il documento contenente gli standard di qualità dei servizi pubblici, compresa la Class action

2.                  I costi contabilizzati e il relativo andamento nel tempo

3.                  I criteri di formazione delle liste di attesa: limitatamente agli enti che erogano prestazioni per conto del servizio sanitario nazionale


dove pubblicare: 

1.       Servizi erogati/Carta dei servizi e standard di qualità

2.       Servizi erogati/Costi contabilizzati

3.       Servizi erogati/Tempi medi di erogazione dei servizi. L’art. 32, comma 1 lett. b), che prevedeva la pubblicazione dei tempi medi di erogazione dei servizi è stato abrogato.

4.       Servizi erogati/Liste di attesa

quando pubblicare: 

1. TEMPESTIVAMENTE 

come pubblicare:

1. in FORMATO APERTO 

la Carta dei servizi e gli standard di qualità: 

L’ art. 32, comma 1, del D.Lgs. n. 33/2013 prevede che le pubbliche amministrazioni e i gestori dei pubblici servizi pubblichino “la Carta dei Servizi o il documento contenente gli standard di qualità dei servizi pubblici”.

La CARTA DEI SERVIZI è il documento con il quale un ente informa i propri utenti sulle modalità di erogazione dei servizi e si impegna nei loro confronti al rispetto di determinati standard di qualità, definendo anche le modalità di tutela previste nel caso questi ultimi vengano disattesi. La carta dei servizi deve essere articolata e pubblicata secondo l’ottica del cittadino e non in corrispondenza della struttura organizzativa dell’ente. Meglio preferire quindi una lettura orizzontale e non verticale dei servizi erogati dall’ente, eventualmente organizzata per “eventi della vita”.

Gli STANDARD DI QUALITA’ si riferiscono alle diverse dimensioni della qualità: tempestività, accessibilità, trasparenza, efficacia (anche esterna), continuità, flessibilità, efficienza, etc.

L’adozione della Carta dei Servizi da parte dei soggetti erogatori di servizi pubblici è disciplinata anche dalla Direttiva del presidente del Consiglio dei Ministri del 27 gennaio 1994 "Principi sull’erogazione dei servizi pubblici".

La Carta dei Servizi si pone come uno strumento di trasparenza nei confronti dei cittadini, illustrando le modalità di accesso ai medesimi e individuando gli standard qualitativi e quantitativi, con l’intento di monitorare e migliorare la qualità dei servizi erogati.

La citata Direttiva del 1994 esplicita i principi fondamentali che sono alla base dell’erogazione dei servizi:

Eguaglianza: tutti gli utenti hanno gli stessi diritti;

Imparzialità: deve essere garantita la parità di trattamento sia fra le diverse categorie o fasce di utenti;

Continuità: i servizi devono essere erogati in maniera continua e regolare;

Diritto di scelta: ove sia consentito dalla legislazione, gli utenti hanno diritto di scegliere l’ente erogatore;

Partecipazione: il diritto alla partecipazione del cittadino deve essere sempre garantito.

Alcuni Comuni limitano l’adozione e conseguentemente la pubblicazione della Carta dei Servizi ai così detti SERVIZI PUBBLICI, come definiti dalla citata Direttiva. E’ opportuno tuttavia approvare e pubblicare la Carta dei Servizi per tutti i servizi erogati dal Comune, anche se non strettamente rientranti nella categoria dei servizi pubblici.

Per servizio erogato, fatte salve le tradizionali definizioni di servizio pubblico e di servizio pubblico locale, è opportuno intendere tutti i servizi erogati secondo l’ottica del cittadino. Il D.Lgs. n. 33/2013, in questo contesto fa riferimento ad un’accezione ampia del termine servizio, intendendo ogni prestazione erogata al cittadino, ricomprendendo anche l’attività burocratica esito dei procedimenti amministrativi. L’interpretazione della norma va fatta con riferimento anche a quanto previsto dalla legge n. 150/2000 ed al Codice dell’Amministrazione digitale.

E’ usuale per i Comuni pubblicare nei propri siti istituzionali delle esemplificazione sulle modalità di accesso ai servizi denominate “Come fare per …”, che costituiscono una Guida ai Servizi. Tali documenti di fatto differiscono da una vera e propria Carta dei Servizi per la presenza o meno di appositi standard di qualità.

Gli standard di qualità, una volta definiti, vanno condivisi con gli operatori e comunicati ai clienti/utenti che devono conoscere in maniera precisa il livello e le caratteristiche del servizio che ci si può aspettare di ricevere. Infine, l’utente deve avere la possibilità di controllare il servizio e di reclamare/intervenire se questo non rispetta gli standard promessi.

Per migliorare la qualità del servizio erogato è opportuno periodicamente monitorare la soddisfazione degli utenti attraverso la somministrazione di specifiche CUSTOMER SATISFACTION.

L’effettuazione delle indagini di Customer permette di migliorare la qualità dei servizi pubblici, aiutando le amministrazioni ad uscire dalla propria autoreferenzialità e rafforzando la relazione e l’ascolto dei cittadini.

I risultati delle Customer Satisfaction somministrate agli utenti possono essere pubblicate in questa medesima sezione di “Amministrazione trasparente”.

Ulteriori approfondimenti su questi temi possono essere tratti dalla lettura della Direttiva del Dipartimento della Funzione pubblica 19.12.2006 sulla qualità nella pubblica amministrazione, della Delibera CIVIT 88/2010, Linee guida per la definizione degli standard di qualità, emanata ai sensi dell'articolo 1 del D.lgs. 198/2009 e dalla Delibera CIVIT 3/2012, Linee guida per il miglioramento degli strumenti per la qualità dei servizi pubblici, emanata ai sensi degli articoli 13, comma 6, lettera f), e 28 del D.Lgs. 150/2009.

E’ necessario, in base a quanto previsto dall’Allegato 1 della delibera Civit 50/2013 pubblicare in questa sezione anche le notizie su eventuali ricorsi in giudizio proposti dai titolari di interessi giuridicamente rilevanti ed omogenei nei confronti di pubbliche amministrazioni o concessionari di servizio pubblico (CLASS ACTION), così come previsto dall’art. 1, comma 2, art. 4, comma 2 e 6 del D.Lgs. n. 198/2009.

i costi contabilizzati per l'erogazione dei servizi: 

L’ art. 32, comma 2, lett. a) del D.Lgs. n. 33/2013, prevede che le pubbliche amministrazioni, individuati i servizi erogati agli utenti, sia finali che intermedi, con riferimento a quanto previsto dall’art. 10, comma 5, del D.Lgs. n. 279/1997, pubblichino “i costi contabilizzati e il relativo andamento nel tempo”.

La FAQ ANAC 15.2 chiarisce che per costi contabilizzati dei servizi erogati deve intendersi il valore monetario delle risorse direttamente o indirettamente impiegate per l’erogazione di ciascun servizio, come ricavabili dai sistemi di contabilità analitica, nelle more dell’approvazione di uno schema tipo redatto dall’Autorità medesima, così come previsto dall’art. 1, comma 15, della L. n. 190/2012.

Le pubbliche amministrazioni che ancora non hanno attivato una contabilità analitica per centri di costo e non sono pertanto in grado di sviluppare delle analisi specifiche per ciascun servizio, possono valutare l’opportunità di fare riferimento a determinati aggregati della contabilità generale che maggiormente si avvicinino al concetto di servizio.

In base a quanto previsto dal citato art. 10, comma 5, del D.Lgs. n. 279/1997, i “servizi esprimono le funzioni elementari, finali e strumentali, cui danno luogo i diversi centri di costo per il raggiungimento degli scopi dell’amministrazione. Essi sono aggregati nelle funzioni-obiettivo che esprimono le missioni istituzionali di ciascuna amministrazione interessata”.

Nel bilancio redatto ai sensi del D.P.R. n. 194/1996 l’aggregato di spesa che molte amministrazioni locali hanno preso a riferimento è il “Servizio”, assumendo come “risorse impiegate”, quelle contabilizzate come impegnate nel rendiconto di esercizio, con la distinzione di quelle relative alla spesa corrente - esplicitando separatamente quella relativa al personale di cui all’intervento 1 (specificazione ora venuta meno a seguito della soppressione della relativa locuzione precedentemente inserita nell’art. 32, comma 2, lett. a) dal D.Lgs n. 97/2016) - rispetto a quelle di investimento.

Con l’applicazione della nuova contabilità armonizzata, a norma del D.Lgs. n. 118/2011, le elaborazioni fatte non sono più confrontabili con quelle degli esercizi precedenti, che potranno essere ad ogni modo consultabili separatamente.
L’aggregato della nuova contabilità generale che più si avvicina attualmente al concetto di servizio, potrebbe essere il “Programma”.

i tempi medi di erogazione dei servizi: 

L’ art. 32, comma 2, lett. b) del D.Lgs. n. 33/2013, che prevedeva la pubblicazione dei “tempi medi di erogazione dei servizi, con riferimento all’esercizio finanziario precedente” è stato soppresso dal D.Lgs n. 97/2016.

Benché sia venuto meno l’obbligo della pubblicazione del monitoraggio dei tempi dei procedimenti (ex art. 24), così come quello della pubblicazione dei tempi medi dei servizi pubblici erogati, si ritiene che il loro monitoraggio sia opportuno nella misura in cui la riduzione dei tempi di erogazione possa costituire uno standard di qualità tra quelli dichiarati nelle Carte dei servizi, evidenziando gli scostamenti rispetto ai valori attesi e individuando le azioni di miglioramento. 

le liste di attesa:

Tale obbligo, opportunamente ridefinito con la recente riforma come “i criteri di formazione delle liste di attesa” è limitato agli enti che erogano prestazioni per conto del servizio sanitario nazionale, come si evince dall’art. 41, comma 6, del D.L.gs. n. 33/2013.

 

ATTENZIONE!

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LA QUESTIONE PRATICA

Nel caso si ritenga opportuno comunque monitorare i tempi di erogazione del servizio è consigliabile iniziare per gradi, qualora non siano già sviluppati dei sistemi strutturati di monitoraggio all’interno dell’amministrazione, prendendo a riferimento i servizi descritti dalle Carte dei servizi, che definiscono anche gli indicatori temporali.

Le possibilità di monitoraggio dei servizi/procedimenti sono normalmente tre:

1- utilizzo del software di gestione delle diverse procedure, es. pratiche edilizie, iscrizioni anagrafiche, ecc.;

2- utilizzo del protocollo informatico, registrando nel software tutte le diverse fasi del procedimento;

3- utilizzo di un foglio excel/calc, sull’esempio di quello che si allega sub A).

Sarà necessario che la pubblicazione delle carte dei servizi sia effettuata anche tenendo conto degli sviluppi delle previsioni di cui al D.Lgs n. 82/2005 in materia di dematerializzazione dei documenti e di accesso on-line ai procedimenti/servizi dell’ente.

 

LE PRECISAZIONI DI ANAC

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BUONE PRASSI

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LINK UTILI

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33
Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 per consultazione art. 10, comma 5, art. 32 e art. 41, comma 6

http://www.funzionepubblica.gov.it/TestoPDF.aspx?d=16818
DPCM 27.01.1994 (Principi sull’erogazione dei servizi pubblici)

http://www.funzionepubblica.gov.it/media/341441/direttiva_qualita.pdf
Direttiva del Dipartimento della Funzione pubblica 19.12.2006 sulla qualità nella pubblica amministrazione

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?id=f1b4751e0a7780423e6d24e43e092c34
Delibera CiVIT 88/2010, Linee guida per la definizione degli standard di qualità, emanata ai sensi dell'articolo 1 del D.lgs. 198/2009

http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2012/Delibera-n.-3.20121.pdf
Delibera CiVIT 3/2012, Linee guida per il miglioramento degli strumenti per la qualità dei servizi pubblici, emanata ai sensi degli articoli 13, comma 6, lettera f), e 28 del D.Lgs. 150/2009

http://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2009-12-31&atto.codiceRedazionale=009G0207&currentPage=1
D.Lgs. 198/2009 per consultazione art. 1, comma 2, art. 4, comma 2 e 6